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ti.mammeRegressione del sonno: cos’è e come gestirla

10.03.23 - 07:00
Coincide con particolari periodi della crescita e può essere affrontata senza problemi
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Regressione del sonno: cos’è e come gestirla
Coincide con particolari periodi della crescita e può essere affrontata senza problemi

Risvegli improvvisi e richiesta di attenzione e coccole sono gli elementi che caratterizzano la cosiddetta regressione del sonno dei bambini. Dopo i primissimi mesi, durante i quali è normale che il piccolo si svegli per il bisogno di essere cambiato o nutrito, intorno ai sei mesi il lasso di tempo in cui dorme senza interruzioni ogni notte si regolarizza. Naturalmente ogni comportamento è strettamente legato al carattere e alle esigenze di ogni pargolo che potrà, comunque, essere aiutato a instaurare una corretta routine del sonno. Nonostante le sane abitudini e la spontanea regolarizzazione del sonno, però, possono comparire i risvegli improvvisi durante la notte e, persino, la difficoltà a fare la solita pennichella pomeridiana proprio a causa della regressione del sonno. Il fenomeno, stando a quanto rilevato dalle appropriate ricerche, coinciderebbe con gli scatti di crescita, ovvero le tappe fondamentali e significative nello sviluppo del piccolo. Per intenderci: le regressioni del sonno potrebbero verificarsi in concomitanza con gli scatti di crescita a 3-4 mesi, 8-10, a un anno, a un anno e mezzo e a due, mentre le più comuni si registrano a quatto, sei mesi e otto mesi. 

Questi step corrispondono a specifiche abilità acquisite dal bebè che a quattro mesi vive la sua prima esplosione di crescita fisica e mentale, visto che impara a rotolarsi e ad afferrare gli oggetti, mentre il suo cervello si impegna per coordinare l’uso delle manine. A sei mesi c’è un altro importante scatto di crescita che comprende lo svezzamento, mentre il piccolo impara a gattonare e comincia a mettere i dentini. A otto mesi, invece, subentra l’ansia da separazione dalla mamma, accompagnata dal timore per gli estranei. Per capire se effettivamente si è in presenza di una regressione del sonno del bebè, a ridosso di questi scatti di crescita, bisogna osservare i sintomi più lampanti nel comportamento del piccolo e quindi: una effettiva riduzione del sonno caratterizzata da risvegli notturni e pisolini saltati; aumento della fame; massima irritabilità del pargoletto che risulta anche particolarmente capriccioso e alla continua ricerca di coccole e rassicurazioni. 

Come gestire il fenomeno? Ripetersi che è solo una fase aiuta ad affrontare la situazione per la quale può essere utile chiedere aiuto al partner per affrontare i risvegli notturni così da riuscire a riposare un po’. È importante consentire al piccolo di mangiare di più e anche prestare attenzione ai segni di stanchezza che manifesta, dagli sbadigli ai capricci. La routine del sonno non deve essere modificata con nuove abitudini del piccolo, come quella di addormentarsi in braccio, ma deve essere mantenuta e arricchita con condizioni favorevoli al relax del bambino, dalle luci soffuse al rilassamento privo di attività energiche prima della nanna. In linea di massima la durata della regressione è di due settimane circa, ma ogni caso può essere soggettivo e continuare a seguire la routine del sonno aiuta il piccolo a recuperare i ritmi che aveva preso prima della regressione stessa.

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