keystone-sda.ch (JULIEN DE ROSA)
Michael Jordan, Jay-Z e altri Vip condannano le violenze nei confronti degli afroamericani.
STATI UNITI
01.06.2020 - 15:300

«Ne abbiamo avuto abbastanza»: il caso Floyd e la condanna delle star

Da Michael Jordan a Jay-Z, sono in molti a far sentire la propria voce in queste ore

LOS ANGELES - Artisti, sportivi e uomini di spettacolo si stanno facendo sentire in queste ore per condannare la brutale azione di polizia che ha portato alla morte di George Floyd a Minneapolis.

È scesa in campo perfino una leggenda vivente del calibro di Michael Jordan. Con un tweet sul profilo ufficiale dei Charlotte Hornets, la squadra Nba che possiede, l'ex stella dei Chicago Bulls ha dichiarato di essere «profondamente rattristato, veramente addolorato e chiaramente arrabbiato. Sto con coloro che stanno denunciando il razzismo radicato e la violenza nei confronti delle persone di colore nel nostro paese. Ne abbiamo avuto abbastanza».

Una star della musica come Jay-Z chiede a sua volta che tutti gli agenti coinvolti nella morte di Floyd finiscano in tribunale (e non solo quello che ha tenuto premuto il ginocchio sul collo della vittima per nove minuti). Il rapper ha fatto sapere di aver parlato al telefono con il governatore del Minnesota Tim Walz e che sarà il procuratore generale dello Stato Keith Ellison a sostenere l'accusa al processo.

Non solo star afroamericane si stanno esponendo pubblicamente: oltre a Blake Lively e Ryan Reynolds, anche Kesha ha manifestato la sua solidarietà con la comunità afroamericana. C'è una questione culturale da affrontare, sostiene la cantante. «Non ho mai creduto che fosse compito mio commentare il tema della brutalità razzista della polizia, e questo è parte del problema» ha dichiarato. «Quello che sta accadendo proprio adesso in questa nazione è orribile» e chiama a fare i conti con quello che definisce «il privilegio bianco», ovvero il non doversi preoccupare di subire qualcosa di brutto a causa del colore della pelle. «Il razzismo è estremamente vivo e alimentato da un presidente che chiama i suprematisti bianchi "persone molto perbene" e poi minaccia i manifestanti. È imbarazzante, nauseante e irritante».

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