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23.07.2020 - 13:220

Co-marketing: che cos’è e perché può determinare il successo di professionisti e aziende

Ecco come i brand - anche locali - possono collaborare con successo e acquisire nuovi clienti nei rispettivi mercati

Unire le forze, se nelle condizioni e con le premesse corrette, è sempre una buona idea. È proprio a questo che si riferisce il concetto di “co-marketing”, abbreviazione di cooperative marketing.

Nello specifico, si tratta proprio di una collaborazione regolata da un contratto, in cui due o più aziende o professionisti scelgono di creare una partnership, sfruttando le rispettive caratteristiche e risorse in sinergia, con lo scopo, quindi, di moltiplicarne il valore, per ottenere più successo sul mercato.

Un accordo piuttosto formale, dunque, che stabilisce la durata della collaborazione, le modalità di esecuzione, i contenuti da creare e pubblicare, altre clausole da rispettare, le condizioni per lo scioglimento o il rinnovo e, soprattutto, gli obiettivi da raggiungere: la definizione di questi ultimi, in particolare, è fondamentale, poiché devono essere comuni o comunque condivisi dalle realtà parte dell’accordo, per muoversi in modo coordinato - e compatibile con le rispettive identità - verso i rispettivi target.

 

Come funziona il Co-Marketing? Ecco alcuni esempi

È difficile individuare con certezza ogni sfumatura e tipologia di collaborazione tra brand, poiché variano molto, al variare di molteplici fattori. Tuttavia, sulla scia di Inside Marketing, magazine online specializzato ella comunicazione digitale, possiamo intanto permetterci di suddividere quattro differenti modalità di co-marketing, basate rispettivamente su ciascuna delle famose “4 P” del marketing strategico: product, promotion, price e place.

 

  • - Co-marketing di prodotto (o di servizi)

In questo caso, la collaborazione si risolve nella creazione di un prodotto o di un servizio, per l’appunto, in cui entrambi i marchi sono coinvolti. Si tratta, quindi, di presentare al mercato un’idea nuova che unisca entrambe le influenze.

Un esempio molto fortunato di co-marketing di prodotto è stato il Philadelphia Milka che, nonostante alcuni scettici fossero poco convinti dell’abbinamento, si è inserito per qualche tempo in competizione con prodotti del calibro della Nutella Ferrero. In questo caso, volendo essere specifici, si è trattato di un co-marketing comunque “interno”, poiché entrambi i brand presi in causa fanno parte del conglomerato Kraft.

La stessa strada è stata seguita anche da alcune case automobilistiche, in collaborazione con famose firme d’alta moda. Un esempio su tutti: l’edizione limitata della Fiat 500 brandizzata Gucci, un prodotto che aveva l’obiettivo di dare ulteriore lustro a questo modello d’auto, attraverso l’elevato posizionamento del marchio di alta moda, per colpire, quindi, una nicchia di potenziali acquirenti fashion victim di età trasversale.

 

  • - Co-marketing di promozione

In questo caso, i brand, invece, si impegnano a promuovere vicendevolmente i rispettivi marchi, allo scopo di costruire o dare maggiore solidità all’awareness del pubblico nei loro confronti. Una delle parti in causa, quindi, concede spazio all’altra in contenuti di varia natura, sui propri canali, praticamente condividendo i propri utenti affezionati, che sono magari simili, in età e interessi, a quelli dell’azienda ospite. L’operazione, ovviamente, può essere ricambiata in termini commerciali o di “restituzione di visibilità”, ma il legame tra i marchi resta comunque visibile agli occhi degli utenti, e deve essere ben pensato.

È ciò che succede quando McDonald’s, nei suoi Happy Meal, offre in regalo dei piccoli gadget legati ai film Disney in uscita, facendosi vettore di quest’ultimo marchio. Un’altra formula usata molto di frequente è quella dei contest: l’azienda dolciaria italiana Motta, ad esempio, ha organizzato, pochi mesi fa, un concorso grazie al quale, giocando online attraverso dei codici trovati sulle confezioni delle merendine, gli utenti avrebbero potuto vincere un paio di Air Pods della Apple. Queste ultime, ovviamente, sono state debitamente mostrate sul sito del prodotto, sui canali social e sulle confezioni.

 

  • - Co-marketing di prezzo

Anche conosciuto come “bundling”, consiste nella vendita abbinata di più prodotti/servizi di brand diversi a un prezzo scontato. Utenti e consumatori attuali o potenziali di entrambi, di conseguenza, saranno stimolati dal possibile risparmio ad acquistare questi “pacchetti” coordinati.

Si tratta di una tecnica molto popolare, sia online che offline, a cui potreste aver assistito durante l’acquisto di un biglietto aereo: spesso, infatti, queste compagnie colgono l’occasione e l’interesse dell’acquirente del volo per proporre soggiorni in hotel a prezzo ridotto o altri optional, come il noleggio di un’auto nel luogo di arrivo.

 

  • - Co-marketing di distribuzione

State facendo la spesa nel supermercato di una catena della grande distribuzione: arrivate alla cassa e, osservando gli articoli esposti, notate coupon regalo per viaggi, ricariche o buoni acquisto per servizi digitali. Decidete quindi di approfittare dell’occasione e di comprarli.

Si tratta di un esempio popolare di questo tipo di co-marketing: la GDO mette a disposizione di altre aziende i propri canali e le proprie location di vendita. Il risultato sarà una maggiore e più eterogenea offerta da parte di chi distribuisce, e una presenza più capillare ed efficiente per i brand che mettono a disposizione il prodotto in vendita.

 

Così come esistono queste e altre tipologie di co-marketing, ci sono moltissime opportunità che questa strategia può mettere a disposizione. Anche – e soprattutto – perché non è necessario essere un grande brand per metterla in pratica: il co-marketing è tranquillamente applicabile e gestibile pure dalle piccole realtà territoriali o regionali, dai business ancora in crescita e dai singoli professionisti.

Se queste soluzioni stuzzicano il vostro interesse e volete scoprire insieme a noi come metterle in pratica con successo, contattateci per una consulenza gratuita: avrete a disposizione un parere esperto e delle idee strategiche confezionate su misura per voi.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.


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