Dal salotto di Piazza San Carlo al bancone di Affini

Torino tra storia, cinema e nuove prospettive di viaggio (seconda parte)
Torino tra storia, cinema e nuove prospettive di viaggio (seconda parte)
TORINO - Torino è una città che si racconta lentamente, tra portici eleganti, piazze scenografiche e profumi che sanno di cacao, caffè e spezie. Antica capitale sabauda, ha costruito nei secoli un’identità raffinata, dove il gusto non è solo piacere ma cultura. Già nel Cinquecento, sotto la corte dei Savoia, Torino iniziava a distinguersi per la sua vocazione gastronomica. Una leggenda narra che, dopo la vittoria nella Battaglia di San Quintino, Emanuele Filiberto celebrò offrendo una bevanda calda a base di cacao, allora rarissimo: uno dei primi segnali di un amore destinato a durare nei secoli.
Il cuore elegante della città è senza dubbio Piazza San Carlo, definita il “salotto” torinese. Qui si affacciano tre caffè storici che sono molto più di semplici locali: sono luoghi di incontro, memoria e tradizione. Il Caffè Torino, con i suoi arredi liberty, il Caffè San Carlo e il raffinato Caffè Baratti & Milano raccontano secoli di conversazioni, politica e letteratura. Sedersi qui significa entrare in una dimensione sospesa, dove il tempo scorre più lentamente, accompagnato dal tintinnio delle tazzine.
Non si può parlare di Torino senza citare il Bicerin. Nato nel XVIII secolo, è una miscela irresistibile di caffè, cioccolato e crema di latte, servita rigorosamente in un bicchiere senza essere mescolata. Il luogo simbolo dove gustarlo è il Caffè Al Bicerin, di fronte al Santuario della Consolata. Il sapore è intenso, avvolgente, perfetto per le giornate invernali ma sorprendentemente piacevole tutto l’anno. Più che una bevanda, è un rito.
Torino è considerata una delle capitali europee del cioccolato. La tradizione affonda le radici proprio nel periodo sabaudo, quando il cacao arrivava dalle colonie e veniva lavorato con maestria artigianale. Una delle invenzioni più iconiche è il gianduiotto, legato alla maschera carnevalesca di Gianduia. Secondo la leggenda, durante il blocco napoleonico, i cioccolatieri mescolarono il cacao con le nocciole delle Langhe, creando un prodotto unico e simbolo del territorio.
Oggi questa tradizione continua in luoghi come Guido Gobino, laboratorio d’eccellenza dove il cioccolato diventa arte. Le sue praline e gianduiotti sono un viaggio sensoriale che racconta la qualità delle materie prime e la precisione artigianale. Un’altra tappa imperdibile è Biraghi, dove oltre al cioccolato si trovano molte specialità piemontesi: formaggi, dolci e prodotti tipici che rappresentano il territorio. È il posto ideale per portare a casa un pezzo autentico di Piemonte. Per chi vuole approfondire, Torino offre anche tour tematici dedicati al cioccolato: passeggiate guidate tra botteghe storiche, degustazioni e racconti che svelano curiosità e segreti di questa tradizione secolare.
Non solo dolci: Torino è anche una città profondamente legata alla cucina salata. In luoghi come Casa Broglia, inserita nel circuito MangiaBen, con una forte attenzione ai prodotti locali (fino al 60% provenienti dal Piemonte), e promossa da Turismo Torino e Provincia insieme alla Camera di Commercio, si possono assaporare piatti iconici come il vitello tonnato, il caponet, gli agnolotti e la bagna cauda. Sapori intensi, autentici, che raccontano una terra generosa e ricca di storia.
Torino è anche la patria del Vermut, nato nel Settecento grazie all’intuizione di Antonio Benedetto Carpano. Questo vino aromatizzato, profumato con erbe e spezie, è diventato uno dei simboli dell’aperitivo italiano. Per comprendere davvero quanto il vermouth sia ancora oggi vivo e contemporaneo, bisogna fare tappa da Affini. Più che un semplice cocktail bar, Affini è un laboratorio di idee, un luogo dove la tradizione torinese dell’aperitivo viene reinterpretata con una sensibilità moderna e internazionale.
