Cerca e trova immobili
Valute e Frontiere

Svizzeri sempre più digitali, ma il contante resiste. E chi arriva dall'Italia?

Il sondaggio 2025 della Banca Nazionale Svizzera sui mezzi di pagamento restituisce il ritratto di un Paese in piena transizione, dove carte e app guadagnano terreno ma il contante non intende cedere. Un quadro che vale anche per i lavoratori frontalieri.
CambiaValute.ch
Svizzeri sempre più digitali, ma il contante resiste. E chi arriva dall'Italia?

NEWSBLOG
Rubriche argomentali a pagamento curate da aziende e inserzionisti esterni

Il sondaggio 2025 della Banca Nazionale Svizzera sui mezzi di pagamento restituisce il ritratto di un Paese in piena transizione, dove carte e app guadagnano terreno ma il contante non intende cedere. Un quadro che vale anche per i lavoratori frontalieri.

La rivoluzione dei pagamenti in Svizzera avanza, ma con meno strappi di quanto ci si potrebbe aspettare. Il sondaggio annuale della Banca Nazionale Svizzera (BNS) sui comportamenti di pagamento dei privati nel 2025, pubblicato sul sito ufficiale dell'istituto il 30 marzo 2026, conferma un Paese orientato al digitale che non ha però ancora archiviato la moneta fisica. Tra i dati raccolti emergono tendenze che meritano attenzione anche per chi abita e lavora a cavallo del confine.

Carta di debito regina, ma il contante non molla

Per i pagamenti quotidiani — alla cassa del supermercato, al chiosco, al distributore — la carta di debito rimane lo strumento più utilizzato, seguita dal contante e dalle app di pagamento. Il panorama non si è discostato molto rispetto al 2024, segno che i comportamenti di base si modificano gradualmente.

La novità di maggiore rilievo riguarda i pagamenti istantanei: oltre la metà della popolazione ne ha sentito parlare e un quarto li ha già utilizzati almeno una volta. Si tratta di bonifici che si eseguono e regolano in pochi secondi, attivi 24 ore su 24, sette giorni su sette — una modalità destinata a cambiare le abitudini, soprattutto per i trasferimenti tra privati.

Il contante, nel frattempo, non dà segni di cedimento. L'89% degli intervistati dichiara di portare sempre con sé qualche banconota, mentre il 69% ne conserva una riserva in casa o in cassaforte. La percentuale di chi vuole poter continuare a usare il contante esattamente come oggi è in costante aumento dal 2022. Solo il 2% della popolazione si è dichiarato favorevole alla sua abolizione.

Il nodo dei bancomat: soddisfazione in calo

Per la prima volta, il grado di soddisfazione degli svizzeri per l'accesso al contante ha registrato un calo netto: dall'88% del 2024 all'81% nel 2025. Il motivo principale è la progressiva riduzione degli sportelli automatici, scesi di circa il 5% rispetto all'anno precedente. Il 17% degli intervistati ritiene ormai insufficienti i punti di prelievo disponibili, dato che era al 10% nel 2024.

Il problema si avverte soprattutto nelle regioni periferiche, ma inizia a farsi sentire anche nelle aree urbane. Sul versante dei versamenti in contante, un quarto della popolazione si dichiara insoddisfatto delle possibilità di deposito: un segnale che la riduzione dell'infrastruttura fisica sta producendo effetti concreti sulla vita quotidiana.

Libertà di scelta sotto pressione

Un altro dato che merita attenzione riguarda le restrizioni ai mezzi di pagamento. Circa la metà degli intervistati ha dichiarato di aver subito almeno una volta un rifiuto dello strumento preferito. Se la carta di debito è quella più frequentemente non accettata in assoluto, il contante è lo strumento che ha fatto registrare il maggiore aumento dei rifiuti rispetto agli anni precedenti.

La non accettazione del contante si verifica soprattutto in festival, concerti e fiere (46%) e nella ristorazione (31%). Un paradosso, però, emerge con chiarezza: quando c'è un problema tecnico con carte o app, il 50% delle persone ripega proprio sul contante. La moneta fisica si conferma ancora una volta il mezzo di ultima istanza.

