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Piazza della vergogna a Palermo
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PALERMO
15.10.2019 - 14:540

Blog dalla Sicilia: Palermo, nuova luce dopo il buio mafioso

Il viaggio “Sicilia per terra e per mare” approda in questa città delle culture, delle tradizioni e dei sapori

PALERMO – Il nostro viaggio di nove giorni alla scoperta della Sicilia ha raggiunto con Palermo il suo porto finale. Si tratta indubbiamente di una città in piena fase di rilancio turistico. Vi si possono ammirare un ventaglio incredibile di cupole arabe, teatri neoclassici, chiese barocche, mercati storici e palazzi in stile liberty.

Avevo sentito tante cose su Palermo, racconti amari e altri molto dolci. Volevo mostrarla ai partecipanti del mio viaggio-studio “Sicilia per terra e per mare” per farsi un’opinione, senza pregiudizi o luoghi comuni.

Immaginate la città suddivisa in quattro quartieri storici, detti mandamenti (in senso orario: Castellammare – o La Loggia, Kalsa, Albergheria e Monte di Pietà – o Seralcadio) per via dell’intersezione di due strade principali, Via Maqueda e il Cassaro oggi Via Vittorio Emanuele. Il punto di incontro è conosciuto come Quattro Canti di città, sebbene la piazza a forma ottagonale, si chiami ufficialmente Villena (dal nome del vicerè spagnolo a cui è intitolata).

Siamo partiti (a piedi) lungo Via Vittorio Emanuele per ammirare la bellissima Cattedrale, inserita dall’UNESCO nel patrimonio dell’Umanità nell’ambito dell’itinerario Arabo-Normanno e Palazzo dei Normanni (noto anche come Palazzo Reale, oggi sede dell’Assemblea regionale siciliana ma un tempo palazzo imperiale) con la bellissima Cappella Palatina.

«Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare», aveva affermato Paolo Borsellino, magistrato ucciso barbaramente nel 1992. Per amare Palermo, oltre a visitare monumenti e piazze, non si può tralasciare il capitolo buio della mafia.

La Piazza della Memoria, il mercato “Capo”, la Cattedrale, la Questura sono solo alcune tappe di un percorso di riflessione sul fenomeno mafia e sulla mobilitazione civile contro il potere mafioso. Tanti sono i luoghi che testimoniano che è possibile contrastare la mafia e diffondere la consapevolezza e la cultura della legalità. Per esempio Piazza della Memoria, tra il vecchio e il nuovo tribunale di Palermo, dove un memoriale ricorda l’estremo sacrificio dei giudici morti nel corso della lotta alla mafia, come Falcone e Borsellino. Da ammirare anche la maestosa Cattedrale, che si affaccia su Via Vittorio Emanuele, a testimonianza dei molti preti e vescovi che hanno dato speranza ai giovani palermitani, su tutti il beato don Pino Puglisi ucciso dalla mafia perché predicatore di un cambiamento di cultura nelle famiglie del quartiere più disperato di Palermo.

Alla fine di questo viaggio, sulla terra ferma e sul mare, non poteva mancare una visita delle eccellenze storiche presenti nei dintorni di Palermo. In particolare la città di Monreale, famosa in tutto il mondo e riconosciuta nel 2015 dall’UNESCO per la sua unicità artistica e architettonica. La famosa cattedrale di Monreale, assieme a quella più antica di Cefalù, è uno dei luoghi di interesse storico-culturale del periodo arabo-normanno.

Forse riproporrò nel corso dei prossimi anni questo viaggio in Sicilia, impegnativo indubbiamente, ma carico di impressioni così diverse. Il concetto “per terra e per mare” funziona e piace molto perché offre l’occasione di scoprire i luoghi da diverse prospettive.
Se poi è combinato alla formula del piccolo gruppo, il risultato è davvero esclusivo.

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

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