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CANTONE / SVIZZERADisoccupazione stabile in Svizzera, lievemente su in Ticino

07.12.21 - 08:47
Secondo l'ultimo rapporto della Seco continuano a calare i disoccupati, dopo il boom del 2020
Keystone
Fonte ats
Disoccupazione stabile in Svizzera, lievemente su in Ticino
Secondo l'ultimo rapporto della Seco continuano a calare i disoccupati, dopo il boom del 2020
In Ticino e Grigioni, però, il numero è aumentato leggermente

BELLINZONA / ZURIGO - La disoccupazione è rimasta stabile in Svizzera nel mese di novembre, ma è lievemente aumentata in Ticino e nei Grigioni. A livello nazionale il tasso si è attestato - come in ottobre - al 2,5%, a fronte del 3,3% dello stesso mese dell'anno scorso e del 2,3% del novembre 2019, prima della pandemia.

Stando ai dati diffusi oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) il numero dei senza lavoro iscritti agli uffici regionali di collocamento (URC), che in gennaio aveva toccato i massimi dal 2010 (oltre 261'000), è sceso in novembre a 116'244: per la decima volta consecutiva si registra una flessione, che è stata di 489 rispetto a ottobre e di 37'026 sull'arco di dodici mesi. Nel giugno 2019 le persone senza impiego erano però ancora meno di centomila (97'222).

In Ticino nel novembre 2021 il tasso di disoccupazione si è attestato al 2,9% (+0,2 punti rispetto a ottobre, -0,7 su base annua), nei Grigioni all'1,4% (+0,2 e -0,7). I cantoni romandi rimangono i più colpiti dalla disoccupazione, pur restando tutti ampiamente sotto la soglia psicologica del 5%. Con un tasso del 4,4% il primato negativo spetta a Ginevra e Giura, seguono Neuchâtel (3,6%) e Vaud (3,5%). Alti sono anche i valori di Basilea Città (3,3%) e Argovia (2,9%). Con un tasso dello 0,6%, Appenzello interno è invece il cantone con meno disoccupati. Il motore economico della nazione, Zurigo, è al 2,3%, un po' meno della media nazionale.

Il Ticino è al sesto posto fra i più toccati dal problema, mentre i Grigioni sono al settimo rango nella graduatoria dei meno colpiti. In termini assoluti, da Airolo a Chiasso si contano 5048 disoccupati (+506 mensile, -1085 annuo), mentre nel cantone con capoluogo Coira la cifra è di 1594 (+232 e -692).

Meno giovani iscritti - Tornando all'ambito nazionale, dai dati pubblicati dalla Seco emerge anche che il numero di giovani (15-24 anni) disoccupati è diminuito di 420 unità rispetto a ottobre a un totale di 10'751, cioè 6739 persone in meno che un anno prima. Il tasso per questa fascia di età si è attestato al 2,0%, in flessione di 0,1 punti (mese) e 1,3 punti (anno). I lavoratori ultra 50enni sono al 2,7% (stabile e -0,4). I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 30'080, il 3,1% in meno di ottobre e il 12% in più (+3178) di dodici mesi prima: 435 giovani, 16'104 25-49enni e 13'453 ultra 50enni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro dell'1,8% (stabilità mensile, -0,6 annuo), gli stranieri del 4,5% (+0,1 e -1,3). Per paese di provenienza, i tassi sono più elevati per i bulgari (11,1%), gli africani (8,7%) - che la Seco considera nel loro insieme -, i rumeni (8,4%), i kosovari (7,9%) e i macedoni (6,5%). L'Ue è al 3,9%. Riguardo ai principali paesi confinanti, la Francia è al 5,1%, l'Italia al 4,0% e la Germania al 2,6%.

La differenza con l'ILO

I dati diffusi dalla Seco si basano sulle persone effettivamente iscritte agli uffici regionali di collocamento (URC). La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi. L'ultima stima disponibile - pubblicata a metà settembre - dà la disoccupazione in Svizzera nel secondo trimestre 2021 al 5,0%. Lo scarto fra i due dati - quello della Seco e quello ILO - suscita spesso acceso dibattito.

Le quote di senza lavoro registrate dalla Seco sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell'assistenza.

Complessivamente, afferma ancora la Seco, le persone in cerca d'impiego registrate nel mese scorso erano 206’349, l'1,2% in più rispetto a ottobre e il 17,8% in meno di dodici mesi prima. Tale cifra comprende, oltre ai disoccupati iscritti, le persone che frequentano corsi di riconversione o di perfezionamento, che seguono programmi occupazionali o che conseguono un guadagno intermedio. Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli uffici di collocamento è pari a 50'552 (-2654 mensile e +21'691 annuo).

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