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La prima fabbrica al mondo di carne coltivata in laboratorio
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ISRAELE
15.10.2021 - 08:000

La prima fabbrica al mondo di carne coltivata in laboratorio

La start-up israeliana Future Meat ha aperto un impianto in grado di produrre 500 kg di carne coltivata al giorno.

GERUSALEMME - La società israeliana Future Meat Technologies, dopo aver sviluppato una tecnologia innovativa per produrre carne coltivata in laboratorio, ha aperto quello che può essere considerato il primo impianto industriale di produzione di carne coltivata al mondo. La fabbrica è attualmente in grado di produrre circa 500 chilogrammi di prodotti al giorno, cioè l’equivalente di 3.000 hamburger di medie dimensioni senza alcuno scarto.

«L’apertura di questa struttura segna un enorme passo avanti nel percorso di Future Meat Technologies verso il mercato, fungendo da fattore abilitante fondamentale per portare i nostri prodotti sugli scaffali entro il 2022. Avere una linea industriale in funzione accelera processi chiave come la regolamentazione e sviluppo del prodotto», ha affermato il CEO dell’azienda, Rom Kshuk.

L’impianto si trova a Rehovot, sede del Weizmann Institute of Science e della facoltà di Agraria all’Università Ebraica di Gerusalemme, oltre che di Future Meat Technologies. La struttura può già produrre pollo, maiale e agnello allevati, e a breve anche carne bovina, senza l’uso di siero animale o modificazione genetica (cioè senza OGM). La piattaforma Future Meat Technologies, inoltre, consente cicli di produzione rapidi, ovvero circa 20 volte più veloci rispetto all’agricoltura animale tradizionale.

La tecnologia si basa sul lavoro del Prof. Yaakov Nahmias dell’Università Ebraica di Gerusalemme, fondatore e chief strategy officer della società. Tale tecnologia, in particolare, vanta rendimenti 10 volte superiori allo standard industriale, grazie a un processo esclusivo di «ringiovanimento» dei mezzi di coltura che consente di dimezzarne i consumi rimuovendo i prodotti di scarto. I costi di produzione, di conseguenza, sono parecchio inferiori alla media. «Il nostro obiettivo è rendere la carne coltivata alla portata di tutti, garantendo al contempo la produzione di cibi deliziosi, sani e sostenibili, contribuendo a garantire il futuro delle prossime generazioni», ha dichiarato Nahmias.

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, infatti, la carne coltivata in laboratorio è molto vantaggiosa. Secondo quanto sostenuto dalla stessa azienda, il suo processo di produzione cruelty-free dovrebbe generare l’80% in meno di emissioni di gas serra e utilizzare il 99% in meno di terra, oltre che il 96% in meno di acqua dolce rispetto alla produzione tradizionale di carne.

Si tratta di un’ottima notizia, soprattutto perché la domanda di carne è oggi più alta che mai, ma i tradizionali metodi di produzione, cioè l’allevamento e la macellazione di animali, sono dannosi per l’ambiente e senza dubbio poco etici. Le alternative a base vegetale, poi, non possono corrispondere perfettamente al gusto e alla consistenza della vera carne, pertanto il passaggio a questo tipo di prodotto non è per niente semplice. La carne coltivata in laboratorio, invece, è identica dal punto di vista molecolare al tipo di carne che proviene dagli animali, il che la rende un’alternativa ideale, sostenibile e umana.


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