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14.01.2011 - 17:190
Aggiornamento : 05.11.2014 - 04:03

Iniziativa armi, l'esito del voto è incerto

I sondaggi non sanno prevedere un vincitore. Le donne probabile ago della bilancia

BERNA - Se si fosse votato il 4 gennaio, l'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi" avrebbe probabilmente raccolto una debole maggioranza di consensi. Con un margine d'errore di tre punti percentuali, il 52%, delle persone interrogate dall'Istituto di ricerche gfs.berna su mandato di SRG SSR approvava il testo, contro il 39% che lo respingeva. Il 9% dei consultati non aveva un'opinione definitiva. Oltre all'opposizione classica tra destra e sinistra, il tema divide nettamente le donne (maggioritariamente favorevoli) e gli uomini (tendenzialmente contrari). L'esito della consultazione è assolutamente incerto.

A cinque settimane dalla votazione, la proporzione di elettori che già ha un'opinione è superiore alla media stabilita da gfs.berna alla vigilia delle votazioni passate. Gli indecisi e la mobilitazione dell'elettorato generata dalla campagna non permettono però di prevederne l'esito, scrive l'Istituto, pur ricordando che generalmente il consenso per le iniziative popolari cala durante la campagna.

L'incertezza sull'esito è anche effetto del tipo di indagine. Nel sondaggio, effettuato tra il 3 e l'8 gennaio, sono state interrogate 1214 persone in tutto il Paese. Il margine d'errore è del 2,9%. Concretamente il 4 gennaio l'iniziativa avrebbe dunque raccolto una proporzione di consensi compresa tra il 49,1% e il 54,9%. Questa quota costituisce la somma di chi ha affermato di votare "certamente" (38%) e "tendenzialmente" (14%) a favore.

Come a livello nazionale, anche le tre maggiori regioni linguistiche lo scorso 4 gennaio avrebbero accolto il testo, senza differenze significative: tedescofoni, romandi e italofoni avrebbero detto "sì" rispettivamente nella misura del 51%, 55% e 59%. Vista l'esiguità dei campioni - rispettivamente 700, 300 e 200 persone - il margine d'errore è molto più elevato: 3,7, 5,7 e 6,9 punti percentuali.

L'imprecisione del sondaggio è ancora più palese se si considera il dato della partecipazione. Gfs.berna indica una quota del 42%, ma se presentasse i dati nella maniera utilizzata per fornire il risultato della votazione, la quota salirebbe al 73% (pari alla somma di chi andrebbe "certamente" a votare, 42%, e di chi ci andrebbe solo "tendenzialmente", 31%).

Stando al sondaggio, l'iniziativa divide gli elettori secondo l'opposizione classica tra destra e sinistra, anche se i rapporti di forza non sono ancora chiari all'interno dei partiti di centro destra. Le donne del Partito popolare democratico (PPD), contrariamente ai vertici del partito, raccomandano ad esempio di accogliere l'iniziativa. Per gfs.berna l'esito della votazione dipenderà essenzialmente dagli elettori che non si riconoscono in una formazione politica.

I fautori più decisi del testo appartengono ai Verdi (dei quali l'88% dice "sì") e al Partito socialista (PS, 77%). L'opposizione più marcata si trova nei ranghi dell'Unione democratica di centro (UDC, 71% di "no"). Tra gli elettori del PPD e del Partito liberale radicale (PLR) la proporzione di favorevoli e contrari è simile e inferiore al 50%. Tra i "senza partito" il 52% è favorevole, il 37% contrario e l'11% indeciso.

La detenzione dell'arma d'ordinanza a domicilio divide la popolazione come praticamente mai prima d'ora a seconda del sesso. Il 44% degli uomini direbbe "sì", il 51% "no"; tra le donne le proporzioni sarebbero rispettivamente del 61% e del 27%. I ricercatori rilevano tuttavia "che i casi in cui le donne con la loro maggioranza hanno contribuito al successo di un'iniziativa sono assolutamente rari", di fatto solo due: l'iniziativa delle Alpi accolta dal 51,9% del popolo e da 16 Cantoni nel 1994 e quella "per l'imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile" accolta dal 51,6% del popolo e da 18 Cantoni nel 2008.

Gfs.berna ha indagato anche sulle ragioni del voto. L'argomento più diffuso a favore dell'iniziativa è che la detenzione dell'arma militare a casa non si giustifica nell'attuale contesto di sicurezza internazionale. Una maggioranza degli interrogati ritiene la pratica pericolosa. Sul fronte dei contrari l'argomento più popolare è che l'iniziativa non permette in ogni caso di evitare gli abusi e che parte delle sue esigenze sono già state realizzate (in particolare il fatto che la munizione non è più portata a casa). L'arma a domicilio come elemento costitutivo dell'identità e della tradizione elvetiche conquista solo una sostanziosa minoranza degli interrogati. Solo il 43% degli intervistati ritiene poi che l'iniziativa permetterà di ridurre il numero di suicidi, il 52% è convinto del contrario.

Ats

Foto Ti-Press Carlo Reguzzi


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