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TargetEcco le parole che migliorano le vendite creando emozioni

20.09.21 - 18:31
Alcune espressioni delle campagne pubblicitarie aumentano la percezione di fiducia ed empatia e il desiderio d’acquisto
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Ecco le parole che migliorano le vendite creando emozioni
Alcune espressioni delle campagne pubblicitarie aumentano la percezione di fiducia ed empatia e il desiderio d’acquisto

Marketing emozionale? Da tempo non è più un concetto esclusivamente teorico. La promozione, soprattutto quando agisce online con strumenti e metodi particolarmente “smart” e veloci, ha avuto conferme scientifiche sull’impatto verso la psicologia degli utenti

Ecco perché le valutazioni di carattere comportamentale sono entrate in punta di piedi, ma con decisione, nelle strategie dei brand più importanti a livello globale, e non soltanto: pure le aziende più piccole, se consapevoli dell'importanza di questo aspetto della comunicazione, ne possono fare buon uso, anche solo seguendo alcune semplici regole. 

Bada bene: in questo caso non descriveremo azioni dirette da poter fare nei confronti dei propri utenti, bensì dell'utilizzo di parole che possano stimolare in loro sensazioni che potranno influenzare il loro comportamento. Ci è già capitato di parlare di neuromarketing e di pricing psicologico: potremmo ricondurre questo tipo di ragionamento a quella stessa sfera della comunicazione, quella che ripone fiducia nelle emozioni e nell’istinto. 

 

Una soluzione “facile” e “concreta”

Per molte aziende, uno dei più grandi ostacoli che le separano dai propri clienti è la necessità di acquisirne la fiducia. Non sempre, infatti, è semplice far avvicinare un utente tanto da ispirare l’affidabilità sufficiente a sceglierci, sia per i nostri prodotti che per i nostri servizi. Proprio su questo aspetto, ci sono alcune espressioni che possono aiutare a stimolare una più veloce produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone del buon umore”, responsabile anche del senso di fiducia. E non è cosa da poco: senza di essa, il rapporto brand-cliente difficilmente comincerebbe.

La parola “facile”, ad esempio, è spesso utile ad avvicinare gli interlocutori del messaggio, che hanno bisogno di sentirsi rassicurati e assistiti nella soluzione alle proprie esigenze. Sapere che la loro necessità può essere risolta con semplicità - e magari anche rapidamente - gioca un ruolo chiave nella loro conversione definitiva.

Anche la “concretezza” è un aspetto chiave nell’acquisizione della fiducia: i tuoi clienti, sicuramente, se hanno un problema da risolvere non sono in cerca di soluzioni fumose o complesse. Leggerci diretti, proattivi e concreti li aiuterà a comprendere meglio il nostro brand e ciò che propone, dando loro un’ottima impressione su quanto abbiamo da offrire.

 

“Funziona”, “Puoi”: questione di empatia

L’empatia è diventata uno dei grandi valori del marketing contemporaneo. Gli utenti non hanno più interesse né tempo per messaggi eccessivamente orizzontali e impersonali, che non li coinvolgono. In una fittissima selva di comunicazioni pubblicitarie, non prestare attenzione a questi fattori è un grande spreco di tempo e risorse, in quanto difficilmente si riuscirà a essere incisivi.

Lo stimolo dell’empatia risiede nella produzione di ossitocina: per raggiungere l’obiettivo, dobbiamo dare all’utente un qualche tipo di “empowerment”, sia esso nell’azione o nella conoscenza, che gli permetta di immaginare, sognare, fare progetti. Se in un messaggio ben strutturato inseriremo il verbo “Puoi”, apriremo al nostro potenziale cliente una serie di possibilità presenti, verticali e dirette. Così come se dedicheremo il giusto spazio al racconto del “Funziona perché…” gli garantiremo delle informazioni pratiche che potrà impiegare per compiere la sua scelta definitiva.

Un esempio? “Inserendo queste parole nei messaggi giusti, puoi aumentare le vendite dei tuoi prodotti”. “Funziona perché è una strategia con basi scientifiche, spesso messa in pratica da grandi brand internazionali”. 

 

“Solo per te”: la forza del desiderio

Ultimo, ma non ultimo, anche il desiderio di un determinato prodotto o servizio gioca una parte nell’azione di acquisto di un consumatore. Che nasca da un’esigenza primaria o da una necessità più “superficiale”, senza il desiderio è difficile che la conversione si concluda.

Anche a questo scopo, ci sono parole e formule che possono aiutarci in questo stimolo: proporre un’offerta specificando che essa è “solo per te”, ad esempio, susciterà l’attenzione del consumatore e la sua produzione di dopamina, finché non si sentirà coinvolto personalmente e percepirà il desiderio d’acquisto con molta più intensità rispetto a un messaggio più generico e formale. Anche utilizzare parole come “adesso” e “subito” si inserisce in questa logica: non c’è modo migliore di far crescere un desiderio già latente dell’offrire un’occasione per soddisfarlo nell’immediato.

 

 

Ti abbiamo raccontato, ancora una volta, quanto delle piccole sfumature di linguaggio possano assumere un ruolo chiave nella scelta di prodotti e servizi da parte dei consumatori. Queste sfumature, ormai, sono talmente numerose e sottili che per coglierle è molto utile il contributo di un team di esperti nel campo.

Occupandoci ogni giorno di strategie di marketing dedicate a professionisti e aziende, abbiamo presto scoperto quali e quanti risultati permetta di ottenere questo mindset, se debitamente collegato da competenze tecniche. Contattaci per una consulenza gratuita: anche per la tua impresa ci sono nuove parole ancora da scoprire, insieme ai fatti di business e crescita che possono conseguirne.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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