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29.04.2020 - 08:000

Come creare un e-commerce gratis (o quasi) per la tua attività locale

Avere un e-shop professionale fa la differenza anche per i piccoli, ma come realizzarlo e promuoverlo a budget ridotto?

Molte delle realtà che si rivolgono al mercato della propria città o poco più hanno già provato a utilizzare internet come via alternativa per non far cessare il proprio flusso di cassa, in attesa delle riaperture di questi giorni.

Non abbiamo ravvisato, però, solo la creazione di veri e-commerce, che comportano un investimento rilevante, per un periodo dalle prospettive ancora poco chiare, ma anche e soprattutto l’utilizzo di soluzioni temporanee, creative e inizialmente meno onerose, per vendere i propri prodotti e servizi attraverso internet.

Poiché l’obiettivo principale è stato comunicare quanto prima ai propri clienti (e ai loro contatti) la possibilità di continuare ad acquistare, ritrovando un pizzico di normalità, i negozi online sono stati temporaneamente sostituiti da semplici post informativi su Facebook, Instagram o Google My Business, con poche sponsorizzazioni a pagamento e tante conversazioni su Messenger, via WhatsApp o via e-mail per rispondere alle domande e fissare le consegne.
Organizzare delle spedizioni e finalizzare le transazioni in rete non è sembrato, almeno fino a oggi, discriminante per ottenere degli acquisti: l’ausilio dei sistemi contactless ha reso sicuri infatti, spesso, anche i pagamenti realizzati in presenza.

Adesso, però, che tanti hanno adottato questi espedienti, che alcuni esercizi riapriranno e che il consumatore dispone di maggiore scelta, dopo il periodo di iniziale novità, crediamo sia l’ora, anche per i piccoli commercianti, di individuare strumenti professionali che facciano la differenza con i moltissimi concorrenti, ricreando, sebbene senza mettere subito a budget grandi somme di denaro, un’esperienza di navigazione e acquisto in grado di valorizzare al meglio il marchio e i prodotti.

In questo articolo, suggeriamo i passaggi da compiere per dotarsi di essi e usarli al meglio.

 

Step 1: creare un e-commerce con un investimento ridotto

Diverse soluzioni permettono, anche a chi non dovesse possedere avanzate conoscenze di programmazione, di creare, oggi, un e-commerce completo, guidati quasi interamente dal proprio gusto estetico, in modo intuitivo, con pochi clic e trascinando gli elementi grafici sullo schermo (drag & drop), modificando dei modelli precostituiti, definiti templates.

Parliamo, ad esempio, di piattaforme internazionali come DG1, Wix, Ionos, Webflow e Shopify, dell’italiana Flazio e della svizzera Hoststar, tramite le quali, con livelli di difficoltà e risultati visivamente differenti, è possibile realizzare autonomamente uno shop completo, facilmente collegabile con i circuiti di pagamento più diffusi e utilizzati.

I costi? Si parte da abbonamenti base disponibili perfino gratuitamente, sebbene con molte limitazioni o alte provvigioni sugli acquisti generati, passando per qualche decina di franchi al mese per quelli con opzioni standard, che includono anche dominio e hosting, fino ai pacchetti più completi che, per alcune centinaia di franchi ogni 30 giorni, assicurano, oltre a basse fees sugli acquisti, anche la possibilità di utilizzare interessanti strumenti aggiuntivi per la promozione dello shop.

I contro?

  • Trattandosi di servizi simili al leasing, la proprietà del sito è di chi lo crea solo fin quando l’abbonamento prescelto viene pagato. I costi totali, quindi, risultano ridotti esclusivamente nel breve e/o nel medio termine;
  • Sebbene realizzarlo da sé così sia estremamente più facile che mediante altre piattaforme (es. Wordpress, Prestashop, Magento), è necessario avere comunque delle sufficienti abilità informatiche, e per alcuni passaggi è spesso necessario richiedere la consulenza o la supervisione di un professionista (es. per il collegamento con alcuni sistemi di pagamento specifici o l’organizzazione delle pagine sulla base delle possibili ricerche degli utenti ecc.);
  • Si tratta di piattaforme che tengono conto degli standard e delle richieste più comuni di chi desidera avere un e-commerce, e quasi mai sono completamente personalizzabili. Se si vuole ottenere un risultato del tutto originale quanto a grafica, funzioni o posizionamento sui motori di ricerca, per ampliare l’attività in futuro, ciò potrebbe non essere fattibile nemmeno rivolgendovi a un’agenzia.

Si tratta, quindi, di un’ottima opzione per cominciare da sé, testando l’efficacia del proprio business online e concentrando le spese sulle attività promozionali, che sono essenziali alla riuscita del progetto. Chi, invece, volesse ottimizzare l’investimento a medio-lungo termine, potrebbe valutare la realizzazione di una piattaforma ad hoc e di proprietà.

