Freepik / jcomp / Lucia Gatti
ULTIME NOTIZIE Target
Target
1 gior
Ufficio stampa e PR. A cosa serve? Come si fa? Episodio 2
Abbiamo fatto qualche domanda ad altri tre esperti: Matteo Cremaschi, Simone Intelisano e Cecilia Brenni
Target
5 gior
Ufficio stampa e PR. A cosa serve? Come si fa? Episodio 1
Ecco cosa ne pensano gli esperti Benedetto Motisi, Veronica Crocitti e Luca Montagner, impegnati tra Svizzera e Italia
Target
6 gior
Che cos’è la Marketing Automation e come può far crescere un’attività locale
Risparmiare tempo e personalizzare al massimo le comunicazioni ai clienti sono azioni conciliabili. Ecco in che modo
Target
1 sett
Consegne a domicilio e asporto direttamente da Google Maps e My Business? Presto si potrà
Ecco le interessanti novità a favore delle attività locali che saranno presto introdotte dal gigante di Mountain View
TARGET
2 sett
I tre pilastri degli e-commerce nel 2021
Ad anno ormai inoltrato, scopriamo che cosa sta determinando maggiormente gli acquisti online degli utenti
Target
2 sett
Vita da cani? Non proprio: ecco come e quanto guadagnano i Pet Influencers
Stimolando le interazioni positive degli utenti, hanno presto attirato l’attenzione (e i soldi) dei brand più importanti
Target
3 sett
Fare il copywriter per i social media? Non basta saper scrivere
Alessia Abrami racconta cosa significhi creare contenuti badando a differenze di canale, tone of voice e obiettivi
Target
3 sett
Comunicare sui social con le immagini: la grafica web secondo gli addetti ai lavori
Deborah Giofrè e Salvatore Di Bella raccontano il backstage delle realizzazioni visive per Facebook e compagnia postante
Target
4 sett
Social Listening: come ascoltare bene per comunicare meglio
Ciò che interessa ai clienti è fondamentale per il successo di un business: ecco come ottenere le informazioni giuste
Target
1 mese
Quanto inquiniamo quando siamo online? C’è da restarne sconvolti. 3 consigli per evitarlo
Il modo in cui usiamo internet ha un impatto negativo sull'ambiente: ecco cosa possiamo fare perché non succeda
Target
1 mese
Ads su Facebook, Instagram e LinkedIn: consigli utili ed errori più comuni
Come possiamo assicurarci che le inserzioni funzionino? Ce lo spiega il nostro Social Ads Specialist, Marco Evangelisti
Target
1 mese
Il rapporto tra Digital Marketing e Sport, secondo l’esperto FIFA
Quanto un ambito sosterrà l’altro e viceversa? Che cosa ci aspetta in futuro? Ne abbiamo parlato con Dario Salvelli
Target
1 mese
Come si fa Instant Marketing e che risultati si ottengono: la parola a Migros Ticino e Unieuro
Perché legare un brand all’attualità? Lo spiegano Piergiorgio Adragna e i responsabili social del gigante arancione
TARGET
1 mese
Marketing e Intelligenza Artificiale: quali opportunità per le attività locali?
Tecnologia e comunicazione crescono a braccetto: ecco come l’AI contribuisce a promuovere prodotti, servizi e vendite
Target
1 mese
Per una comunicazione (online e offline) senza discriminazioni di genere
Elena Ciprietti, Alessia Rotondo e Laura Losito ci spiegano come raccontare un mondo che sta cambiando
Target
1 mese
I contenuti commerciali sui social sono troppi: il solo modo per farsi notare è creare valore
Catturare l’utente in 3 secondi di attenzione si può, se siamo utili, belli e impegnati. Scopriamo il Social Media Value
Target
1 mese
Twitch Marketing: il futuro della tua attività è in streaming?
Tutte le risorse e i segreti che la piattaforma ha da offrire, anche per chi fa business (non solo con i videogiochi)
Target
1 mese
Rendere i clienti protagonisti della propria storia: cos’è, come e quanto funziona lo Storydoing
Dal successo dello Storytelling e dalle generazioni più giovani emerge un nuovo, efficace trend del marketing
Target
1 mese
Telegram Marketing: come usare i canali per promuovere la tua attività locale
Non solo app di messaggistica: l’aeroplanino ha un incredibile potenziale comunicativo per ogni business
TARGET
1 mese
Come scegliere i giusti fornitori e negoziare il miglior prezzo: la parola all’esperto
Appalti e digitale anche per piccole ditte, ma non solo. Per Slav Vasilevski, gestire le spese è la chiave del successo
TARGET
1 mese
Questo NON è l’ennesimo articolo sullo Smart Working
A parlarcene, stavolta, sono i fondatori dell’unica accademia che insegna a organizzare al meglio il lavoro da remoto
Target
2 mesi
Gamification: come, dove e quando marketing e gioco si incontrano
Dalla pubblicità alla didattica, tutto può trarre forza dai meccanismi ludici: ce ne parla l’esperto Mauro Longo
Target
2 mesi
Lifecycle Engagement: la chiave del successo dell’E-mail Marketing
L’analisi degli utenti e dei risultati è fondamentale per fare newsletter efficaci. Ecco il metodo per riuscirci
Target
2 mesi
Annunci pubblicitari su Gmail: come funzionano e quanto sono efficaci?
Caratteristiche e segreti delle Gmail Ads, ennesima intrigante variante del search advertising targato Google
TARGET
2 mesi
3 consigli per gestire al meglio le video-call di lavoro
Una checklist per chi si sente insicuro nell’organizzazione delle videochiamate e nell’uso degli strumenti per farle
TARGET
2 mesi
Che cos’è la User Experience e perché determina il successo o l’insuccesso di un progetto web
Quante volte ci è capitato di abbandonare un acquisto online o di disinstallare un’app? Luca Longo spiega come evitarlo
TARGET
2 mesi
Che cos’è l’Account Based Marketing e come aumenta il fatturato delle aziende B2B
Ribaltamento del funnel e molto altro: ecco i meccanismi di una strategia vincente per chi vende ad altre attività
TARGET
2 mesi
LinkedIn Stories: Cosa sono? A cosa servono? Sono davvero utili?
Dalla loro introduzione, suscitano pareri discordanti: vediamo insieme quali sono le loro potenzialità e i loro limiti
TARGET
29.01.2021 - 14:490

