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Il nome dell'europarlamentare era già emerso negli atti della maxi indagine su un sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti
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CONFINE
15.05.2019 - 15:360

Lara Comi è indagata per finanziamento illecito

L'europarlamentare è accusata di aver ricevuto un finanziamento illecito da 31mila euro

MILANO - L'europarlamentare lombarda di Forza Italia Lara Comi, nota anche in Ticino per sue prese di posizione sui frontalieri, è indagata per finanziamento illecito nella maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano.

Lara Comi, che è anche candidata per le prossime elezioni europee, è accusata di aver ricevuto lo scorso gennaio un finanziamento illecito da 31mila euro dall'industriale bresciano e presidente della Confindustria Lombarda, Marco Bonometti, anche lui indagato per questo fatto.

A Bonometti, in particolare, la Procura contesta una fattura da 31mila euro, emessa da Omr holding (la società di cui l'industriale è presidente), e relativa al versamento di quei soldi alla società Premium consulting srl, tra i cui soci figura appunto Lara Comi.

Quei 31mila euro, secondo gli inquirenti, sarebbero stati versati in due tranche da circa 15mila euro. Stando a quanto ricostruito dai pubblici ministeri, l'industriale avrebbe versato quei soldi formalmente per una consulenza, sotto forma di acquisto di una tesi di laurea reperibile anche on line, e quel denaro, invece sarebbe andato a finanziare illecitamente Comi. Il nome dell'europarlamentare, tra l'altro, era già emerso negli atti della maxi indagine su un sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti.

I pm, infatti, come si leggeva nella richiesta di custodia cautelare a carico di 43 persone, tra cui i due esponenti di FI Fabio Altitonante e Pietro Tatarella, stanno indagando anche su un altro episodio, ossia su "contratti di consulenza" ottenuti, attraverso Gioacchino Caianiello, ex coordinatore di FI a Varese e ritenuto il "burattinaio" del presunto "sistema", da "una società riconducibile a Lara Comi". Contratti di consulenza "da parte dell'ente Afol città metropolitana" per un "totale di 38.000 euro".

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