 

Step 2: valutarne l’efficacia gratuitamente, per poterlo migliorare

I piccoli retailers chiamano e Google risponde. L’iniziativa Grow My Store è stata avviata specificamente per dare aiuto a chi ha da poco aperto un e-commerce. All’interno del portale dedicato, chiunque può inserire l’indirizzo (URL) del proprio sito, e riceverne una valutazione gratuita e immediata.

Grow My Store, infatti, individua le lacune degli shop online rispetto ai fattori ritenuti utili a migliorarne il posizionamento tra i risultati di Google e la loro fruibilità da parte degli utenti finali.
L’analisi che restituisce, nel concreto, rivela, ad esempio, se il sito sia ben utilizzabile sia da desktop che da smartphone e tablet, se sia presente e ben realizzato il servizio di assistenza in live chat o ancora, in termini di trasparenza, se le politiche di acquisto e reso, nonché i prezzi, siano esposti in modo chiaro.

Di conseguenza, la growth, la crescita a cui l’iniziativa si riferisce, è relativa alla cura della propria presenza online: report alla mano, i titolari degli e-commerce possono scoprire che cosa non vada nel proprio sito, e quali interventi siano necessari ad aumentare le visualizzazioni e gli acquisti da parte dei clienti.

 

Step 3: promuoverlo con strumenti low budget

Gli sforzi dell’azienda di Mountain View non si sono limitati all’ideazione di Grow My Store. Di fronte agli aumentati volumi di ricerca provocati dall’impossibilità di attingere fisicamente a ciò che ci serve, Google ha deciso di colmare il divario tra chi può già permettersi la creazione di annunci Ads a pagamento all’interno della sezione Shopping, e chi non ne ha ancora predisposto i mezzi. Chiunque disponga adesso di un e-commerce, dunque, può legare gratuitamente i propri prodotti e il loro nome alle tabelle che li propongono visivamente tra i risultati di ricerca. In questo modo, questa funzione di Google sarà maggiormente promossa e più utilizzata a pagamento in futuro, ma adesso, la poca visibilità di alcuni commercianti – dovuta a mancanza di strumenti o denaro – sarà garantita, e l’utente da casa avrà ancora maggiore facilità d’acquisto in seguito a una ricerca online.

Oltre alla novità di Google Shopping gratuito, suggeriamo l’utilizzo di Google My Business, il sistema di schede attraverso cui aziende e negozi possono mettere in evidenza non solo le proprie informazioni e i propri contatti, ma anche i propri prodotti con i relativi prezzi, creando un riferimento diretto alla vendita, che dovrà però poi essere finalizzata sull’e-commerce.

Un altro strumento assolutamente da implementare, oltre all’iscrizione a eventuali piattaforme di promozione gratuita delle attività locali, e all’utilizzo dei gruppi di promozione territoriali su Facebook, è la funzione “vetrina” del social di Mark Zuckerberg, che funziona più o meno come quella “prodotti” di Google My Business. Accedendo a questa tab dalla pagina che seguono, magari stimolati da sponsorizzazioni dedicate, infatti, gli utenti possono visualizzare in modo esaustivo prodotti e servizi in vendita e relativi prezzi, collegandosi velocemente all’e-commerce per completarne l’acquisto.

Di simile natura è la funzione “shopping” su Instagram. Pensate che, secondo dati diffusi da Facebook, che ne detiene la proprietà, Instagram è utilizzato, con funzione informativa, dal 70% di chi è interessato a fare acquisti su internet. Ciò significa che chiunque, “scrollando” tra le immagini di un brand, con un semplice tap può ricevere informazioni sul prezzo del prodotto che vediamo e acquistarlo sul nostro shop online.

 

Step 4: curare il rapporto con il cliente online e fidelizzarlo

Oltre al già citato Messenger, utilissimo a fornire informazioni e assistenza ai clienti giunti attraverso Facebook, e a una live chat assolutamente da creare, all’interno dell’e-commerce, segnaliamo l’importanza di WhatsApp Business, app parallela e separata da quella più nota, dedicata alle attività che vogliono creare una linea diretta con i propri clienti esclusivamente durante gli orari di lavoro, creando dei canali broadcast per delle comunicazioni specifiche (es. vendite, consegna, assistenza)
Il pregio di WhatsApp Business per il customer care è l’estrema diffusione dell’app “sorella maggiore” tra gli utenti. Ricevere informazioni e indicazioni diventa così semplice e veloce per i clienti, ed estremamente efficace, ordinato e funzionale per chi deve programmarle e diffonderle.

Piccole aziende, negozi, indipendenti e attività locali sono il cuore del nostro tessuto economico, e si trovano in gravi difficoltà. Se ne fai parte e vuoi ricevere maggiori informazioni su quello che abbiamo scritto oppure richiederci un intervento diretto, siamo a disposizione per una consulenza gratuita. Esamineremo insieme la tua situazione e individueremo una strategia e degli strumenti utili a far aumentare le tue entrate: siamo specializzati, infatti, nella realizzazione di e-commerce in tempi molto ridotti, e soprattutto nell’aumento di vendite mediante la loro promozione.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.


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Ultimo aggiornamento: 2020-06-04 00:50:18 | 91.208.130.85