ITALIA
11.10.2018 - 11:490
Aggiornamento 12:55

Cucchi sarebbe stato pestato da due carabinieri

A chiamarli in causa è un collega, uno dei cinque imputati al processo

ROMA - Colpo di scena nel processo per la morte di Stefano Cucchi. In apertura dell'udienza odierna il pubblico ministero Giovanni Musarò ha comunicato un'attività integrativa d'indagine, resasi necessaria dopo la denuncia presentata da uno dei cinque imputati.

Si tratta di un carabiniere che, sostanzialmente, ha ricostruito cosa è avvenuto quella notte e ha accusato due colleghi - Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo - di aver picchiato il giovane. Sembra che sia stata trovata un'annotazione di servizio nel quale il carabiniere Francesco Tedesco riferì del fatto. È la prima volta che viene ammesso un pestaggio nei confronti del 31enne.

«Il 20 giugno 2018 - ha riferito il pubblico ministero - Tedesco ha presentato una denuncia contro ignoti in cui dice che quando ha saputo della morte di Cucchi ha redatto una notazione di servizio». Tedesco avrebbe reso tre dichiarazioni nell'ambito di un procedimento contro ignoti.

«Gli atti dibattimentali e le ulteriori indagini» ha dichiarato il legale di Tedesco «individuano nel mio assistito il carabiniere che si è lanciato contro i colleghi per allontanarli da Stefano Cucchi, che lo ha soccorso e che lo ha poi difeso. Ma soprattutto è il carabiniere che ha denunciato la condotta al suo superiore ed anche alla Procura della Repubblica, scrivendo una annotazione di servizio che però non è mai giunta in Procura, e poi costretto al silenzio contro la sua volontà» L'avvocato Eugenio Pini ha aggiunto: «Come detto, è anche un riscatto per l'Arma dei Carabinieri perché è stato un suo appartenente a intervenire in soccorso di Stefano Cucchi, a denunciare il fatto nell'immediatezza e a aver fatto definitivamente luce nel processo».

Il processo - D'Alessandro, Di Bernardo e Tedesco sono accusati di omicidio preterintenzionale e abuso di autorità - i giudici li accusano di aver colpito Cucchi - mentre altri due colleghi, Roberto Mandolini e Vincenzo Nicolardi, sono imputati di calunnia (Mandolini anche di falso).

La sorella di Cucchi, Ilaria, ha scritto su Facebook: «Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi».

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