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LUGANOUna notte negli abissi

29.09.23 - 06:30
La band ticinese Eternal Delyria apre, con alcune novità, "A night into the abyss”, una serata dedicata alla musical metal estrema.
Eternal Delyria
Una notte negli abissi
La band ticinese Eternal Delyria apre, con alcune novità, "A night into the abyss”, una serata dedicata alla musical metal estrema.

LUGANO - La musica metal estrema sbarca allo Studio Foce di Lugano. Riff implacabili, melodie epiche e atmosfere riflessive animeranno “A night into the abyss”. Ospiti d’onore: la band friulana Despite Exile. Ad aprire la serata, oltre alla band locale Falesya, anche i Eternal Delyria che tornano in concerto dopo un lungo stop forzato. «Siamo contenti e non vediamo l’ora», ci ha confidato Thimothi, chitarrista della band. «Ci sono state alcune complicazioni, prima il Covid poi alcune modifiche nella composizione delle band hanno ritardato questo ritorno. Il nostro tastierista, nonché leader, ha preso una strada diversa e abbiamo dovuto reinventarci un po’. Il rischio di sciogliere il gruppo non si è mai concretizzato, però abbiamo avuto bisogno di un momento per riorganizzarci. Ora è tutto alle spalle, torniamo in concerto live con un nuovo singolo, di cui però non posso ancora svelare niente». 

Cosa dobbiamo aspettarci sabato?

«Vogliamo evitare di proporre la solita scaletta, anche se effettivamente è da un po’ che non suoniamo. Siamo andati a ripescare qualche vecchio brano del primo disco che uniremo con il nuovo singolo. Sarà un mix tra pezzi storici e più recenti».

Una serata dedicata alla musica metal estrema, può rappresentare una rampa di lancio per ripartire? 

«Speriamo di sì. Il sostegno che ci ha offerto il Teatro Foce è molto importante e ci permette di rilanciarci. Speriamo sia un trampolino. Ormai gli anni passano anche per noi. Vogliamo concentrarci su poche date ma più precisa e ben organizzate. 

Ogni membro del gruppo ha un ruolo preciso, eppure al tempo stesso tutti sono liberi di proporre qualcosa di nuovo giusto?

«Tutti nel gruppo si occupano della composizione. Il lavoro all'interno della band si divide con tutti i membri. Capita spesso che il batterista, oppure il bassista, propongono un sound nuovo e interessante da sperimentare. La nostra musica riceve quindi molti input diversi. Non abbiamo un leader preciso. Tutto viene discusso all’interno della band». 

Come spiegheresti la vostra musica a qualcuno che non vi conosce?

«Per riassumere direi che si tratta di un mix tra black metal e death metal melodico in chiave moderna, con spesso degli inserti, anche di tipo sinfonico. Un aspetto che si ritrova in particolar modo nell’ultimo singolo che sveleremo sabato in concerto».

Quali sono le vostre ispirazioni?

«I testi sono sempre legati a esperienze di vita, ogni tanto personali altre no ma sempre legate alla realtà. I dischi che abbiamo composto presentano sempre un fil rouge. Per esempio nell'ultimo disco che abbiamo pubblicato prevale il leitmotiv della prigionia. Un tema che può essere trattato sotto vari aspetti: fisico, psicologico, mentale».

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