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LODRINOScuola: «Saranno tutti così maturi e responsabili da rispettare le regole?»

04.05.20 - 10:24
Anche il Collegio dei docenti della Scuola Media di Lodrino è critico verso la riapertura
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LODRINO
04.05.20 - 10:24
Scuola: «Saranno tutti così maturi e responsabili da rispettare le regole?»
Anche il Collegio dei docenti della Scuola Media di Lodrino è critico verso la riapertura
L'invito rivolto al Governo è quello di mantenere attivo l'insegnamento a distanza

LODRINO - Preoccupazioni per la riapertura delle scuole arrivano anche dalla maggioranza (20 favorevoli e 5 contrari su 30 membri) del Collegio dei docenti della Scuola Media di Lodrino.

Come diversi Collegi dei docenti di altre sedi, anche quello lodrinese ci tiene a sottolineare quelli che ritiene essere i «molteplici punti critici» e le proprie «perplessità» per questa riapertura.

I giorni di scuola - «Dall’11 maggio al 19 giugno ci sono 6 settimane e 4 giorni di festa - si sottolinea in uno scritto inviato al Consiglio di Stato -. In totale, dunque, 26 giorni effettivi di scuola. Pare inoltre evidente che l’unica possibilità per riaprire sia quella di ridurre il numero di allievi per classe. Se il numero degli allievi verrà dimezzato, ogni ragazzo frequenterà dunque la scuola per 13 giorni. Se verrà ridotto ad un terzo, i giorni effettivi di scuola diventeranno poco più di 8. Sorge spontaneo chiedersi se il santo valga la candela».

Il tragitto verso scuola - Per il Collegio docenti di Lodrino, quella che si prospetta all’orizzonte non sarà una situazione normale: «gli allievi usciranno di casa, si recheranno alla fermata e, se rispetteranno le regole, si disporranno in fila indiana sul marciapiede tenendosi ad un metro di distanza. Saliranno sul bus uno alla volta e, se rispetteranno le regole, si siederanno lasciando un posto vuoto affianco ad ogni posto occupato. Scenderanno dal bus e, se rispetteranno le regole, si avvieranno a scuola in fila indiana, distanziati un metro l’uno dall’altro, formando un cordone lungo 30-50 metri a seconda dei casi. Arriveranno in una scuola dove, se rispetteranno le regole, dovranno entrare in classe uno alla volta, aspettando con pazienza il proprio turno, lavandosi le mani per 20 secondi per poi di sedersi nel loro banco soli».

Le regole per i docenti - «Il docente - si prosegue -, se rispetterà le regole, non potrà muoversi dalla cattedra e dovrà quindi limitarsi a lezioni frontali e a verificare che gli allievi svolgano gli esercizi assegnati. Gli allievi, se rispetteranno le regole, non potranno chiedere in prestito la penna, il foglio, il compasso o la calcolatrice».

Pause e distanze - E poi ancora: «durante le pause, se rispetteranno le regole, dovranno mantenersi a un metro di distanza l’uno dall’altro, non potranno darsi la mano, abbracciarsi, girare per la scuola con il loro amico o la loro amica. Siamo sicuri che, in questo scenario, i benefici per l’apprendimento e per le relazioni sociali siano reali? È vero, se si rispettano le regole il rischio di contagio è molto basso. Ma se le regole non verranno rispettate?».

Contro le regole - Il dubbio dei docenti è, infatti, che gli adolescenti mettano «in discussione le regole imposte dagli adulti» e «sminuiscano i rischi di un loro comportamento sbagliato. Siamo sicuri che saranno tutti così maturi e responsabili da rispettare delle regole che hanno risvolti socialmente ed emotivamente pesanti persino per un adulto?».

Per i docenti, insomma, le misure di sicurezza in vigore «non possono essere garantite e i vantaggi psicologici-pedagogici-didattici risulterebbero comunque fortemente limitati dalle circostanze particolari di questo periodo e dalla frequenza scolastica “parziale”». L'invito, quindi, è che si continui a svolgere l’insegnamento a distanza e che si organizzi il servizio di accudimento per le famiglie che ne dovessero avere bisogno.

