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02.07.2021 - 08:000

Trasformare i rifiuti alimentari in carburante per aerei

Un nuovo studio ha descritto come si potrebbe eliminare lo spreco di cibo ottenendo carburante sostenibile per aerei.

Un team di ricercatori del National Renewable Energy Laboratory (NREL), in uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha descritto un innovativo metodo per convertire i rifiuti alimentari in combustibile che può essere utilizzato nei motori esistenti degli aerei di linea.

I ricercatori hanno sviluppato un processo di bioraffinazione che utilizza l’energia non sfruttata dei rifiuti alimentari e di altri rifiuti umidi per produrre SAF (Sustainable Aviation Fuel) che è compatibile con i motori a reazione esistenti ed è in grado di supportare voli a zero emissioni di carbonio. Nello specifico, il team è stato in grado di catturare gli acidi grassi volatili (VFA) prodotti dalla fermentazione dei rifiuti alimentari e, attraverso un catalizzatore, aggiungere ulteriore carbonio alle molecole di VFA per convertirle in semplici molecole di paraffina, che possono essere usate nel carburante. Queste molecole, infatti, non sono poi così diverse dal punto di vista chimico rispetto al carburante tradizionale utilizzato nei voli commerciali.

Gli autori principali dello studio, l’ingegnere e ricercatore senior Derek Vardon e la ricercatrice Nabila Huq presso il NREL, hanno affermato che il loro carburante ha funzionato miscelando il 90% di carburante convenzionale per aerei con il 10% di miscela alternativa di carburante con paraffina, soddisfacendo gli standard attualmente richiesti dall’industria dell’aviazione. I ricercatori sono altresì convinti di poter arrivare a una miscela 70/30, anche se saranno necessari test più approfonditi prima che questa possa essere approvata per uso commerciale.

Grazie all’utilizzo di SAF, gli scienziati hanno stimato un calo del 165% delle emissioni nette di carbonio rispetto al carburante fossile per jet. Questa notevole riduzione delle emissioni è raggiungibile intervenendo sull’enorme impronta di gas serra dei rifiuti alimentari. Ogni anno, infatti, milioni di tonnellate di rifiuti alimentari finiscono in discarica dove marciscono e producono metano, un gas serra oltre 20 volte più potente dell’anidride carbonica. Il processo di produzione e utilizzo di combustibile sostenibile per aerei tramite i rifiuti alimentari, quindi, se portato su scala industriale potrebbe effettivamente avere un impatto positivo sul clima riducendo in maniera drastica l’impronta di carbonio.

In seguito a questa innovativa ricerca, il team di scienziati del NREL ha collaborato con la Southwest Airlines per aumentare il processo di produzione. I ricercatori mirano ora ad avviare le prove di volo utilizzando il loro biocarburante entro il 2023. “Se il nostro percorso di raffinazione viene ampliato, potrebbero essere necessari anche uno o due anni per le compagnie aeree come Southwest per ottenere le approvazioni normative sui carburanti di cui hanno bisogno per iniziare a utilizzare il SAF dei rifiuti umidi nei voli commerciali. Ciò significa che i voli a zero emissioni di carbonio sono all’orizzonte prima di quanto alcuni avrebbero pensato”, ha dichiarato Vardon.


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