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Diastasi addominale: identikit di un problema non solo estetico

Il disturbo colpisce soprattutto le donne, ma riguarda anche gli uomini e può creare gravi disagi funzionali
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Diastasi addominale: identikit di un problema non solo estetico
Il disturbo colpisce soprattutto le donne, ma riguarda anche gli uomini e può creare gravi disagi funzionali

Frutto dell’allontanamento delle due fasce che formano il muscolo retto addominale, la diastasi dell’addome è un disturbo frequente in gravidanza, ma non solo. La fascia muscolare addominale ha la caratteristica di essere molto resistente, ma non altrettanto elastica e, quindi, quando è soggetta a sollecitazioni che ne provocano l’assottigliamento o il logoramento, si assiste all’allontanamento delle parti che la compongono dalla linea mediana. Questo asse immaginario, noto anche come linea alba e inteso come il tratto che attraversa a metà il busto, rappresenta il riferimento per poter definire la gravità del problema. La diastasi addominale, infatti, a seconda del livello di allontanamento delle fasce muscolari, può essere più o meno pronunciata, ma in nessun caso deve essere considerato solo un problema estetico. 

Generalmente è considerato un problema legato alla gravidanza perché causato dalla spinta interna effettuata dall’utero in continua espansione che provoca lo stiramento del muscolo addominale, già assottigliato a causa della suddetta pressione combinata con il nuovo equilibrio ormonale. In questo caso, con il ripristino dell’elasticità dei tessuti, la separazione tra le fasce muscolari addominali tenderà a ridursi ed in un lasso di tempo compreso tra i due e i sei mesi, la situazione si risolve. Come detto, però, le cause della diastasi addominale possono essere anche altre: dimagrimenti importanti, obesità, indebolimento muscolare, eccessiva attività fisica, vecchiaia e tosse cronica.  E sono proprio questi fattori di rischio che rendono il disturbo comune anche tra gli uomini. Come riconoscere la diastasi addominale? I sintomi tipici del disturbo comprendono difficoltà digestive e respiratorie, incontinenza, pesantezza al pavimento pelvico, dolore alla schiena, alle anche e al bacino, nausea, gonfiore, postura di iperlordosi, ernia e persino movimenti intestinali visibili. 

È evidente, quindi, come i disturbi legati alla diastasi la rendano un problema funzionale che necessita di soluzione. La fisioterapia rappresenta un percorso possibile utile ad evitare il peggioramento della situazione priva di indicazioni chirurgiche o a preparare i tessuti in caso di necessità di intervento chirurgico. Se però non è possibile intervenire chirurgicamente, la fisioterapia diventa necessaria per ridurre la sintomatologia legata al disturbo e recuperare almeno in parte la stabilità della colonna vertebrale e la posizione di iperlordosi. Quando la diastasi addominale non rientra spontaneamente, soprattutto nei tempi previsti dopo gravidanza e parto, si può ricorrere all’intervento chirurgico finalizzato a riavvicinare le fasce muscolari dell’addome che si sono allontanate, ricostituendo l’uniformità del tessuto. La necessità di procedere chirurgicamente alla soluzione del problema è legata soprattutto ai problemi da esso derivanti e soprattutto il mal di schiena, l’incontinenza o gli eventuali prolassi.

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