Il ceo Andreas Guggenbühl, a sinistra, con il cofondatore Michael Berli e il direttore artistico Sandra Guggenbühl
CANTONE
29.03.2018 - 07:000
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:02

«A ciascuno i suoi jeans, cuciti su misura»

Il futuro della moda (e del Ticino) è dei capi personalizzati, da Zurigo garantisce Andreas Guggenbühl, ceo di Selfnation, che produce a Mendrisio

MENDRISIO - L'idea è di quelle semplici che vengono in un pomeriggio senza pensieri; così semplice da domandarsi addirittura come possa averla avuta tu per primo. «Era il 2013, facevo shopping con gli amici a Zurigo - ricorda a tio.ch/20minuti Andreas Guggenbühl, 29 anni, ingegnere meccanico - Improvvisamente mi sono reso conto di quanto sia difficile trovare un paio di jeans davvero adatti alla tua figura. Ho pensato che un modo per migliorare le cose dovesse pur esserci».

Sullo smartphone come allo specchio - Nasce così Selfnation: il marchio dei jeans su misura studiati a Zurigo, prodotti in Ticino, di cui oggi è ceo; dove a farla da padrone, però, è un algoritmo. È la moda che s'incontra con la matematica, nella sua declinazione digitale; e consente di ordinare come a un sarto in carne e ossa i pantaloni che vestono alla perfezione. La riprova è la simulazione immediata in 3D del capo che sarà sul corpo che è, elaborato in immagine sopra il display dello smartphone sulla base di otto misure che, inserite nella schermata, definiscono la propria persona. «Ci si vede sul browser come se ci si stesse guardando allo specchio», garantisce Andreas. Se piace, si ordina. Prezzo: da 189 franchi in su.

«I miei clienti a Lugano: li riconosco subito» - «Quando abbiamo cominciato, ne vendevamo cinque al mese». Ora che gli affari si sono ingrossati «non diamo numeri esatti. Posso dire però che abbiamo 10mila acquirenti nel mondo». Svizzera, Germania, Scandinavia, Inghilterra. Non fa eccezione il Ticino, che Andreas conosce bene e da quando era bambino. «Sono cresciuto nel canton Uri e più o meno ogni due settimane venivo qui, dove mia nonna aveva una casa». Proprio questa domenica, girando per a Lugano, «ho incrociato due miei clienti. Li ho riconosciuti subito dai pantaloni».

Migliore di tante idee della Silicon Valley - Stavolta non era, o non solo, una visita di mero piacere. Ospite della "Fashion Innovation Week" organizzata al Lac, Andreas si contendeva il "Fashion Innovation Award" con altri nove finalisti. Se n'è andato via da vincitore: ufficio gratuito per un anno al Tecnopolo di Manno e servizio di coaching a supporto, offerti dalla fondazione Agire. È vero che in un certo senso giocava in casa, ma «giuro, non me l'aspettavo. Eravamo in competizione con oltre cento startup provenienti da tutto il mondo: Canada, America, Svezia, Svizzera, Italia, tante della Silicon Valley. Non mi sarei immaginato proprio che potessero premiare noi».

Digitalizzazione in Ticino: «Ci stiamo dando da fare» - «Sono stati scelti per il forte carattere innovativo dell’idea: l’azienda propone infatti jeans e pantaloni confezionati su misura grazie all’ausilio di un'app per smartphone», riflette Lorenzo Ambrosini, direttore della fondazione. Un incentivo a svecchiare un po' un settore determinante per l'economia locale, ma da troppo tempo uguale a se stesso? «Non che ce ne sia più così bisogno. Negli ultimi 6-12 mesi vedo che molte aziende si stanno dando da fare da sole. Si stanno rivoluzionando, non tanto nella scelta dei materiali quanto nella digitalizzazione dei processi. Ma certo l'integrazione del digitale nel tailor made operata da questa startup ha un potenziale di crescita importante. E anche un potenziale di ritorno sul territorio. L'auspicio è di incrementare la loro presenza qui. Non dico di trasferirsi, ma magari di aprire una succursale, perché no».

Gli artigiani locali, «per noi preziosissimi» - Per il momento, è troppo presto per accettare. «Non abbiamo ancora deciso», ammette Andreas, che ricorda: «In Ticino in realtà ci siamo già. La sede è a Zurigo ma i nostri jeans sono cuciti in una piccola manifattura di Mendrisio. Per noi, la qualità e l'abilità artigianale locale, unite alla vicinanza ai nostri fornitori in Italia, sono fondamentali».

Il trend dei vestiti on-demand: meno spreco, meno inquinamento - Gli interessamenti, intanto, giungono da più parti: si vocifera addirittura dall'India, mercato emergente che aspira a diventare dominante. Il trend dei prodotti personalizzati, ormai in voga, è carico di promesse: in fondo non è una grande sorpresa. «Piace al cliente, ma può aiutare anche l'industria della moda, una delle più inquinanti al mondo. Con il sistema on-demand, lo scarto è minimo e la sovrapproduzione limitata; in questo modo, anche i trasporti e le emissioni vengono contenuti. La gente si sta rendendo conto anche di questo, lo apprezza e si comporta di conseguenza». Prossimi progetti, dunque? «Moltissimi. Stay tuned». 

