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LUGANO
07.11.2018 - 14:230

Musica e pubblicità: connubio non facile ma possibile

Il mondo dell’advertising non è insensibile ai volti della pop music, specie se si traduce in fatturato. Ecco 5 tra le star più gettonate dai brand mondiali

 

Non è sempre facile scritturare una stella della musica leggera per renderla protagonista di uno o più spot. A volte l’immagine controversa dei cantanti può diventare un boomerang; in altri casi, sono loro stessi a non prestarsi alle logiche commerciali, o almeno a limitarle sensibilmente.

Vediamo chi sono le celebrità musicali che non disdegnano di arrotondare il loro stipendio a suon di video spot e shooting fotografici.

Shakira: la cantante colombiana non ha mai disdegnato di far utilizzare la sua immagine a scopo pubblicitario. Un’icona planetaria, nota per le sue hit ma anche per la sua bellezza statuaria unita all’estroversione latina. Shakira ha rappresentato diversi brand mondiali: Pepsi che l’ha lanciata a più riprese con lo slogan “Ask for more”; Activia, con “Feeling good starts from inside”; Costa Crociere con “Benvenuti a Felicità”. Grazie al suo sorriso è stata ingaggiata da Oral-B, e anche Seat l’ha scritturata per una serie di video spot. Fattore comune a molte celebrità, oggi Shakira promuove il suo profumo.

Rihanna: sensuale, imprevedibile, estrosa. La singer statunitense non è sfuggita all’occhio degli advertiser, che ne hanno sfruttato l’appeal col grande pubblico. In una versione sportiva e a tratti un po’ “aggressiva”, ha posato per l’azienda di sportwear Puma. Il suo fascino ha catturato l’occhio di Gucci, seguita a braccetto da Dior. Una bevanda energetica a base di cocco, “Vida Vita”, ne esalta la vitalità. Il viso apparentemente senza imperfezioni ha lanciato una campagna di Nivea. Non poteva mancare (anche qui) Rogue, il suo profumo per lui e per lei.

Justin Bieber: pochi contratti ma milionari. Uno dei cantanti più pagati al mondo non può di certo svendere la sua immagine, e chi la utilizza la paga a peso d’oro. Forse questo anche per non ripetere alcuni mezzi passi falsi del passato, quando, giovanissimo, è stato testimonial delle creme contro l’acne giovanile targate “Proactiv Solution”. Oggi, diventato un sex symbol tra le giovanissime, posa con orgoglio per numerose campagne di Calvin Klein. Anche il colosso di telefonia T-mobile ha dovuto stanziare un budget a diversi zeri. Non poche controversie ha provocato un ad spot di Spotify che ha presentato il cantante come “Latin King”. Tra gli altri brand citiamo Macy’s, Softbank e PhoneGuard.

Jay-z: al secolo Shawn Corey Carter, il rapper newyorkese è molto ricercato come testimonial da brand più o meno noti. Dalla sua parte, anche le attività parallele come imprenditore, procuratore sportivo, filantropo e attivista. A contribuire alla sua importante dichiarazione dei redditi hanno provveduto Hewlett-Packard, Samsung, Budweiser, Duracell, Reebok e Heineken. Anche lui non ha resistito alla tentazione di creare un suo brand personale: oggi impiega sé stesso per promuovere Dusse, il suo cognac.

The Weeknd: la star canadese, a livello di advertising, ha fatto parlare di sé quando ha rescisso il contratto milionario che lo legava a H&M: The Weeknd non ha gradito, come molti, l’immagine pubblicitaria del distributore di moda che raffigurava un bambino di colore con indosso una t-shirt che recitava “La scimmia più ‘cool” della giungla”. Fortunatamente, meno burrascosi i rapporti con gli altri top brand che lo hanno messo sotto contratto: Bacardi (per la sua vodka Grey Goose), Puma, Apple Music e Hugo Boss.

Articolo a cura di Clublab Sagl, siti web e grafica in Ticino

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