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02.10.2019 - 06:000

Astro, il cane-robot da addestramento che impara dall’esperienza

L’Intelligenza Artificiale sviluppata nei laboratori della Florida Atlantic University esegue i comandi e apprende per svolgere azioni aggiuntive

 

Astro è il nuovo cane-robot creato dal Machine Perception and Cognitive Robotics Laboratory (Mpcr) della Florida Atlantic University che grazie all'intelligenza artificiale di cui sono dotati gli assistenti vocali risponde ai comandi in maniera del tutto originale rispetto ai suoi simili.

Ciò che gli consente di eseguire i comandi che riceve e, al tempo stesso, di apprendere dall’esperienza è ovviamente il suo cervello. La testa, infatti, stampata in 3D per assomigliare alle fattezze di un Dobermann pinscher, contiene un computer Nvidia Jetson TX2 con una potenza di calcolo da 4 teraflop.

In questo senso, Astro non avrà ancora sembianze estetiche del tutto perfette, ma per quanto riguarda il comportamento raffigura bene l'evoluzione degli androidi zoomorfi più avanzati come quelli della Boston Dynamics ed altri. Non a caso, è in grado di processare le informazioni ricevute per svolgere azioni non pre-programmate, ma frutto di un apprendimento basato su una rete neurale “profonda” (deep learning), ovvero una simulazione computerizzata del cervello.

Anche la sua dotazione tecnologica non ha niente da invidiare ai robot più evoluti. Astro, infatti, si muove ed interagisce grazie a sensori, imaging radar, telecamere e un microfono direzionale. È in grado di rispondere ai comandi proprio come un cane: si siede, si alza, si sdraia su richiesta. Inoltre, può arrivare a rispondere ai gesti, capire diverse lingue, coordinare i suoi movimenti con i droni, fino a distinguere i volti umani e a riconoscere altri cani. Tutto ciò, in pratica, fa di lui un perfetto cucciolo di 45 kg da addestramento.

Dotato con più di 12 sensori, Astro può essere il candidato ideale per diventare un fedele aiutante delle forze dell'ordine, collaborare nelle operazioni di salvataggio, oppure come cane-guida capace di imparare a percepire i suoni, attivare i radar in presenza di gas ed esplosivi, apprendere i movimenti utili e, un giorno, arrivare addirittura ad eseguire screening diagnostici.

L’unico vero tallone di Achille di Astro sembra forse essere l’espressività: lo sguardo digitale, in effetti, lo rende ancora parecchio lontano dai suoi simili in carne ossa. Ciò significa che sull’empatia tra uomo-cane per quanto riguarda i robot c’è ancora molto da lavorare.

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