Entrando da Affini si percepisce subito una cura quasi artigianale per ogni dettaglio: dall’arredamento elegante ma non ostentato, fino alla selezione musicale, tutto contribuisce a creare un’atmosfera accogliente e sofisticata. Ma è nel bicchiere che avviene la vera magia. Qui il vermut non è solo un ingrediente, ma il protagonista di un racconto liquido che unisce storia e innovazione.
La carta dei cocktail è costruita come un viaggio sensoriale. Accanto ai grandi classici, reinterpretati con precisione e rispetto, si trovano creazioni originali che giocano con aromi, infusioni e tecniche contemporanee. Il vermouth viene valorizzato in tutte le sue sfumature: più erbaceo, più speziato, più amaro o più dolce, a seconda della combinazione scelta. Ogni drink è pensato per esaltare non solo il prodotto, ma anche l’esperienza di chi lo beve.
Uno degli aspetti più interessanti di Affini è proprio la ricerca. Dietro ogni cocktail c’è uno studio attento degli ingredienti, spesso selezionati tra eccellenze locali o piccoli produttori. Questa filosofia richiama profondamente lo spirito torinese: innovare senza mai perdere il legame con il territorio. Anche per questo, l’aperitivo diventa un momento completo, in cui il bere si accompagna a proposte gastronomiche curate, capaci di dialogare con i drink.
Affini è anche un punto di incontro per chi vuole scoprire qualcosa in più sul mondo del vermouth. Il personale, preparato e appassionato, guida gli ospiti nella scelta, raccontando storie, caratteristiche e curiosità. Non si tratta solo di ordinare un cocktail, ma di entrare in contatto con una tradizione che ha reso Torino famosa nel mondo.
Seduti ad uno dei tavolini, si ha la sensazione di vivere una Torino diversa, più contemporanea ma perfettamente coerente con il suo passato. È qui che si coglie il vero spirito della città: la capacità di evolversi senza dimenticare le proprie radici.
Concludere la giornata da Affini significa quindi chiudere un cerchio: dopo aver attraversato la storia nei caffè, aver assaporato il cioccolato e scoperto i piatti della tradizione, l’aperitivo diventa il momento in cui tutto si fonde. Un ultimo sorso di vermouth, tra profumi di erbe e spezie, che racchiude l’essenza stessa di Torino.
Torino è una città da gustare lentamente, dove ogni sorso e ogni morso raccontano una storia. Dai caffè storici alla cioccolata, fino al vermouth, il viaggio diventa un’esperienza sensoriale completa, capace di lasciare un ricordo indelebile. Dopo aver sorseggiato Torino tra caffè storici, cioccolato e vermouth, è tempo di scoprirla nel suo lato più autentico e sostanzioso: quello della tavola.
Torino da mangiare è un viaggio nei sapori profondi del Piemonte, tra ricette della tradizione e reinterpretazioni contemporanee. È la città dei contrasti armoniosi, dove la semplicità contadina incontra l’eleganza sabauda, dando vita a piatti iconici e indimenticabili. Dai grandi classici come il vitello tonnato e gli agnolotti del plin, fino ai profumi intensi della bagna cauda, ogni assaggio racconta una storia fatta di territorio, stagionalità e passione.
Ma Torino è anche una città che sa evolversi: accanto alle trattorie storiche convivono bistrot moderni, mercati vivaci e cucine creative che reinventano la tradizione senza tradirla. Nel prossimo capitolo entreremo quindi nel cuore gastronomico della città: un percorso tra ristoranti, osterie e sapori autentici, per scoprire cosa significa davvero sedersi a tavola a Torino.
Testo a cura di Claudio Rossetti
Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch
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