 

Guarda le 4 immagini
Commenti
 
siska 1 anno fa su tio
Ho nostalgia dei Lewi's anni '70 e '80 che vendeva il negozio Signorelli a Lugano..negozio del tempo che fu! Purtroppo quelli che avevo acquistato ca. 40 anni fa non ne ho più. Uno dei miei fratelli ne ha ancora 2 paia nell'armadio il classico Lewi's da uomo. Però questa idea dei jeans su misura per ognuno é buonissima e brillante peccato poco accessibile a tutti. Bravi comunque!
GI 1 anno fa su tio
certo che quasi duecento franchetti per un paio di jeans non sono pochini....
matteo2006 1 anno fa su tio
@GI Non sono pochi per nulla, io spendo adesso al massimo 30-40$ e mi durano un paio d'anni poi li ri-uso per andare in montagna o fare lavori in casa e quindi altri 5 o 6 fino a che sono davvero da buttare. Però sono curioso di provarne un paio un giorno, magari sono davvero molto comodi e se hanno una durata di vita di più di quelli che uso adesso ci può anche stare.
Trudy Ricciardi 1 anno fa su fb
Prezzi? Certo la t-shirt la paghi 800 fr e più eppure P.P. non paga di più i suoi impiegati...straordinari compresi ?
Paula Morotti 1 anno fa su fb
Poveretti quelli che devano pagare 800 fr una t-shirt....e magari fare anche pubblicità gratuita!
Eva Zimmermann 1 anno fa su fb
Ma avete visto i prezzi di pp sono assurdi via queste aziende che non danno lavoro e vogliono solo benefici
Trudy Ricciardi 1 anno fa su fb
Ecco di queste nuove aziende ha bisogno il Ticino e non di Philippe Plein..che propone paghe a 800 fr al mese! Che vergogna!!!...solo un marchio e nulla più...e tutti abbagliati da un nome (ma poi chi è?!) Viva i giovani con idee innovative Queste sono le aziende da aiutare a crescere e che sono il futuro. Bravi ragazzi ?
Clémentine Nagel 1 anno fa su fb
Niente poi di così innovativo . Se si pensa all’azienda di Arzo che da tantissimi decine di anni con prezzi molto onesti e abbordabili facevano le camicie su misura ecc ecc Purtroppo proprio questo mese chiudono i battenti !
Igor Gutschen 1 anno fa su fb
Clementine Nigel infatti è un ritorno al passato, il sarto che realizza capi su misura.
Igor Gutschen 1 anno fa su fb
Philip Plein presto inizierà la sua discesa, ha avuto il suo boom, scopiazzando John Richmond, ha utilizzato il denaro di famiglia per aprire la sua azienda ma non è ne designer ne stilista. La sua botta di culo oltre al denaro è stato entrare nel momento in cui Richmond stava combattendo per il suo marchio ed era praticamente fermo con produzioni
Clémentine Nagel 1 anno fa su fb
Per la precisione , Carristar di Arzo chiude questo mese dopo 79 anni di attività !!!! E con una settantina di impiegati attuali ...una ditta nostra di alta qualità ma oramai in questi tempi la nostra società preferisce il “low cost” Made in Cina
Trudy Ricciardi 1 anno fa su fb
Clémentine Nagel mi dispiace x questa ditta che chiude i battenti dopo 80 anni di attività...ma come mai? Forse restare sull'onda del mercato è difficile certo...la richiesta del cliente cambia...e quindi se non si sta al passo ecco si chiude...magari non è solo colpa del mercato cinese a prezzo basso ma anche la qualità bassa...forse qualche strass e teschio come la moda e la tendenza chiede aiuta a restare nel mercato...forse dico...perchè la colpa non è sempre da una parte...comunque x quanto triste la realtà della ditta Carristar di Arzo non era questo il tema ma bensì la iniziativa di questi giovani con il jeans su misura...loro hanno capito cosa il cliente vuole e hanno il prodotto richiesto. Questo è marketing! Ecco cosa intendo quando dico seguire il cliente...se resto con il prodotto sbagliato non vendo ma la colpa non e il cliente o il cinesino che fa la camicia a basso prezzo!
pillola rossa 1 anno fa su tio
Queste sono le ditte che possono offrire qualche cosa al Ticino, non quelle che "produco, quindi faccio quello che voglio...". Bravissimi!
matteo2006 1 anno fa su tio
@pillola rossa E dimostrano che anche rispettando le leggi del paese si può raggiungere il "successo" della propria ditta.
Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-08-26 09:42:24 | 91.208.130.87