Aiutare le attività locali e il territorio con Sustainability Marketing e Brand Activism

Efficacia della promozione a impatto sociale, spunti pratici per attuarla: a tu per tu con la Prof.ssa Lucia Gatti

Negli ultimi tempi, la nostra attenzione nei confronti dei problemi sociali e ambientali si è acuita. Il tema della salvaguardia del pianeta, in particolare, è uno dei grandi trend degli ultimi anni, popolare specialmente tra le fasce demografiche più giovani.

Che cosa significa? Agli occhi di chi si occupa di marketing e retail, non si tratta semplicemente di un cambiamento della società, ma anche, di conseguenza, di un cambiamento dei consumi e dei consumatori: come clienti e acquirenti di prodotti, siamo diventati più attenti e sensibili a questi argomenti.

Ed è così che il marketing, come è solito fare, cerca di mettersi in ascolto degli utenti, per comprenderli e, di conseguenza, allinearsi alle nuove esigenze. Non tutti sanno che questa tendenza è diventata un vero e proprio ramo della materia, che continua tuttora a svilupparsi e ad attrarre l’attenzione dei consumatori.

Da dove arriva questo sustainability marketing, perché è così efficace e, soprattutto, come si può applicare alle strategie di un’attività locale? Nessuno poteva raccontarcelo meglio di Lucia Gatti, esperta e docente di questa materia presso il Bachelor di Economia Aziendale della SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana).


Come è nato il sustainability marketing e come possiamo definirlo?

Per poterne comprendere l’origine bisogna innanzitutto distinguerlo dal social marketing e dal green marketing, entrambi concetti che si sono affermati a partire dagli anni ‘70 e che ne hanno influenzato lo sviluppo e la popolarità.

