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02.08.2021 - 09:510

Grado, storica gemella di Venezia

Reportage alla scoperta dell’idrovia che dalla città lagunare porta a Trieste.

GRADO - Se Venezia non fosse mai esistita, sicuramente sarebbe esistita Grado. La sua gemella nascosta, la sua “antenata” dimenticata ma altrettanto bella. La “prima Venezia” come i suoi abitanti amano chiamarla, oppure – con una frase che riassume tutto il suo splendore – l’isola del sole. L’ho visitata nel corso del mio sopralluogo dedicato alla Litoranea veneta.

In realtà, il comune di Grado di estende su ben trenta isolette lagunari sparse tra la foce dell’Isonzo e il mare ma soltanto tre sono abitate. Venire a Grado è un’esperienza che non va confusa con quella di una visita a Venezia. Sono due realtà distinte, e bellissime ciascuna nella propria particolarità. Esplorare Grado potrebbe sorprendere e lasciare addosso emozioni del tutto nuove altrettanto piacevoli. Perché qui non c’è solo storia, non solo natura ma anche un briciolo di mistero che in un ambiente così antico non guasta mai.

Il territorio comunale di Grado, sulla costa del Friuli-Venezia Giulia (provincia di Gorizia), si estende su trenta isole e su una piccola enclave in terraferma. Ma le più importanti sono l’Isola Maggiore, sulla quale sorge la città che dà il nome a tutto l’arcipelago, Schiusa e Barbana. Sono queste infatti le isole popolate e sulle quali i turisti vengono accolti quando arrivano in laguna.

L’isola Maggiore, sulla quale si trova Grado, è da sempre un punto di riferimento importante, in questa zona dell’Adriatico, in quanto fu il porto di Aquileia fin dall’epoca Romana. Dopo la caduta dell’Impero, e con l’arrivo delle tribù barbare dal Nord Europa, l’isola di Aquae Gradatae divenne il rifugio sicuro di molti profughi che guadavano la laguna per sfuggire alla morte. Divenuta sede vescovile, venne fortificata dal VI secolo in poi. Ma nel XII secolo il vescovado – divenuto Patriarcato di Grado e Venezia – si trasferì proprio nella ben più famosa località lasciando Grado a un lento decadimento.

Ridimensionata a villaggio di pescatori rimase sottomessa prima alla Repubblica di Venezia e poi, dal diciottesimo secolo, all’Impero d’Austria sotto il quale era passata. Paradossalmente proprio in quel secolo di oppressione straniera, Grado si riscoprì località turistica. Gli austriaci e gli ungheresi, infatti, amavano le sue spiagge e il suo clima e iniziarono ad alimentare questa nuova economia chiamata “turismo estivo”. La città rimane austriaca fino al 1918 quando passa definitivamente all’Italia. In seguito, grazie alle bonifiche, le isole guadagnarono territorio sia per la produzione agricola che per sviluppare ulteriormente l’industria turistica che oggi è il primo motore di guadagno.

Dove dormire se vi recata a Grado? Io vi proporrei il glamping. Per esempio un soggiorno al Resort Tenuta Primero. Sinonimo di vacanza, natura e sicurezza questo storico campeggi vi offre oltre cento ettari d'incondizionata libertà. Un immenso giardino mediterraneo immerso nella laguna di Grado. Troverete tre diverse tipologie di cottage, bungalow e la dependance che offre camere e appartamenti nella zona della Marina Primero con una suggestiva vista sul Parco naturale della Val Cavanata. Per gli amanti del comfort e del verde vi raccomando un cottage della categoria deluxe situati in prossimità della marina, Al vostro arrivo vi forniranno gratuitamente delle biciclette con le quali scoprire le bellezze di questa resort del suo territori, tra la natura e il mare. All’interno del Resort Tenuta Primero troverete inoltre la marina e il porticciolo che vantano una posizione strategica sul Golfo di Trieste. Avrete l’opportunità di attraccare o noleggiare delle imbarcazioni per poter vivere la Laguna di Grado oppure fare un tuffo nelle acque aperte dell’Adriatico. Inoltre, per gli amanti del green, il Golf Club Grado, che dista pochi metri dall’entrata principale del Resort, è il luogo ideale per praticare questo sport.

Sono giunto al termine della terza giornata del mio viaggio alla scoperta della laguna Veneta e soprattutto della Litoranea che porta dalla Serenissima a Trieste. Per una volta non sono le spiagge di Bibione, Caorle o Jesolo le protagoniste, ma la natura incontaminata, i canneti e i caratteristici casoni. Naturalmente anche i villaggi e le città lungo il percorso. La prossima volta vi parlerò di una capitale culturale d’Italia: Trieste, traguardo di questo viaggio di perlustrazione turistica.

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch
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Ultimo aggiornamento: 2021-09-22 11:32:50 | 91.208.130.89