COMMENTI
 
fromrussiawith<3 2 anni fa su tio
e poi se come sostengono alcuni che bisogna provare e rischiare per capire, allora, perlomeno, lasciate che sia facoltativo, che ogni genitore abbia il diritto di decidere se rischiare la vita di se stessi e quella dei loro cari. Non si impone in una situazione a rischio come questa, dove nessuno studio scientifico esclude il contagio fra bambini-adulti. C'è un vero e proprio doppio standard nella nostra società
sedelin 2 anni fa su tio
non c'è bisogno di tutto questo pandemonio per andare a scuola, basta fare come prima e i numerosi problemi sollevati qui sopra sono risolti.
pulp 2 anni fa su tio
A parte che continuo a pensare che le differenze fra elementari e medie siano abissali - in particolare per quanto riguarda il tanto lodato"insegnamento a distanza" (che può funzionare alle medie, ma alle elementari no di certo), però voglio fare una provocazione: se effettivamente questo insegnamento a distanza é così performante, allora che bisogno abbiamo di 5 o 6 docenti di matematica o italiano in una scuola media? Ne prendiamo uno che fa le lezioni su skype con tutti (tanto non deve nemmeno gestire la classe visto che gli alunni sono a casa loro) e così risparmiamo un po' di stipendi….. Cari docenti, siete davvero sicuri di voler andare in questa direzione?
Mattiatr 2 anni fa su tio
Potremmo anche assumere un docente per 1-2 anni, registrare videolzioni e poi fare un programma di esami tutti on-line, con la stessa modalità dei sondaggi. Tramite computer è possibile correggere e fare analisi molto più preciso che con le speculazioni di una persona. Quindi potremmo eliminare la professione di docente in pochi anni.
pillola rossa 2 anni fa su tio
Moriremo tutti, prima o poi. Ma i fobici moriranno senza aver vissuto.
fromrussiawith<3 2 anni fa su tio
la domanda giusta è: i politici e gli esperti in svizzera si assumeranno mai le responsabilità delle loro decisioni e errori, verranno mai puniti o dimissionati. L'efficienza di un paese la si vede nelle capacità dei leader di chiedere scusa, ammettere i loro sbagli, ed eventualmente lasciare il posto ad altre persone"lead by example" sta anche nella politica. C'era un detto che si diceva fra businessmen anche se non posso proporlo in modo completo data la censura giornalistica delle parole sporche, ma la sostanza era che tu puoi insultare un'americano in tutti i modi ma mai permetterti di criticare uno svizzero in qualsiasi modo. Ovviamente, si riferiva a francofoni e germanofoni dato che il Ticino è ancora (per fortuna nostra) sconosciuto ai più fuori dall'Europa. O anche in Europa dove a Firenze, quando dissi che ero Ticinese, mi chiesero," ma Ticino... ne mica sta regione al nord italia, di sto Bossi della lega? comunque per essere svizzero parli bene l'Italiano." adoro Firenze la gente è perlomeno genuina.
pulp 2 anni fa su tio
Tu parti già con il presupposto che riaprire le scuole sia un errore. Impareremo mai a verificare prima di sentenziare?
fromrussiawith<3 2 anni fa su tio
e tu parti dal presupposto che se si sbaglia e persone potrebbero morire grazie al tuo ottimismo, non sia un granche, ormai tutti fanno sbagli,"s...t happens", fintanto che questo non succede a persone a te care. Il tuo pensiero e quello di politici a favore di"trial and error" dove esseri umani diventano cavie, in un certo senso riporta al nazismo, dove un gruppo di essere umani a meno valore pur di ottenere un obiettivo... la scienza per quanto vale, l'ha detto chiaramente"non si può escludere che i bambini siano un vettore del virus". Ciô che trovo straordinario e inconcepibile sono politici che pur di portare avanti la loro ideologia, per poche settimane sono disposti a rischiare la vita delle persone, per di più socialisti, dove stà la logica, la simpatia, l'approccio precauzionale, la responsabilità sociale in questo? quelle settimane non renderanno niente o ben poco, proprio per lo stress che saranno sottoposti gli allievi, pure magari un brutto ricordo
seo56 2 anni fa su tio
Assolutamente No
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