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Viaggi & TurismoA spasso nel centro storico di Bressanone

30.05.22 - 15:28
Città millenaria dove fu accolto dagli applausi di vescovi e cardinali... un elefante!
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A spasso nel centro storico di Bressanone
Città millenaria dove fu accolto dagli applausi di vescovi e cardinali... un elefante!

BRESSANONE - La città di Bressanone, con i suoi oltre 1000 anni, è la più antica del Tirolo e un tempo era un'importante città vescovile nonché una stazione di viaggio imperiale.

Nel 1552 anche l'elefante Soliman si fermò qui. «L'arrivo dell'elefante Soliman a Bressanone è documentato nei libri di storia. L'animale era un dono da parte di Giovanni III., re del Portogallo, a suo nipote, l'arciduca Massimiliano d'Austria. L'elefante che proveniva da una colonia indiana dovette affrontare il lungo viaggio da Lisbona attraverso Genova in direzione delle Alpi. La gente lungo il percorso avvertì il suo arrivo come un evento sensazionale. A Trento e Bolzano fu accolto dagli applausi della gente, primi fra tutti i vescovi e i cardinali. Anche a Bressanone gli abitanti scesero in strada per assistere all'ingresso del pachiderma e dei suoi accompagnatori. Vi soggiornò per ben due settimane», mi spiega Isidoro Iocolano, la simpatica guida che oggi mi accompagna alla scoperta del centro storico.

Il centro storico medievale è infatti molto suggestivo con i suoi portici pittoreschi, i tesori dei musei, gli edifici sacri da visitare e gli ottimi ristoranti e caffè. Il centro della città vecchia è il cosiddetto quartiere del Duomo, che ospita anche il simbolo della città: il Duomo di Bressanone con il suo imponente altare maggiore. La cattedrale è arredata con marmi pregiati, per un totale di 33 tipi diversi. Un'altra attrazione di rilievo è il chiostro con i suoi impressionanti affreschi che mostrano il lavoro della scuola di Bressanone. Proprio dietro il Duomo di Bressanone si trova la chiesa parrocchiale, più semplice ma non per questo meno importante, con la sua suggestiva torre bianca, che ospita un museo. Dalla piazza della cattedrale, i visitatori raggiungono la Hofburg del Vescovo (palazzo vescovile), che ospita il Museo Diocesano. Nel palazzo sono esposte opere d'arte sacra nel campo della scultura e della pittura, e preziosi arredi di un tempo. Molto curiosa è la ricca collezione, presentata al piano terra, di presepi, una delle più importanti collezioni d'Europa. In Tirolo, che vanta una grande tradizione in questo campo, i presepi si trovarono prima soltanto nelle case dei nobili e della borghesia, a partire dal diciannovesimo secolo diventarono patrimonio popolare. «I presepi esposti sono di grande valore storico, artistico e religioso. Ci sono per esempio presepi barocchi di carta, presepi barocchi con figurine vestite o anche dei presepi genovesi in avorio del 1700 circa», spiega la guida.

Il nostro giro del centro storico di Bressanone ci porta anche a visitare le viuzze con i portici grandi e piccoli, che invitano a passeggiate o a fare shopping. Ma anche le facciate delle diverse case in stile “Lauben” sono assolutamente da vedere. Le case ricevettero la forma attuale nell’anno 1444, larghe solo quanto una stanza, ma che salivano in profondità. Queste case sono composte da tre parti: al piano terra, si esponeva la merce e si ricevevano i clienti, proprio come lo si fa ancora oggi. Ai piani superiori si trovano invece il soggiorno e le camere, area raggiungibile tramite una scala. Laubengasse numero 5 era un tempo un edificio commerciale, mentre oggi ospita il municipio cittadino. Alla fine di questa strada, che un tempo ospitava il mercato, si trova una statua molto particolare: il Wilder Mann (uomo selvaggio) dalle tre teste!

Isidoro Iocolano mi fa scoprire un alto aspetto importante e curioso: le antiche mura della città. Il loro corso preciso non può più essere ricostruito con esattezza. Tuttavia è noto che, nei primi secoli dopo la loro realizzazione, erano circondate da un ampio fossato difensivo. Due vie ricordano il fossato ancora oggi, ossia via Bastioni Maggiori e via Bastioni Minori. Alla città si poteva quindi accedere soltanto attraverso i portoni principali, ai quali i residenti e i visitatori giunsero grazie a dei ponti levatoi. «A metà del XVI secolo, in seguito al disuso del fossato, i proprietari poterono ampliare le loro case arrivando fino alle mura cittadine, che a poco a poco furono integrate nei nuovi edifici che stavano sorgendo», conclude la mia guida.

Un alloggio da consigliare a Bressanone? Sicuramente gli appartamenti del vecchio mattatoio ("Alte Schlachthof"). Grazie alla sua posizione nel cuore del centro storico, con una cucina creativa e un programma culturale e musicale estremamente vario, la struttura (premiata per l’architettura d’interno) rappresenta indubbiamente un simpatico ed accogliente luogo di incontro.

Il mio reportage da Bressanone non finisce qui: nel prossimo articolo visiterò un’abazia molto prestigiosa e una fortezza a Fortezza! Incuriositi? Seguitemi!

I precedenti articoli di questo reportage sono stati pubblicati il 17 e 25 maggio.

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

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