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TargetParola d’ordine? I termini più persuasivi del copywriting

22.08.21 - 10:34
Scopriamo insieme come e perché alcune espressioni incoraggiano a compiere determinate azioni.
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Parola d’ordine? I termini più persuasivi del copywriting
Scopriamo insieme come e perché alcune espressioni incoraggiano a compiere determinate azioni.

Le parole sono importanti: lo sa molto bene chi con esse lavora ogni giorno. Se anche tu conosci un/una copywriter, ti dirà proprio la stessa cosa. Riconoscere il valore delle parole è alla base della comunicazione pubblicitaria, sia offline che online.

Il loro uso ragionato può contribuire a influenzare il comportamento di un utente o di un consumatore, così come può aiutare i brand a veicolare il proprio messaggio nel modo giusto, in base ai loro obiettivi di partenza. Il copywriting “persuasivo” riunisce tecniche di questa attività di marketing in grado di stimolare chi legge a compiere determinate azioni. Esistono infatti parole, espressioni e frasi particolarmente efficaci, perché incoraggiano il destinatario del messaggio a smuoversi, a divenire parte attiva, a interagire.

Vediamo insieme quali sono le più conosciute: se non ci avevi mai fatto caso, ti renderai conto che vengono usate molto spesso.

Dare del “tu”

Trovare una confidenza speciale con clienti e utenti è fondamentale, per promuovere l’identità del brand. Ecco perché l’uso del “tu”, la seconda persona singolare, è estremamente popolare in molti tipi di comunicazione. Questo, a scapito del ben più generico “voi”, o del “lei”, utilizzato spesso in Ticino per traduzione della forma tedesca Sie.

La Yale University ci ha addirittura condotto uno studio, da cui è emerso che l’utilizzo di questa formula stimola un maggiore coinvolgimento: le persone che ricevono i messaggi con questa modalità si sentono infatti prese in causa direttamente, interpellate.

Nell’e-mail marketing è molto popolare - poiché molto, molto efficace - un’ulteriore evoluzione del “tu”: la personalizzazione con il nome dell’utente. Lo avrai visto nelle newsletter che ti arrivano ogni giorno: pur sapendo che si tratta di un sistema automatizzato, ci sentiamo comunque presi in particolare considerazione. Il tutto contribuisce a spingerci a continuare a leggere, scoprire di più su un argomento o un prodotto, fare acquisti, ecc.

 “Gratis”: un grande classico

Naturalmente, a qualsiasi utente fa piacere ricevere qualcosa senza pagare, che sia un contenuto o addirittura un servizio o un prodotto. Offrire un omaggio è sicuramente una delle chiavi per attirare l’attenzione più popolari ed efficaci, ma deve essere utilizzata con cognizione di causa, evitando qualsiasi eccesso.

Potrebbe sembrarti ovvio, ma la formula vada applicata soltanto quando effettivamente c’è una ragione di farlo: i messaggi pubblicitari che ne abusano, nonostante questo, sono molto frequenti. Inserendola troppo spesso, essa potrebbe perdere significato e valore, risultando di conseguenza banale, spogliandosi della sua efficacia.

Gratis” è da utilizzare - quando, si intende, c’è una gratuità effettiva di qualche tipo da offrire - con un obiettivo ben preciso. Quest’ultimo solitamente è attirare l’attenzione di un potenziale cliente, facendolo avvicinare al brand velocemente e spingendolo a scoprire subito prodotti e/o servizi. Allo stesso tempo, potrebbe anche essere incluso nelle attività che puntano a far riavvicinare il consumatore all’azienda: nelle strategie di fidelizzazione rivolte a chi è effettivamente già stato cliente, ma non è ancora costante negli acquisti o non ne fa da qualche tempo.

“Veloce”, “immediato”, “subito”... fretta e scarsità

A volte, il bisogno del lettore diventa più impellente alla vista di queste parole. I potenziali clienti sono infatti molto ingaggiati dalla prospettiva di ricevere un riscontro in tempo reale, e di sfruttare un’opportunità che presto potrebbe scomparire.

Per questo fenomeno esiste addirittura una spiegazione neurobiologica: una parte del cervello, il mesencefalo, reagisce vivacemente quando si presenta la prospettiva di una “ricompensa”, soprattutto se immediata o altrimenti non più raggiungibile. Basti pensare al successo globale di Amazon Prime: il servizio di punta? Assicurare ai clienti di ricevere i loro acquisti nel giro di appena 24 ore.

Ovviamente, queste parole corrispondono spesso a una promessa stretta tra il brand e il cliente: se un servizio viene promosso come veloce, immediato o dalla disponibilità limitata, quasi esclusivo, tale dovrà essere. Attenzione quindi a non abusare, anche in questo caso, dei termini in questione. Non mantenere la promessa anticipata potrebbe comportare una notevole perdita di credibilità non solo nei confronti del singolo clienti, ma anche degli altri che vedranno, in rete, cos’è accaduto.

Scrivere per il marketing è un’operazione più complessa e delicata di quanto possa sembrare, che implica una serie di competenze non limitate alla semplice conoscenza della grammatica. Non a caso, la figura del copywriter è parte fondamentale di qualsiasi team online e offline.

Proprio la cura e l’esperienza fanno la differenza tra un’operazione di marketing poco incisiva e una molto efficace: se hai un’azienda o un’attività autonoma che vuoi far crescere grazie al web, contattaci per una consulenza gratuita. Avremo sempre le parole giuste per raccontare ciò che fai ai tuoi potenziali clienti, e soprattutto sappiamo come farle trovare, leggere e destare interesse.

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

 

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