Una forbice che si allarga tra generazioni e redditi

Le abitudini di pagamento si stanno polarizzando lungo linee generazionali ed economiche. Le persone con redditi elevati e quelle sotto i 55 anni utilizzano molto meno il contante rispetto agli over 55 e ai redditi più bassi. Dal 2020, l'uso del contante tra gli under 55 è calato di 17 punti percentuali, mentre tra gli over 55 la riduzione si ferma a 13 punti.

Per i pagamenti tra privati, il contante resiste ancora bene, soprattutto nelle fasce di reddito più basse, dove si attesta al 62% (contro il 55% del 2024). Per le transazioni online, invece, dominano le app di pagamento e l'home banking.

Criptovalute: si comprano, non si spendono

Il possesso di bitcoin e stablecoin è aumentato rispetto al 2024, ma il loro utilizzo come mezzo di pagamento rimane marginale: solo lo 0,4% degli intervistati dichiara di usarle per acquistare beni o servizi. Gli svizzeri le comprano come investimento, ma non le usano alla cassa.

Cosa cambia per i lavoratori frontalieri

Il rapporto BNS non affronta direttamente il tema dei frontalieri, ma i dati hanno implicazioni concrete per le decine di migliaia di lavoratori che ogni giorno attraversano il confine tra Italia e Svizzera. Queste persone devono gestire due sistemi finanziari distinti: quello svizzero, sempre più digitalizzato, e quello italiano, dove il contante mantiene un peso significativo nelle spese quotidiane.

Il calo degli sportelli automatici in Svizzera complica la vita a chi ha bisogno di prelevare franchi da portare a casa per pagare affitto, mutuo o bollette in Italia — soprattutto per chi non ha ancora trovato soluzioni alternative per gestire o cambiare lo stipendio in franchi.

I pagamenti istantanei rappresentano un'opportunità interessante anche per i trasferimenti transfrontalieri in tempo reale. Tuttavia, non tutti gli istituti italiani aderiscono ancora allo schema SEPA Instant e le commissioni per i bonifici verso l'Italia possono risultare ancora elevate. Affinché questa modalità diventi davvero vantaggiosa per i frontalieri, servono accordi bancari più efficienti e costi più competitivi.

C'è infine un aspetto culturale da non trascurare. I dati BNS confermano che chi ha redditi più bassi ricorre maggiormente al contante. Molti frontalieri — in particolare quelli impiegati nei servizi o nell'edilizia — rientrano in questa fascia. Per loro, una progressiva riduzione del contante potrebbe tradursi in un ostacolo concreto alla gestione quotidiana delle finanze, oltre che in un costo nascosto spesso sottovalutato.

Svizzera a due velocità

Il sondaggio 2025 della BNS fotografa un Paese in piena transizione nei pagamenti, ma senza fratture. La maggioranza della popolazione vuole conservare la libertà di scegliere tra contante e digitale, e lo stesso istituto di emissione sembra voler garantire questo equilibrio, pur dovendo fare i conti con la riduzione dell'infrastruttura fisica.

Per i lavoratori frontalieri, questo scenario richiede una maggiore consapevolezza degli strumenti disponibili — digitali e non — per gestire al meglio il proprio denaro tra due Paesi, due valute e due sistemi finanziari.

Cambiavalute.ch: il tuo alleato per il cambio franco-euro

Gestire il cambio tra franco svizzero ed euro non è mai stato semplice, soprattutto per chi riceve lo stipendio in CHF e vive in Italia. Cambiavalute.ch offre tassi competitivi, procedure trasparenti e un servizio pensato proprio per i frontalieri e per chi si muove tra i due Paesi. Cambiare valuta non deve costare più del dovuto.

Scopri le offerte in corso sulla pagina promozioni: il tuo primo cambio potrebbe già farti risparmiare.
Approfitta ora e trasforma ogni stipendio in un'opportunità.

Fonti consultate

Le informazioni e i dati contenuti in questo articolo sono tratti dalle seguenti fonti ufficiali:


Questo articolo è stato realizzato da CambiaValute.ch, non fa parte del contenuto redazionale.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE