Tio/ 20Minuti
Mariella mentre si trovava alla Moncucco.
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LUGANO
09.04.2020 - 14:320
Aggiornamento : 16:49

Intubata a 29 anni per il Covid-19: il commovente video di Mariella

Mariella Montano torna a casa dopo la degenza, con tanto di cure intense, alla Moncucco. E lancia un nuovo appello.

«Mi fa rabbia – dice la ragazza –. Tanta gente usa l'espressione "#iorestoacasa" come se fosse qualcosa di tendenza. Ma questo non è un trend. E qui, purtroppo, non si scherza. State attenti. Tutti».

Mariella Montano è tornata a casa. La giovane di Breganzona era stata intervistata da Tio/ 20Minuti la scorsa settimana. Con i suoi 29 anni, risultava tra i più giovani pazienti in Svizzera a finire in cure intense per colpa del Covid-19. E Mariella ora può tirare un sospiro di sollievo. La sua degenza alla Clinica Moncucco di Lugano è stata lunga e dolorosa. Ma è terminata. «Venti giorni complessivi di ospedale – sussurra –. Non li potrò mai dimenticare». 

Esperienza sconvolgente – La 29enne lancia un nuovo appello. Tramite un video in cui racconta la sua sconvolgente esperienza. Lo fa con trasparenza e commozione. «Per otto giorni sono stata intubata. Per altri due giorni e mezzo sono stata "sveglia" in terapia intensiva. Poi è iniziata la riabilitazione, in una camera normale».

Amarezza – Ora che Mariella è tornata alla "quotidianità", non nasconde un certo disagio. «Sono amareggiata. Sui social vedo tante persone che usano l'espressione "#iorestoacasa" quasi per moda. Ma poi a casa non ci stanno. Viene usato come hashtag di tendenza. Così non è. Questa è una cosa seria. Qui purtroppo non si scherza. State attenti, tutti».

Il "mea culpa" – La giovane aveva già recitato il "mea culpa". Sapeva di essere soggetta a polmoniti e ha sottovalutato il nuovo coronavirus, continuando tranquillamente a fare uscite e serate con gli amici, anche quando l'allarme si stava amplificando sempre di più. Fino ai primi sintomi, accusati il 17 marzo. «Ho sbagliato. E non voglio che altri facciano lo stesso errore. Tanti non sanno neanche di essere soggetti a rischio». 

Mancava il respiro – La mente di Mariella torna a quanto vissuto nel letto d'ospedale. «Ho trascorso un calvario. Spesso non riuscivo a respirare bene. Se non con la maschera a ossigeno. A volte nemmeno con quella. Ero sotto sedativi. Ho avuto forse anche delle allucinazioni. Se voi aveste passato tutto questo, sapreste che "#iorestoacasa" non può essere un hashtag di tendenza». 

Non è il momento di esaltarsi – Mariella, interpellata di nuovo da Tio/ 20Minuti, si rivolge apertamente ai propri coetanei. «Nei prossimi giorni ci saranno giornate splendide. Non andate in giro. Aspettate che l'emergenza sia davvero rientrata. Non esaltiamoci perché in Ticino si è toccato il "picco" dei contagi. Il bel tempo primaverile può essere una trappola. Ti viene da uscire, da dire "tanto adesso si va verso un miglioramento". No. Le autorità sono state chiare. Le prossime due settimane saranno decisive. Non roviniamo tutto quello che è stato fatto finora». 

Una nuova vita – La 29enne spiega, infine, come si svolgono le sue giornate, ora che ha lasciato la clinica Moncucco. «Cerco di stare tranquilla. Sono guarita completamente. Ma devo ancora riabituarmi a fare determinati movimenti, a respirare nel modo giusto. C'è ancora un po' di strada da fare».

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