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22.10.2019 - 06:000

La nuova invenzione dei ricercatori del MIT: arriva l’inchiostro riprogrammabile

L’inchiostro sfrutta un mix di coloranti fotocromatici che possono essere pitturati o spruzzati sulla superficie di qualsiasi materiale creando oggetti dalle proprietà camaleontiche

Gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology hanno messo a punto un inchiostro riprogrammabile che consente di far cambiare colore alla superficie dei materiali. Si potrebbe, ad esempio, cambiare la tinta dei propri indumenti semplicemente in base all’umore.

Questo nuovo inchiostro, chiamato PhotoChromeleon, sfrutta un mix di coloranti fotocromatici che possono essere spruzzati o pitturati su qualsiasi oggetto, dagli abiti alle custodie degli smartphone, passando per le autovetture, permettendo all’oggetto in questione di cambiare colore. Un processo che, spiega Mit news, è totalmente reversibile e quindi può essere ripetuto all'infinito. Come ha infatti dichiarato Yuhua Jin, ricercatore del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, nonché principale autore dello studio, si potrebbe avere una miriade di “opzioni personalizzabili”, potenzialmente in grado di “migliorare l'efficienza della produzione manifatturiera e di ridurre gli sprechi complessivi”.

Lo studio trae origine da una precedente tecnica elaborata dai ricercatori che consisteva nell'utilizzo di una stampante 3D per fabbricare oggetti in grado di mutare colore. Tale tecnica, tuttavia, presentava due importanti problemi: la bassa risoluzione dei risultati e le ridotte combinazioni cromatiche possibili. Da ciò è scaturita l’idea di trovare una strada alternativa mediante un inchiostro che è stato ottenuto mescolando tre coloranti fotocromatici, cioè ciano, magenta e giallo, in una singola soluzione che si può applicare su qualsiasi oggetto.

Come si può vedere nel video dimostrativo, i ricercatori spruzzano la soluzione su un camaleonte giocattolo che viene poi posizionato all’interno di una scatola dotata di un proiettore e di una fonte di luce ultravioletta. Proiettando luci diverse, gli studiosi riescono ad attivare o a disattivare un determinato colore. In particolare, come spiega la giornalista di Mit News Rachel Gordon, sono state usate “tre diverse luci con differenti lunghezze d'onda per eliminare separatamente ogni colore primario”. La luce blu, ad esempio, è assorbita per lo più dal colorante giallo, che in questo modo viene disattivato. Rimanendo ciano e magenta, all’osservatore questi risultano nel blu. Nel caso in cui la combinazione di colori non soddisfi, si può cancellare il tutto sfruttando la luce ultravioletta, proprio come un colpo di spugna, e ricominciare da capo.

Tale tecnica, che dovrebbe essere affiancata da una comoda interfaccia utilizzabile da chiunque, è stata testata su diversi oggetti e a seconda della forma sono stati necessari dai 15 ai 40 minuti per il processo. I risultati sono stati davvero soddisfacenti e i ricercatori promettono di impegnarsi ulteriormente per ampliare i colori disponibili. Nel frattempo questa tecnologia, che verrà presentata allo User Interface Software and Technology Symposium, in corso a New Orleans dal 20 al 23 ottobre, si è già rivelata molto positiva per diverse ragioni. Innanzitutto, potrebbe consentire di rinnovare il guardaroba in base alla moda del momento e senza dispendio economico. Inoltre, ne risulterebbe sicuramente favorito anche l’ambiente.

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