Pegasus, dalle Olimpiadi al Ticino

Il giovane combo di Bienne e Human.Technology 2.0
LUGANO. Domani alle 21 i Pegasus si esibiranno tra le mura dello Studio 2 della RSI nell’ambito degli showcase di Rete 3.
Il giovane combo di Bienne, che conta Noah Veraguth (voce, chitarra, pianoforte), Simon Spahr (chitarra), Gabriel Spahni (basso, synth) e Stefan Brenner (batteria, percussioni), approderà per la prima volta alle nostre latitudini per presentare “Human.Technology”: un cd dato alle stampe il 16 settembre 2011, ma che lo scorso 27 luglio, forte del successo ottenuto, è stato ripubblicato in versione “upgrade” con il titolo “Human.Technology 2.0” (Muve Recordings/Musikvertrieb).
La band, in ogni caso, è sulla scena da anni, all’attivo aveva già due album, “A Place To Be” (2007) e “Heroes & Champions” (2009): “Con “Human.Technology” la nostra musica si è evoluta, non ho dubbi – ci spiega Noah – A differenza delle nostre produzioni precedenti, che risuonano in un territorio di mezzo tra pop e folk, questa volta abbiamo avuto modo di sperimentare nuove sonorità con un ampio utilizzo dell’elettronica…”. Una scelta, questa, che si è rivelata vincente, basti pensare soltanto all’ultimo dei quattro singoli estratti dal disco, “Skyline”, che, oltre ad aprire le trasmissioni dei Giochi Olimpici 2012 per i tre canali tv nazionali, ha alimentato ininterrottamente i palinsesti radiofonici elvetici durante l’estate.
“I testi – continua il frontman – ruotano attorno a una serie di metafore… La prima traccia, “Man On Mars”, per esempio, racconta la smania dell’essere umano ad arrivare per primo in qualsiasi ambito, mentre “Rise Up (Black Dog)” è un’analisi sui disturbi depressivi…”.
In questi giorni, inoltre, i Pegasus sono in studio, a Zurigo, per dare avvio alle session legate alla loro prossima produzione, la quarta: “Ci troviamo ancora in una fase embrionale, il disco non verrà pubblicato prima di dodici mesi… In ogni caso il nostro sound subirà un’ulteriore evoluzione, ne sono convinto… Cullarsi su quanto è già stato fatto, per un musicista non è la soluzione ideale…
Infos: pegasustheband.com
Dida: Da sinistra Stefan Brenner, Noah Veraguth, Gabriel Spahni, Simon Spahr.




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