Tanja Grandits apre la ventesima edizione di S.Pellegrino Sapori Ticino

Lunedì sera l’Hotel Splendide Royal di Lugano ha fatto da cornice alla prima serata ufficiale della ventesima edizione di S.Pellegrino Sapori Ticino, con protagonista una delle figure femminili più rappresentative dell’alta cucina svizzera: Tanja Grandits.
Chef del ristorante Stucki di Basilea, membro delle Grandes Tables Suisses, due stelle Michelin e 19 punti GaultMillau, Tanja Grandits è stata nominata “Chef dell’anno” nel 2014 e nuovamente nel 2020. Una carriera costruita attraverso una cucina dalla forte identità, che lunedì sera ha portato a Lugano il suo universo fatto di colori, aromi, spezie e grande attenzione al dettaglio.
La natura è da sempre una delle sue principali fonti di ispirazione. Nei suoi piatti erbe, spezie e ingredienti vegetali diventano elementi essenziali di composizioni eleganti e sorprendenti, nelle quali gusto ed estetica procedono di pari passo. A renderla immediatamente riconoscibile è anche la sua celebre cucina monocromatica: ogni portata nasce attorno a un colore dominante, sviluppato attraverso consistenze, profumi e sfumature differenti.
Piatti come la capasanta con ceviche di finocchio, ravioli al cocco con zuppa alle foglie di curry e pomodoro, o ancora il vitello con la glassa al timo e fagiolini alle mandorle, hanno entusiasmato tutti gli ospiti, trasformando la serata in un percorso tra sapori, colori e accostamenti raffinati, arricchito da una proposta enologica di grande livello, grazie anche all’abbinamento dei vini della Maison Marques et Domaines che per l’occasione ha portato anche due differenti Porto Ramos Pinto, uno di 20 anni e uno di 26.
E proprio l’ultimo Porto, servito al dessert, ha regalato uno dei momenti più spettacolari della serata. Aperto davanti agli ospiti secondo la tradizionale tecnica delle tenaglie da Porto, le pinze, prima arroventate, sono state strette attorno al collo della bottiglia e successivamente la zona è stata raffreddata con un panno bagnato: lo shock termico ha permesso al vetro di spezzarsi nettamente, consentendo di aprire una bottiglia così importante senza intervenire direttamente sul vecchio tappo. Un vero e proprio rituale, capace di trasformare il servizio del vino in uno spettacolo e di sorprendere gli ospiti presenti.











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