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19.05.2019 - 18:400

Il Sì alla RFFA è un passo verso le nuove sfide

«Abbiamo la forte sensazione che alcuni Cantoni siano scesi troppo in basso» nella tassazione degli utili societari ha dichiarato Christian Levrat

BERNA - Le reazioni all'approvazione odierna della Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA) hanno dato un assaggio delle prossime sfide che occuperanno i dibattiti in Svizzera. Un aumento della pressione per una riforma dell'AVS è quanto risulta dall'odierno sì secondo il comitato borghese contrario. La sinistra non vede invece urgenza alcuna, grazie all'apporto di capitale per il primo pilastro. Per quanto riguarda l'aspetto fiscale, il PS propone un'aliquota d'imposta minima nei Cantoni sull'utile delle imprese. La destra considera tale progetto come insensato.

La Svizzera è riuscita a conformarsi alle regole internazionali in materia di fiscalità delle imprese e, contemporaneamente, a offrire «una boccata d'ossigeno» alla previdenza per la vecchiaia, ha dichiarato il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDCF) Charles Juillard (PPD). Il consigliere di Stato giurassiano ha espresso «sollievo». Ha anche ricordato il ruolo centrale del suo partito in questo compromesso, accettato da oltre il 66% degli elettori. Rispetto al precedente progetto, respinto nel 2017, questa versione ha rassicurato gli svizzeri, ha affermato.

Per i promotori del referendum, il sì è invece spiegato dal finanziamento supplementare all'AVS. «Ma i veri vincitori della giornata odierna sono l'1% degli ultra ricchi che pagheranno 4,5 miliardi di franchi in meno», secondo il segretario centrale del Sindacato dei servizi pubblici (VPOD/SSP) Agostino Soldini.

Camille Lothe, copresidente del comitato borghese contro la legge adottata dal parlamento federale lo scorso settembre, spera dal canto suo che tali contorsioni giuridiche siano bandite in futuro.

I Verdi liberali, seppur ritengano che l'approvazione odierna sia positiva per la piazza economica elvetica, mettono in guardia: il collegamento tra progetti eterogenei non sia un precedente.

Anche secondo Regula Rytz, consigliera nazionale bernese nonché presidente dei Verdi, contrari alla RFFA, gli elettori hanno dato maggiore valore all'AVS che alle perdite fiscali. Il sì al "compromesso sballato" è però da interpretare come un chiaro sì ad un'AVS solida. Allo stesso tempo è un no ad un'età di pensionamento più alta. Per quanto riguarda l'aspetto fiscale, secondo Rytz è ormai chiaro che sta iniziando una spirale al ribasso nell'imposizione delle imprese. I Cantoni e Comuni sperano di attirare nuove imprese: se questo funzionerà è discutibile, ha affermato. Céline Vara, vicepresidente del partito, ha sottolineato che la riforma comporterà una perdita di 2 miliardi di franchi per le collettività.

Il VPOD/SSP mette in guardia dal rischio che gli adeguamenti delle imposte cantonali delle imprese causino uno smantellamento del servizio pubblico. Secondo la presidente del sindacato Katharina Prelicz-Huber, i Cantoni faranno ricadere sui Comuni le massicce entrate mancanti. Nei Comuni vi saranno di conseguenza tagli in case per anziani, asili nido e altre strutture pubbliche. A risentirne sarà tutta la popolazione e in particolare coloro che non possono permettersi servizi privati.

Per il presidente del PS Christian Levrat il sì alla RFFA è un primo passo. Il suo partito è ora in una buona posizione per andare oltre, proponendo un'aliquota d'imposta minima nei Cantoni sull'utile delle imprese. «Abbiamo la forte sensazione che alcuni Cantoni siano scesi troppo in basso» nella tassazione degli utili societari, ha detto alla radiotelevisione romanda RTS.

Per il segretario centrale del sindacato VPOD/SSP Soldini, che come Prelicz-Huber teme uno smantellamento del servizio pubblico, questa proposta giunge quando i giochi sono già fatti. La maggior parte dei Cantoni ha già fissato aliquote d'imposta sugli utili societari comprese tra il 12 e il 14%, la metà di quanto viene praticato negli Stati Uniti, ha ricordato.

L'UDC invita la sinistra a sostenere gli sgravi fiscali promessi a livello cantonale, mentre Travail.Suisse chiede ai cantoni di limitare l'uso degli strumenti di tassazione a loro disposizione.

Economiesuisse, soddisfatta del risultato odierno alle urne, ritiene che la proposta di un'aliquota minima cantonale del PS non abbia senso: si tratterebbe di un'ingerenza nell'autonomia fiscale cantonale, ha affermato la presidente Monika Rühl. Secondo l'organizzazione, l'investimento anticipato nell'AVS rende invece evidente l'urgenza di innalzare l'età di pensionamento.

«Abbiamo fatto un passo importante per assicurare la prosperità del nostro paese. Le prossime grandi sfide sono la riforma strutturale dell'AVS e la riorganizzazione delle assicurazioni sociali», scrive l'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam).

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Ultimo aggiornamento: 2019-09-16 15:27:06 | 91.208.130.85