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LUGANO
13.11.2018 - 15:540

Speechwriter, l’asso nella manica del politico

Noti e meno noti, molti politici ricorrono ai servigi dello speechwriter: ecco chi è e le 10 regole d’oro che deve seguire nel suo lavoro

 

Il copywriting, così come altre professionalità della comunicazione, oggigiorno ha varie declinazioni. C’è il copywriter pubblicitario, il SEO copywriter, l’UX Copywriter, il ghost writer e… lo speech writer!

Quest’ultima specialità ha la peculiarità di mettere nero su bianco i discorsi che politici ed autorità varie terranno pubblicamente.

Un’arte fina, dove è facilissimo incorrere in errori, polemiche e contraddizioni. Ecco 10 regole preziose per non sbagliare uno speech:

  1. Personificazione: lo speechwriter deve entrare in perfetta sintonia col suo referente. Deve conoscerlo, entrare nel suo pensiero, capirne i comportamenti, apprenderne aneddoti e storia personale;
  2. Confronto: ogni argomento trattato, data la sua rilevanza pubblica, può diventare una bomba ad orologeria. Per questo, prima di ogni singolo discorso, è bene confrontarsi con colui che lo leggerà.
  3. Arrivare al punto: si dice spesso che la politica è troppo lontana dalla realtà. Per questo i discorsi devono dimostrare l’esatto contrario, e per farlo devono arrivare dritti e in fretta al cuore della questione, senza noiosi preamboli e giri di parole.
  4. Dimostrare consapevolezza: qualunque sia l’argomento, bisogna dimostrare di saperlo padroneggiare. Se vi sono antefatti, argomenti correlati e riferimenti è bene metterli in bella mostra.
  5. Sfoggiare cultura e citazioni: anche se uno speech non deve ammiccare ad un mood troppo aulico, inserire un “quote” al momento giusto può dare un effetto rafforzativo a quanto si afferma. Quando più la fonte è conosciuta, maggiore sarà l’effetto su chi ascolta.
  6. Semplificare: alla gente, generalmente, non piacciono frasi troppo articolate o messe là tanto per allungare il brodo. Rendere semplice il linguaggio aumenta il range di pubblico che potrà apprezzare.
  7. Portare dalla propria parte: uno speech ha sempre lo scopo di aumentare il consenso. Per raggiungere questo scopo, vanno trovate le formule giuste per creare empatia, convincimento, identificazione.
  8. Far ridere: regola non sempre applicabile, specie quando il tema è un avvenimento triste. Ma, quando la situazione lo consente, sfoggiare un po’ di “sense of humour” non guasta mai.
  9. Evitare gaffe: a volte anche un discorso apparentemente perfetto ha quella frase che, a prima vista, appare cristallina, ma poi diventa un boomerang. Tutto il testo va riletto frase per frase. E, per ognuna, capire se può offendere qualcuno.
  10. Conclusione ad effetto: se partire bene fa salire l’interesse, concludere alla grande conduce al trionfo. L’epilogo dovrebbe sempre lasciare un’enfasi carica di ottimismo e buoni intenti.

Articolo a cura di Clublab Sagl, siti web e grafica in Ticino

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