Con social marketing ci si riferisce all’applicazione di concetti e strumenti di marketing a problemi di natura sociale. I programmi di marketing sociale mirano di fatto a modificare il comportamento di gruppi di individui o della società nel suo insieme. Pensiamo ad esempio alle campagne contro il fumo oppure, in anni più recenti, alla promozione della raccolta differenziata attraverso campagne di comunicazione volte a sensibilizzare la società sul tema dell’inquinamento ambientale.

Il green marketing, invece, indica il marketing di prodotti ideati nel rispetto dell’ambiente e destinati ai cosiddetti consumatori green. Essi si distinguono dagli ambientalisti/attivisti, che di fatto si percepiscono in lotta con l’attuale sistema economico. Al contrario, i consumatori green sostengono il consumismo, inserendo però considerazioni ecologiche nelle scelte d’acquisto. Questo inizialmente piccolo segmento di consumatori si è andato via via sviluppando, al punto che oggi studiosi e consulenti di marketing parlano delle “Five shades of green consumers”, segmentando ulteriormente i consumatori green sulla base dei loro valori, delle scelte di acquisto e del loro livello di attivismo.

Ma torniamo al sustainability marketing. In un certo senso, esso non solo ingloba le preoccupazioni sociali e ambientali tipiche del social e del green marketing, ma costituisce l’evoluzione di questi concetti. Infatti, il sustainability marketing non riguarda semplicemente prodotti solidali o ecologici, ma implica una nuova concezione di marketing che può essere adottata indipendentemente dal settore in cui l’azienda operi.

Fare sustainability marketing significa sostenere i tre principi dello sviluppo sostenibile promosso dalle Nazioni Unite (Persone, Pianeta, Profitto) nelle diverse scelte di marketing. Un esempio? Pensiamo ad un’iniziativa come TooGoodToGo, un’applicazione che mette in contatto clienti e ristoratori locali offrendo a fine giornata l’acquisto di prodotti alimentari invenduti (come pane, torte, sandwich o altro) ad un prezzo vantaggioso. Questo permette a tante piccole medie imprese di ridurre i costi associati allo smaltimento di prodotti invenduti, e allo stesso tempo offre un vantaggio al consumatore e una riduzione dello spreco di cibo.


Quali sono gli obiettivi del sustainability marketing?

Il sustainability marketing promuove le cosiddette 3P dello sviluppo sostenibile: Persone, Pianeta, Profitto. Questo significa che ogni scelta di marketing, sia essa legata a decisioni sulla produzione, distribuzione, comunicazione oppure prezzatura del prodotto, deve essere valutata in funzione del suo impatto a livello sociale, ambientale ed economico.

Azioni volte a rispettare l’ambiente e sostenere uno sviluppo sociale della comunità non sono più viste, come un tempo, in contrapposizione con il fare profitto, ma possono diventare un’opportunità di crescita e sviluppo per l’azienda.

Personalmente, sono convinta che tale posizione implichi sempre una presa di coscienza individuale. Mi spiego: ogni decisione manageriale o di marketing che miri in qualche modo a incrementare il profitto e promuovere simultaneamente uno sviluppo socialmente equo, deve essere raggiunta in una riflessione personale in cui il manager, l’amministratore delegato, il dipendente o chiunque sia chiamato a rispondere di tale decisione si interroghi sul perché sia giusto o meno adottare quel programma.

Etica e morale sono state per troppo tempo escluse dagli studi economici, forse allo scopo di ridurne la complessità. Come dichiarò il premio Nobel per l’economia von Hayek, nella sua Nobel Memorial Lecture, il grande errore delle scienze economiche è quello di aver cercato di ridurre la complessità umana allo scopo di poter misurare e quantificare ogni elemento del mercato. La ricerca di compimento di sé che, coscientemente o inconsciamente, l’uomo persegue in ogni sua azione o scelta, è stata quindi ridotta in economia ad una ricerca spasmodica di massimizzazione del profitto. Tante buone pratiche e iniziative economiche contraddicono questa visione ridotta dell’Homo oeconomicus e ci spingono a riconsiderare il peso che etica e morale dovrebbero assumere nello studio e soprattutto nell’insegnamento dell’economia aziendale.

 

Che differenza c'è tra sustainability marketing e brand activism?

