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Keystone
LUGANO
20.09.2018 - 17:390
Aggiornamento 18:06

Scrivere sui siti web e sui Social Media, o anche istinto contro ragione

Saper scrivere, nell’era digitale, non basta. Elaborare un post sui Social non è pubblicare un articolo su un sito. Ecco le 5 principali differenze tra queste due tipologie di scrittura creativa

 

Nell’era digitale, molte professioni “classiche” hanno cominciato a dividersi in numerose specialità, a seconda del “medium” utilizzato per diffondere un contenuto.

Una di queste è senz’altro quella del copywriter: prima dell’avvento di internet, era una figura tipica dell’agenzia pubblicitaria, che si occupava di una moltitudine di testi, dagli slogan ad effetto alle descrizioni delle brochure.

Oggi questa figura si è evoluta, ed è quasi impensabile che un copywriter lavori solamente offline.

Online, invece, una distinzione fondamentale (che poi non è la sola) è tra il “Web copywriting” e il “Social Media copywriting”. Ecco le 5 differenze sostanziali tra questi due approcci:

  • Tipologia di contenuto: su un sito web, dobbiamo attenerci ad una pianificazione dei contenuti molto particolareggiata. Difficilmente un sito esce off-topic rispetto al piano editoriale; e difficilmente un sito offre delle brevissime pillole fatte, magari, di una singola frase. Su un Social Media è più facile fare una digressione rispetto ai contenuti istituzionali, improvvisare un pensiero da inserire al volo, offrire una breaking news, o anche solo fare degli auguri in occasioni particolari. Volendola restringere in una frase, il sito web è pura ragione, mentre nei Social Media ci può essere (con la dovuta attenzione) spazio per l’istinto.
  • Sintesi: di solito, tranne casi eccezionali, su siti web e social tutto deve essere sintetico. Ma, se sul sito web la sintesi standard è di pochi paragrafi scritti in maniera chiara, avvalendoci magari di diversi bullet point, sui Social Media non abbiamo questa possibilità: in due righe dobbiamo giocarci tutte le nostre carte!
  • Filtro: seguendo una prassi standard, la pubblicazione dei testi su un sito web aziendale avviene dopo molti passaggi e solo a seguito di un’approvazione finale. In altre parole, è difficile scrivere qualcosa di inopportuno. Sui Social Media, non c’è sempre un Social Media Manager a definire i contenuti adeguati, e a volte è qualcuno dentro l’azienda ad effettuare le pubblicazioni. Se non si ha una giusta accortezza, fare una figuraccia (per carità, in perfetta buona fede) è più che mai possibile. Chi scrive sui Social Media deve andare coi piedi di piombo su ogni singola parola, a causa della mancanza di un meccanismo che filtri i contenuti. Cancellazioni postume o correzioni, di solito, sono inutili.
  • Linguaggio: sul mio sito web posso permettermi di usare il mio mood, ovvero il mio stile linguistico che, probabilmente, nasce dalla mia cultura d’azienda o dalla consuetudine del mio target (o, preferibilmente, da entrambe le cose). Sui Social Media il linguaggio è spesso standardizzato: bisogna essere diretti, chiari, senza fronzoli. Insomma, più efficacia e meno eleganza.
  • Tempistica: last but not least, i tempi di pubblicazione: quante volte vi siete lamentati perché vi viene scomodo mettere mano al sito (sebbene i CMS attenuino questa difficoltà) o perché il webmaster è lento – troppo lento – a rispondere ai vostri solleciti? Sui Social Media questo problema è molto meno sentito poiché, salvo eccezioni particolari, è veramente facile pubblicare un contenuto lastminute. Pertanto, il copywriter sui Social Media – mediamente – è molto più “agile” di un web copywriter.

Come si può ben capire, le differenze tra scrittura sui siti web e scrittura sui Social Media ci sono eccome. Per questo, saper fare bene una cosa, non vuol dire necessariamente essere specializzati nell’altra.

Articolo a cura di Clublab Sagl , siti web e grafica in Ticino

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