Iniziata la costruzione del più grande reattore a fusione nucleare del mondo
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FRANCIA
28.11.2020 - 08:000

Iniziata la costruzione del più grande reattore a fusione nucleare del mondo

Ha preso il via nel sud della Francia la fase di assemblaggio dell’impianto a fusione nucleare che sarà attivo dal 2025

Il 28 luglio scorso è iniziata a Cadarache, nella Francia meridionale, la costruzione del più grande reattore a fusione nucleare del mondo. Il suo nome è ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) e nasce dalla cooperazione internazionale di ben 35 Stati. La fase di assemblaggio dell’impianto durerà altri 5 anni, diventando quindi operativo nel 2025. Si tratta di un'eccellenza ingegneristica da 20 miliardi di euro e verrà realizzato con l’obbiettivo fondamentale di verificare la validità della fusione nucleare come fonte utilizzabile di energia.
Il reattore cercherà di replicare le reazioni che avvengono nel sole, e in generale nelle stelle, al fine di produrre energia pulita senza i rischi connessi alla fissione nucleare. A differenza della fissione, infatti, dove si ha la scissione degli atomi di un elemento chimico pesante come l’uranio-235, la fusione nucleare è una reazione in cui i nuclei di due o più atomi si uniscono tra loro, dando origine al nucleo di un nuovo elemento chimico. Per ottenere tale fusione, però, è necessaria una forza enorme che sia in grado di superare la repulsione elettromagnetica.
ITER sarà un edificio estremamente grande e complesso. Verranno utilizzati milioni di componenti per assemblare il gigantesco reattore che, una volta terminato, peserà 23.000 tonnellate. Quasi 3.000 tonnellate di magneti superconduttori saranno collegati da 200 km di cavi, tenuti tutti a - 269° C dal più grande impianto criogenico del mondo. Il cuore del reattore è un gigantesco magnete, il “tokamak”, al cui interno l’energia prodotta attraverso la fusione degli atomi viene assorbita sotto forma di calore nelle pareti. Proprio come avviene in una centrale elettrica convenzionale, un tokamak utilizza il calore per produrre vapore e quindi elettricità attraverso turbine e generatori.
A dire il vero, ITER è un tokamak che permetterà ai ricercatori di verificare il funzionamento a impulsi lunghi e le numerose tecnologie richieste su scala del reattore, ma la centrale non sarà attrezzata per produrre elettricità. ITER, infatti, servirà a sua volta per la progettazione di un impianto di nuova generazione, chiamato DEMO, la cui pianificazione è già iniziata. L’avvio della costruzione è previsto per il 2030 e il funzionamento nel 2040. Oltre a DEMO, l’ultimo passo per produrre energia da fusione sarà la realizzazione di un altro prototipo di reattore, completamente ottimizzato per generare elettricità in modo efficiente.
Ad ogni modo, i vantaggi della fusione nucleare sono davvero enormi. Essa rilascia quasi 4 milioni di volte più energia di una reazione chimica come la combustione di carbone, petrolio o gas e, a parità di massa, 4 volte di più rispetto alle reazioni di fissione nucleare. Gli elementi utili per la fusione nucleare sono ampiamente disponibili e quasi inesauribili. Inoltre, al contrario della fissione, la fusione non produce scorie radioattive. Come ha affermato il direttore di ITER Bernard Bigot: «Ottenere l'accesso a una fonte di energia pulita sarebbe un miracolo per il nostro pianeta».

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