Dove l’acqua cura: il segreto dell’Appenzello

Un reportage di viaggio alla scoperta dell’anima più autentica della Svizzera (quarta parte)
Un reportage di viaggio alla scoperta dell’anima più autentica della Svizzera (quarta parte)
APPENZELLO - Immerso nel verde morbido delle colline dell’Appenzello, il centro termale rappresenta oggi uno dei luoghi più autentici dove ritrovare equilibrio e benessere. Non si tratta di una grande struttura anonima, ma di uno spazio raccolto e profondamente radicato nel territorio, dove l’acqua termale, la natura e l’ospitalità si fondono in un’esperienza unica. Abbiamo incontrato Maria Gmünder, responsabile della struttura, per farci raccontare filosofia, storia e prospettive di questo luogo speciale.
«Nel nostro centro termale il concetto chiave è quello di benessere olistico», spiega Maria Gmünder. «Mettiamo al centro l’equilibrio tra corpo e mente, grazie all’acqua calda ricca di minerali, alla quiete e al contatto diretto con la natura». L’idea non è semplicemente quella di offrire un servizio wellness, ma di creare un ambiente in cui l’ospite possa davvero rallentare e rigenerarsi. «Il nostro obiettivo è restare una struttura piccola ma di grande qualità, con un’atmosfera familiare e un’accoglienza autentica», aggiunge.
Questa filosofia affonda le radici in una storia lunga secoli. «La nostra sorgente termale, Unterrechstein, è documentata già nel 1463, e per molto tempo è stata utilizzata in forma semplice, con bagni in vasca presso il ristorante Mineralbad», racconta Gmünder. Solo negli anni Ottanta si è compiuto il salto verso la modernità, con la costruzione della piscina coperta e la nascita della società che ancora oggi gestisce il complesso. Da allora, il centro è stato ampliato e aggiornato costantemente, senza però perdere il legame con le proprie origini.
Elemento centrale dell’esperienza è naturalmente l’acqua. «Utilizziamo esclusivamente acqua di sorgente propria, ricca di minerali e oligoelementi, con una presenza significativa di zolfo», spiega. «Si tratta di un prodotto naturale del territorio, che rappresenta il cuore della nostra offerta». Le proprietà benefiche sono molteplici: «Secondo la nostra esperienza, l’acqua solforosa favorisce il metabolismo e rafforza le difese immunitarie. In combinazione con il calore, il movimento in acqua e trattamenti mirati, contribuisce a un profondo rilassamento e a una migliore rigenerazione».
Ciò che distingue davvero queste terme da molte altre in Svizzera è la loro identità. «La nostra forza è la combinazione tra tradizione secolare, acqua propria e una posizione unica nella natura appenzellese, unita a un carattere volutamente familiare», sottolinea Gmünder. L’offerta è completa ma mai dispersiva: bagni interni ed esterni, saune, massaggi, Ayurveda, fisioterapia e fitness convivono sotto lo stesso tetto, creando un percorso coerente e armonioso.
Tra i servizi più apprezzati dagli ospiti spiccano le esperienze classiche ma curate nei dettagli. «Le aree bagno e sauna sono il cuore pulsante della struttura, ma anche i massaggi, i trattamenti Ayurveda e le proposte Day Spa riscuotono grande successo», racconta. «Un vero highlight è la sauna esterna, con gettate di vapore e vista sulla natura circostante». Anche i corsi di movimento e salute completano un’offerta pensata per diverse esigenze.
Il legame con il territorio si percepisce in ogni angolo. «La tradizione appenzellese si esprime soprattutto nell’atmosfera: natura, tranquillità e autenticità sono parte integrante dell’esperienza», spiega. Il ristorante Mineralbad, con la sua storia, contribuisce a mantenere viva questa identità. «Molti dei nostri ospiti ci chiamano semplicemente “il nostro Bädli”, ed è forse il complimento più bello che possiamo ricevere». La clientela è variegata ma ben definita. «Accogliamo soprattutto ospiti regionali e visitatori giornalieri, ma anche turisti e famiglie», dice Gmünder. L’offerta è pensata per essere accessibile a diversi pubblici, dai frequentatori abituali a chi cerca un momento di relax durante un viaggio. «Vogliamo essere un punto di riferimento per il benessere quotidiano, non solo una destinazione occasionale».
L’esperienza complessiva è costruita con attenzione ai dettagli. «Il nostro punto di forza è l’armonia tra tutti gli elementi: acqua, spazi, trattamenti e natura», afferma. Piscine interne ed esterne, grotte, saune, aree relax, giardini e terrazze si integrano tra loro, creando un ambiente fluido e accogliente. «Vogliamo che ogni ospite si senta in un piccolo rifugio, lontano dalla frenesia quotidiana». Un ruolo fondamentale è svolto anche dal personale, in gran parte locale, che contribuisce a creare un’atmosfera calda e autentica.
Grande attenzione è dedicata anche alla sostenibilità. «L’acqua viene riscaldata tramite teleriscaldamento, utilizzando cippato di legno locale e sistemi di recupero del calore dalle acque reflue», spiega Gmünder. Negli ultimi anni sono stati compiuti ulteriori passi avanti: «Nel 2024 abbiamo installato un impianto fotovoltaico e ridotto il consumo energetico grazie a diverse ottimizzazioni tecniche». L’innovazione, tuttavia, non è mai fine a sé stessa. «Per noi innovare significa integrare tecnologia, benessere e sostenibilità in modo intelligente», sottolinea. Tra gli interventi più recenti figurano la modernizzazione degli impianti tecnici e l’introduzione di nuove attrezzature per il fitness. «Cerchiamo sempre soluzioni che migliorino concretamente l’esperienza degli ospiti, senza snaturare l’identità del luogo».
Guardando al futuro, le sfide non mancano. «Oggi è fondamentale trovare un equilibrio tra qualità, investimenti ed efficienza energetica», conclude Gmünder. «La nostra visione è quella di una crescita sostenibile, fatta di miglioramenti mirati e di un’offerta che risponda ai bisogni contemporanei senza perdere autenticità». In un mondo sempre più veloce, le terme dell’Appenzello continuano così a rappresentare un luogo dove fermarsi, respirare e ritrovare sé stessi.
Nel prossimo articolo vi porterò alla scoperta di un altro simbolo autentico di questa regione: il celebre Appenzeller. Un viaggio tra tradizione casearia, segreti di produzione tramandati da generazioni e sapori intensi che raccontano il territorio. Sarà un’immersione nel gusto più vero dell’Appenzello, tra erbe alpine, profumi, storie locali e... un Appenzeller-Land.
I precedenti articoli di questo reportage sono stati pubblicati il 13 febbraio, 3 e 29 marzo 2026.
Testo a cura di Claudio Rossetti
Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch










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