Il sustainability marketing promuove una visione volta a considerare contemporaneamente gli effetti e le conseguenze di decisioni di marketing sull’ambiente, la società e il profitto dell’azienda. Diversamente, con brand activism si intendono tutte quelle azioni promosse da un’azienda (un brand) che mirano a risolvere, o quanto meno ad affrontare, problemi di natura sociale o ambientale, allo scopo di contribuire con il proprio operato ad una giusta causa.

Detto in parole povere, si tratta di campagne, programmi o iniziative per sostenere un valore ritenuto importante dal marchio o una causa che le aziende considerano giusta. In altri termini, attivismo aziendale. Pensiamo, per esempio, all’iniziativa di Patagonia che qualche anno fa, in occasione del Black Friday, promosse la campagna Don’t Buy This Jacket, in cui invitava i propri clienti non solo a non acquistare nuovi prodotti in occasione del Black Friday, ma anche a recarsi nei propri negozi in cui avrebbero ricevuto gratuitamente un servizio di recupero dei propri indumenti, attraverso prestazioni di cucito e rammendo. Questo, in un’ottica di riduzione del consumismo e dei suoi effetti sulla produzione di materiale di scarto.

 

Ci sono casi in cui fare brand activism è un rischio?

Se è vero che lo scopo dichiarato del brand activism è quello di promuovere una giusta causa, spesso le aziende vengono accusate di utilizzare queste campagne allo scopo di migliorare la propria immagine e reputazione agli occhi di attuali e potenziali consumatori o investitori. Non sono rari i casi in cui un’azienda abbia speso più soldi nella campagna pubblicitaria per comunicare i successi dell’iniziativa che per sostenere la causa in oggetto. Si parla di greenwashing, una strategia aziendale in cui si comunicano azioni green o sociali in modo fuorviante, cercando di ingannare il pubblico sul vero impatto sociale e ambientale dell’azienda, allo scopo di “ripulirne” l’immagine. Green-washing (lavare di verde) appunto. Ricevere una tale accusa dai media o da gruppi di attivisti può alla fine avere un effetto boomerang, in cui le perdite, anche in termini di profitto, sono molto maggiori del beneficio che ci si aspetta di avere in termini di immagine.

Per questo, le aziende dovrebbero essere caute nell’impegnarsi, ma soprattutto nel come comunicare il loro brand activism.

 

Queste strategie possono essere messe in pratica anche da piccole aziende e imprenditori locali? Se sì, con quali frutti?

Sì, assolutamente. In una piccola azienda, il rapporto con la comunità locale e l’ambiente in cui opera è imprescindibile dalla sua esistenza e spesso uno sguardo al bene comune anche nel fare impresa può avere effetti positivi a livello di profitto e soprattutto di legittimità. Sto pensando ad un supermercato di Milano che ha deciso, durante la prima ondata di pandemia, di offrire gratuitamente ai pazienti Covid ricoverati in un ospedale un set di pulizia che comprendeva dentifricio, spazzolino e altri prodotti di igiene quotidiana.

In un dialogo con una dottoressa, i manager erano venuti a conoscenza del fatto che molti pazienti erano stati ricoverati senza aver avuto la possibilità di recuperare indumenti o altro da casa e si vergognavano di doversi sottoporre alle visite senza essersi lavati i denti da giorni. Da quel dialogo, da un desiderio sincero di fare del bene, e dalla creatività tipica dell’uomo è partita questa iniziativa. Penso che questo esempio, più di tante teorizzazioni, possa insegnarci molto su cosa significhi fare sostenibilità oggi.

 

Come avete appena letto, è possibile parlare di grandi temi anche rivolgendosi alla dimensione locale della propria comunità di riferimento. La versatilità di tali strategie risiede proprio in questo: con l’opportuna organizzazione, si possono applicare anche alle realtà più piccole, che hanno comunque esigenza di dare forza al messaggio che comunicano e/o al prodotto che promuovono all’interno di una specifica comunità.

Potreste essere voi i prossimi a mettere in campo un’azione di sustainability marketing, e noi potremmo aiutarvi a idearla e ottimizzarne la realizzazione: se il tema vi interessa, contattateci subito per una consulenza gratuita. Troveremo insieme il modo di far crescere il vostro brand in questa direzione.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.


YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-04-14 13:37:02 | 91.208.130.89