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LUGANO
15.08.2020 - 08:340

Interpreti, autori, produttori, etichette: 3 step fondamentali per promuovere la musica online

Creare un brand, radunare fan, distribuire e finanziare i propri brani: ecco i passi da fare per avere successo sul web

LUGANO - Dai potenziali ascoltatori presenti in rete, alla "semplice" esigenza di restare al passo con le nuove tecnologie, le ragioni per cui musicisti ed etichette discografiche devono curare la propria immagine online sono molteplici.

Quello musicale, infatti, è uno dei tanti settori industriali che sono stati maggiormente coinvolti dalla rivoluzione digitale: basti pensare ai formati per diffondere e ascoltare album, EP e singoli, che per il grande pubblico sono perlopiù digitali, dagli MP3 per lettori e iPod di qualche anno fa, ai servizi streaming come Youtube Music o Spotify di oggi. Già nel 2017, infatti, questi ultimi contavano circa 100 milioni di utenti abbonati. I supporti e la distribuzione “fisici” dei brani sono ormai soprattutto pezzi da collezione, uscite riservate a occasioni speciali o edizioni limitate. Il digitale, anche per chi crea e produce musica, è ormai un linguaggio universale.

Questo cambiamento rende necessario, dunque, un serio approccio al web marketing, da parte degli addetti ai lavori - magari in coordinamento con i "vecchi media" come la radio -, per presentare le proprie opere a nuovi ascoltatori, fidelizzare quelli già raggiunti rendendoli prima fan passivi e poi attivi advocates capaci di "evangelizzare" altre persone con il passaparola, e di generare ulteriori ricavi dall'acquisto di prodotti correlati ed eventi.

Ecco, dunque, qualche utile consiglio per chi aspira a raggiungere uno o più di questi obiettivi, grazie non solo al talento artistico, ma anche a una buona strategia online.

 

Creare il proprio brand

Come interpreti, autori o produttori, è bene strutturare la propria immagine pubblica valutandone ogni aspetto, creando un'identità unica e quanto più possibile attinente con il proprio carattere nel privato. Già da tempo, infatti, sia in rete che offline, si è reso di quanto i contenuti pubblicati siano efficaci, se emozionali, personali e coerenti con l'idea che si vuol dare di sé, per creare un contesto in cui inserire la propria opera, per renderne fertile la promozione

Chi li guarda – e pure li ascolta, in questo caso – infatti, deve avere dei "ganci" per sentirsi ancor più emotivamente connesso con chi crea o promuove l'arte. La persona diverrà, quindi, brand e, con ciò che rappresenta, testimonial della propria opera, per moltiplicarne gli effetti su chi la ascolta. 

Lavorare su tali  aspetti implica, dunque, l'allineamento dell'immagine personale con quella musicale, in uno storytelling digitale integrato, da veicolare, in modo differenziato, ma coordinato, su ogni canale promozionale prescelto, dal sito web a Facebook, Instagram, TikTok, calibrando ogni dettaglio: dal modo in cui vengono redatte le caption, al taglio delle immagini e dei video, alla scelta dei momenti da raccontare

Quanto a quest'ultimo aspetto, si può valutare di condividere qualche dettaglio della propria quotidianità, dei backstage di una serata o della sala di registrazione, cover o commenti sulla base di ispirazioni, collaborazioni o scambi di battute con non-musicisti che abbiano una base di pubblico simile, commenti personali (pertinenti e non retorici) su fatti di attualità, costruendo una narrazione riconoscibile e accattivante.

 

Distribuire la propria musica (non solo sui social e su Youtube)

Così come scrittori e giornalisti freelance possono trovare notorietà ricercando e intercettando la propria nicchia di pubblico mediante un blog o articoli e storie pubblicati su testate e piattaforme terze, allo stesso modo musicisti e produttori indipendenti possono caricare i propri brani musicali non solo su Youtube - rafforzandoli con un video di qualità e molto lavoro SEO e Ads - e sui social (ottimi per la spinta con inserzioni, ma soprattutto utile per teasing, contenuti speciali e dietro le quinte), ma anche su piattaforme utili a intercettare potenziali fan e colleghi con cui collaborare e spalleggiarsi

A chi ancora non vuole (o può) lanciarsi sugli store o giocarsi subito carte come Spotify, suggeriamo di valutare il portale americano Bandcamp, che permette agli artisti iscritti di condividere e vendere musica, offrendo un buon controllo sulle tariffe e garantendo accesso costante a statistiche utili per verificare dove e come la distribuzione stia procedendo. Lo stesso possono fare le etichette discografiche, cui spetta un servizio specifico: mentre gli artisti possono registrarsi gratuitamente, per le piccole labels è previsto un abbonamento mensile che varia in base alla quantità di musicisti promossi

Ancora, segnaliamo Soundcloud, nato in Svezia e molto popolare in tutto il Mondo, con 175 milioni di utenti mensili attivi nel 2019. Anch’esso, come Bandcamp, propone registrazione e utilizzo gratuiti o abbonamenti mensili. Una sua funzionalità molto apprezzata è quella che permette di embeddare un lettore musicale direttamente sul proprio sito, attraverso un widget, oppure di condividere le creazioni parallelamente su Facebook, Youtube e compagnia... suonando.

 

Finanziarla con il crowdfunding musicale

Il crowdfunding è una strategia di raccolta fondi affidata a piattaforme digitali specifiche. Tra le più popolari, si annoverano Kickstarter, GoFundMe o Indiegogo, e tutte condividono le stesse modalità: chi sceglie di sottoporre un progetto, compila una pagina di presentazione specifica, che permette agli utenti interessati di contribuire alla sua realizzazione con varie somme di denaro; in funzione del contributo donato, ogni utente riceve un regalo di ringraziamento da parte dei promotori del progetto.

Molti musicisti emergenti o che vogliono restare "liberi" da contratti vincolanti o dalle logiche delle major, per sostenersi, scelgono di affidarsi alle varianti di questi portali dedicate agli artisti, come Patreon, tramite cui si può venir sovvenzionati dai propri fan, che diventano novelli mecenati, in cambio di contenuti sempre nuovi o dedicati, e Musicraiser, fondato in Italia. Quest'ultimo conta già decine di migliaia di raisers che ogni giorno esplorano le varie campagne di raccolta, scegliendo progetti da seguire, apprezzare e sostenere. I portali, solitamente, non chiedono alcuna fee di iscrizione, ma si limitano a trattenere una commissione in percentuale sulle donazioni.

Se si sceglie di affidarsi a uno di questi servizi, è fondamentale curare al meglio la propria pagina progetto, evidenziarla sul proprio sito web e spingerla sui social, su Youtube e sugli altri portali utilizzati, al fine di canalizzare su di essa tutti gli utenti interessati alle proprie opere.

Questi pochi consigli si limitano a riepilogare tre step fondamentali legati alla promozione digitale di chi lavora con la musica. Una strategia web efficace e foriera di risultati - in termini di pubblico, donazioni e vendite non solo di brani, ma anche di contenuti extra, merchandising ed eventi - si compone di questi e molti altri fattori correlati tra loro. Se vuoi saperne di più o ricevere supporto per far conoscere la tua arte o quella che ami e promuovi, contattaci: potrai ricevere una consulenza gratuita.

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.


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Ultimo aggiornamento: 2020-09-27 16:53:30 | 91.208.130.85