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ZURIGO
23.07.2020 - 23:490
Aggiornamento : 24.07.2020 - 08:48

Spuntano i primi furbetti della quarantena

I loro nominativi emergono con l'apparire dei nuovi focolai. Primi casi a Zurigo e Berna

Sarebbero numerosi coloro che non si annunciano nonostante siano arrivati da zone a rischio. Le multe sono salate: fino a 10mila franchi

ZURIGO - Chiunque provenga da un paese a rischio e ignori l'obbligo di quarantena può vedersi recapitare una multa fino a 10 mila franchi. Ciò nonostante, alcuni turisti ad alto rischio non rispettano le normative sanitarie. Come riportato dalla stampa domenicale, la maggioranza non aderisce al requisito di quarantena.

La novità è che i primi "peccatori" sono stati pizzicati. Stando al "Tages-Anzeiger" si tratterebbe di persone che, o non si sono registrate, o in ogni caso non hanno rispettato l'iter stabilito per chi giunge da paesi a rischio.

I loro nominativi stanno venendo a galla con il comparire delle nuove infezioni. Il servizio medico cantonale, di volta in volta, scopre nello screening del paziente che questi ha appena viaggiato fuori dalla Svizzera, nei paesi presenti nella black-list".

I primi casi sono emersi a Zurigo e Berna. Ma altri cantoni non nascondono di presumere un «numero elevato di casi non segnalati».

I dettagli di contatto registrati a mano - È notizia di martedì il fatto che, dall'inizio di giugno, l'UFSP ha richiesto alle compagnie aeree di raccogliere le informazioni sui passeggeri. Per la precisione i dati personali assieme a itinerario, numero di posto a sedere e luogo di residenza delle persone che entrano in Svizzera. Questi dati, raccolti su pezzi di carta scritti a mano, verrebbero conservati in scatole per 14 giorni e poi distrutti.

Secondo l'UFSP, le compagnie aeree sono tenute a garantire che le informazioni siano corrette e complete. Viene richiesto di fornire i dati dei passeggeri di circa 20-30 voli selezionati casualmente ogni settimana. «Le schede dei contatti degli autobus dovrebbero essere rese disponibili entro la prossima settimana», assicura una portavoce dell'Ufficio federale di sanità pubblica.

Le informazioni delle persone soggette a quarantena (provenienti da aree a maggior rischio) vengono trasmesse dall'UFSP ai Cantoni, ai quali viene chiesto di verificare che questa venga rispettata. Sui trasgressori è l'UFSP a decidere. E i tempi sono stretti: un paio di settimane. 

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