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ALTDORF
30.07.2020 - 13:160

Benvenuti nella galleria di base del Gottardo

“Suisse Parc”: guide esperte e un'emozionante mostra vi forniscono interessanti informazioni sul progetto Alptransit

Dall’inaugurazione ufficiale della galleria di base del San Gottardo, avvenuta il 1° giugno 2016, sono già passati ben 4 anni. Con i suoi 57 chilometri, non solo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo, ma anche un capolavoro di ingegneria unico nel suo genere. L’organizzazone turistica di Uri, in collaborazione con le FFS, propone esclusive visite guidate a quest’opera grandiosa, progetto che ha cambiato e che cambierà in futuro la mobilità di merci e passeggeri. Entriamo accompagnati dalla guida esperta Charly Simmen, ingegnere presso l’Alptransit.

La galleria di base del San Gottardo si estende tra il portale nord di Erstfeld, nel Canton Uri, e quello sud di Bodio, nel Cantone Ticino. Il corpo principale è lungo 57 km e consta di due canne a binario unico, distanti tra loro 40 metri e collegate l’una all’altra da un cunicolo trasversale ogni 325 metri. Se si contano anche tutti i cunicoli di collegamento e d’accesso e tutti i pozzi, l’intero sistema della galleria misura circa 152 chilometri. Con una copertura rocciosa che raggiunge i 2300 metri, la galleria di base del San Gottardo è la galleria ferroviaria sotterranea più profonda del mondo ed è praticamente priva di pendenze; il suo punto altimetrico massimo è a quota 550 metri sopra il mare. Due stazioni multifunzionali al di sotto di Faido e Sedrun suddividono entrambe le canne in tre tratti di lunghezza pressoché identica. In tali stazioni i treni possono cambiare canna e, in caso d’emergenza, anche fermarsi. La messa in esercizio dell’opera del secolo da parte delle FFS è avvenuta, dopo 17 anni dal primo colpo di piccone, il’11 dicembre 2016.

Per la costruzione, la galleria di base del San Gottardo è stata suddivisa in cinque comparti. Al fine di risparmiare tempo e denaro, i lavori di realizzazione dei singoli comparti sono stati coordinati tra loro e in parte eseguiti contemporaneamente. Nel costruire la Galleria di base del San Gottardo, i minatori hanno dovuto perforare strati di roccia completamente diversi tra loro: dal duro granito alla roccia sedimentaria estremamente friabile. Nelle canne principali, l’avanzamento è avvenuto per l’80 per cento con frese meccaniche e per il 20 per cento con il metodo tradizionale all’esplosivo.
Complessivamente, dalla galleria sono stati estratti 28,2 milioni di tonnellate di smarino. Nel cuore della montagna la temperatura poteva raggiungere picchi di 46 gradi centigradi.

«Nei momenti di punta vi erano circa 2’600 persone impegnate nei cantieri sotterranei. I lavori di costruzione si svolgevano sull’arco delle 24 ore, suddivisi in tre turni», ci spiega l’ingegnere Charly Simmen. Il 15 ottobre 2010 è una data importante, da record mondiale: al San Gottardo: cade l’ultimo diaframma nella galleria ferroviaria più lunga del mondo a 30 chilometri di distanza dal portale sud e a 27 dal quello nord. «Anche in fatto di geomantica si è realizzato un capolavoro: lo scarto era di soli 8 centimetri in orizzontale e 1 cm in verticale», conclude orgoglioso Charly Simmen.

Alcune informazioni pratiche sulle visite: esse si svolge da martedì a sabato (esclusi i giorni festivi generali), l’inizio è alle ore 9:30 e 13:30 e la durata di circa 2 ore. I gruppi sono composto da un minimo di 6 ad un massimo di 24 persone. Per iscriversi ci deve rivolgere all’organizzazione turistica di Uri. Un momento particolarmente emozionante è rappresentato dallo sguardo, attraverso una finestra aperta sul tunnel di base, sui treni in transito. Davvero sensazionale.

“Suisse Parc” è un’iniziativa del mio blog volta a promuovere le attrazioni svizzere vicine e lontane. Una bussola turistica che nel corso dei prossimi mesi vi accompagnerà attraverso valli, cantoni, villaggi e sulla vetta di montagne, nonché all’interno di musei ed esposizioni. Non esitate a contattarmi per sottopormi le vostre idee, gli itinerari che vi sono particolarmente piaciuti oppure i luoghi che ritenete paradisiaci. Unica condizione: devono trovarsi all’interno della Svizzera, dello “Suisse Parc” appunto. Il mio giro nel Canton Uri non finisce qui. Ora mi sposterò ad Andermatt e sul Furka. Seguitemi!

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 
Link utile: www.viaggirossetti.ch 


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