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13.12.2021 - 07:410

I «Sentieri Gastronomici» dello chef Bongiovanni

Reportage nella regione di Asti alla ricerca delle eccellenze della cucina

ASTI - Il Piemonte è una regione di piacere. Vini, tartufi, noci, formaggi, frutta fresca come ciliegie o pere, funghi e riso così come pasta e polenta sono nel menu. Anche la carne viene servita in molte varianti. Anche i dolci piemontesi sono un sogno. E poi come non pensare alla famosa bagna cauda.

Nell’astigiano ho però anche scoperto un’eccellenza turistica: accompagnare, per esempio in bicicletta, lo chef di cucina mentre acquista gli ingredienti del pranzo presso i suoi fornitori. Io avuto la grande occasione di conoscere e seguire una star della tivù gastronomica: Diego Bongiovanni. Assieme a lui visiterò l’”Isola della carne” a Isola D’Asti, l’azienda agricola di Motta di Costigliole, dove visitiamo l’”orto della valle del Tanaro”, per terminare nella cantina nell’azienda agricola Dogliotti, dove lo chef mi preparerà il gustoso pranzo con l’abbinamento dei vini tipici quali il Barbera d’Asti, il Moscato, il Grignolino, il Nebbiolo...

Ma chi è lo chef Bongiovanni? Diego nasce ad Asti nel 1983 e dopo soli tre anni la cosa che lo diverte di più non sono i giocattoli, ma le padelle di nonna Albertina e tutti in famiglia comprendono immediatamente che quella passione così precoce e concreta per la cucina non sarebbe stata solo un hobby nella sua vita. Passano gli anni, ma le idee non cambiamo e il diploma alla Scuola Alberghiera, decreta l’inizio della professione, quella vera, quella delle infinite ore passate nelle cucine dei ristoranti, a imparare un mestiere dura ma che per Diego è più di un lavoro, rappresenta la base solida di un sogno: diventare un grande chef! Dalla brigata Diego alla posizione di chef, entra nelle cucine di ristoranti stellati, ma si sa i sogni realizzati invecchiano presto e lasciano spazio ad altri più grandi, come quello di inventare una cucina diversa, semplice, ma di qualità e specialmente di portare alla ribalta del grande pubblico la tradizione della cucina regionale piemontese. Sono gli anni dell’esplosione della cucina in tivù e Diego diventa presto il protagonista del piccolo schermo, passando in breve tempo dalle emittenti locali a programmi sulle reti nazionali, dove diventa lo scoppiettante portavoce di una cucina semplice, ma buona, fatta a partire da ingredienti facili da reperire e soprattutto riproducibile a casa. Negli anni non ha mai smesso di creare e di sperimentare e oggi Diego Bongiovanni è diventato il portavoce della sua terra, il Piemonte, che racconta non solo attraverso i suoi piatti, ma anche con gli show, gli eventi e una nuova forma di turismo slow, quella dei “Sentieri Gastronomici”.

Questo progetto, dedicato al turismo enogastronomico piemontese, è volto alla valorizzazione delle piccole imprese agricole locali. Ideati e realizzati da Diego Bongiovanni, grazie alla sua società che opera nel settore dell’enogastronomia e degli eventi da oltre 10 anni, i “Sentieri Gastronomici” segnano l’inizio di un nuovo corso nella proposta turistica regionale, anche per le stagioni autunnale e invernale ormai alle porte, durante le quali in Piemonte si raggiunge l’apice della bellezza dei paesaggi e della ricchezza di prodotti enogastronomici. L’idea dei “Sentieri” nasce dal desiderio dello Chef di valorizzare il territorio regionale a partire dalle produzioni agricole locali e di qualità, a volte poco conosciute, ma sempre eccellenti e che da sole costituiscono il fulcro dell’economia agricola locale e l’origine di tutti gli ingredienti che lo Chef Bongiovanni utilizza da sempre nella sua cucina più autentica e tradizionale.

Attraverso il suo portale vengono proposti al pubblico una serie di tour e pacchetti, indissolubilmente legati all’enogastronomia locale, ma anche alle bellezze del territorio, dalle montagne alle pianure, dalle colline alle città e ovviamente sempre declinati e cuciti sulle peculiarità dei territori e del periodo dell’anno.

Da settembre in poi le possibilità di divertimento e scoperta, con i “Sentieri Gastronomici”, sono davvero infinite: dalla ricerca guidata del tartufo bianco nelle Langhe, in Monferrato o nelle Valli Curone e Grue alle degustazioni in mongolfiera sul basso Piemonte, dai giochi didattici in cantina con i migliori e più rinomati vini del mondo, come il Barolo e il Barbaresco, alla raccolta e lavorazione dello zafferano direttamente in campo, per scoprire tutti i segreti “dell’oro rosso” piemontese, dall’allegra esperienza della vendemmia alle degustazioni di salumi tipici a quelle dei formaggi, del miele e delle mille altre bontà che questa terra offre. In primavera ricominceranno invece i tour a piedi e in ebike con le esperienze interessanti, ma anche divertenti, gustosissime, ma soprattutto autentiche, che appassionano e coinvolgono grandi e bambini.

Quasi dimenticavo le pietanze preparate da Diego Bongiovanni: una pasta fresca con la tipica carne di fassona. Ma, per aprire le danze, la bagna cauda. Si tratta di una ricetta tipica piemontese e per gli abitanti della regione è sacra! Uno di quei classici piatti conviviali che sono perfetti per riunire attorno a un tavolo amici e famigliari, ed essendo molto ricca e sostanziosa si può gustare anche come piatto unico. Ma qual è la ricetta? Beh, è una salsa (infatti il significato di bagna cauda è salsa calda) a base di tre ingredienti soltanto: acciughe, aglio e olio. Viene preparata in grandi quantità e poi servita nei fujot, dei piccoli recipienti monoporzione in terracotta con sotto una piccola fiammella che mantiene sempre caldo l’intingolo.

Il mio ‘giro’ nelle langhe non termina qui, la prossima volta vi porterò a visitare il centrocittà di Asti.

Testo a cura di Claudio Rossetti

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Ultimo aggiornamento: 2022-05-25 05:57:02 | 91.208.130.85