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L'OSPITE
19.10.2019 - 14:290

La grande illusione

Giorgio Giacomazzi, segretario di Lega Verde e candidato al Consiglio Nazionale

In questi ultimi anni abbiamo assistito a un decadimento persino più rapido di quanto avessimo previsto. Questo vale per l’ambiente, ma soprattutto abbiamo costatato un deterioramento della qualità di vita delle persone. Oggi più che mai possiamo scorgere la solitudine, la paura e la sofferenza. Ne ho già parlato in precedenza, di come, di fronte all’ingiustizia, molti imparano a diminuire le loro aspirazioni personali, finendo per credere di valore poco.

A questa solitudine si contrappone uno stato sempre più burocratico, invasivo e abusivo, che interviene sempre di più nella sfera privata giudicando quali comportamenti siano accettabili e imponendo un modo di pensare unico e omologato. E questo sempre con la scusa di una maggior sicurezza! Quasi si volesse proteggere una persona da sé stessa e dai suoi pensieri. Chi non corrisponde a questo modello omologato è additato come un caso sociale.

Ricordo ad esempio a decisioni controverse su consumo di alcol, espulsioni di persone con la scusa del reddito, figli separati dai genitori in modo arbitrario dalle ARP, abusi di enti vari.

Invece di aiutare le persone a sollevarsi ed elevarsi, vengono creati ghetti. Questo ci riporta a un capitolo triste della nostra storia, che pensavamo di avere chiuso ma che si sta riaprendo in modo subdolo e strisciante. Quello degli internamenti amministrativi. (In Svizzera, fino al 1981, un elevato numero di giovani e adulti, il cui comportamento e stile di vita erano giudicati poco conformi alle norme sociali dell’epoca, era stato internato in istituto sulla base di una decisione amministrativa, , pur non avendo commesso alcun reato).

Di fronte a questo senso d’impotenza, la popolazione segue due strade. Da un lato sviluppa disillusione e depressione, l’accettazione passiva di quanto succede, non senza una buona dose di cinismo. Vive alla giornata, non preoccupandosi di come e se ci sarà un futuro. Semplicemente non lo vogliono vedere... Un chiaro esempio è l’indifferenza mista a insofferenza nei confronti dei giovani, delle loro aspirazioni e richieste, vedi ad esempio gli atteggiamenti polemici verso le manifestazioni per il clima. I giovani ricordano loro che esiste un futuro, lo stesso che loro hanno paura di vedere.

Altri sviluppano un atteggiamento passivo-aggressivo; si chiudono in sé stessi, lamentandosi di tutto e alimentando un complottismo e una protesta, che un giorno potrebbe sfociare in atteggiamenti anche violenti, anche se confusi e non focalizzati. Con il rischio di cadere nell’estremismo.

Indottrinati e omologati, grazie alla pubblicità e a dei modelli decisamente improbabili e difficilmente realizzabili nella realtà. Inquadrati in un sistema che è diventato psicopatico e ci dice come bisogna essere e cosa dobbiamo desiderare, ne diventiamo dipendenti e corriamo per mantenere questo stile di vita imposto, anche a costo di accettare qualsiasi precarietà nel lavoro e negli affetti. Ad esempio a New York oggi tutti fanno due lavori per sopravvivere. Sottolineo sopravvivere... Tutto questo, non per realizzare un sogno o un successo personale, ma semplicemente per conformarsi a un modello che non ci appartiene.

Chi come noi ritiene di avere qualcosa da dire può focalizzare i suoi sforzi verso ciò che può ci dare un futuro degno di essere vissuto, ha il dovere di usare le migliori risorse culturali e intellettuali per diventare il perno su cui si fondi un’alleanza per il progresso.

Non si tratta di inventare nulla, né servono grossi sacrifici; basta uno sforzo minimo per evitare gli sprechi, generati da uno sviluppo superficiale che crea bisogni fittizi, uso inutile di plastiche e confezioni, spreco di energia per cose inutili. Dobbiamo cominciare a collaborare tra di noi e imparare a condividere.

Abbiamo veramente bisogno di una TV in ogni locale e di un’auto pro-capite, telefonini o vestiti che gettiamo ancora nuovi perché è uscito il nuovo modello?

Esiste un nuovo modo di agire, che noi di Lega Verde promoviamo. Imparare a condividere e aiutarsi a vicenda. Di esempi già ne esistono numerosi, come car sharing, car pooling, cohousing.

Se non impariamo a collaborare, saremo soli in balia del potere, e la storia insegna: divide et impera.

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