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LUGANO
28.11.2018 - 15:410

Quando il dipendente diventa testimonial

Un’azienda produce un’immagine positiva all’esterno quando i suoi dipendenti sono felici. E questa positività ha spesso generato un’ottima pubblicità

 

Trattare i dipendenti come i propri migliori clienti. Un mantra semplice a dirsi, ma veramente difficile da rispettare al 100%.

Eppure, lo stato di salute di un’azienda si evidenzia anche dal grado di soddisfazione delle sue risorse umane. Sia che il loro feedback sia positivo, sia negativo, la realtà all’esterno emerge sempre.

E i clienti, quando vengono a sapere di condizioni di lavoro dure o comunque non rispettose di un trattamento dignitoso, reagiscono spesso e volentieri.

Chi sa di avere il team dalla propria parte, invece, cerca di sfruttare la voglia di andare al lavoro come un asset. Ecco emergere, quindi, negli ultimi anni numerose iniziative (non sempre di carattere promozionale) con lo scopo, a volte esplicito, a volte implicito, di aumentare la propria Brand Awareness.

Ecco 5 celebri esempi:

  1. Virgin: ferie illimitate ai dipendenti, cancellazione dell’orario di lavoro, “digital detox” per due ore a settimana, paternità pagata. Un sogno? No, le idee messe in pratica da Richard Branson, fondatore del colosso Virgin. Visionario o precursore, il suo pensiero
    sull’organizzazione aziendale ha sempre fatto notizia. Le direttive di Branson hanno spesso inaugurato dibattiti pubblici e serie riflessioni sul mondo del lavoro. Il ritorno di immagine è sempre stato di grande impatto. Lo slogan aziendale “Happy employees, happy customers, happy investors” sintetizza perfettamente il concetto.
  2. Zappos: il colosso e-commerce statunitense specializzato in calzature, ha messo al centro della sua vision aziendale la felicità. Il payoff “Delivering happiness” ha fatto scuola in tutto il mondo. E, oltre alla felicità regalata ai clienti, nelle immagini del sito e dei social di questa realtà emergono istantanee di vita lavorativa che riconciliano con l’umanità.
  3. Ferrero: la multinazionale dolciaria con sede ad Alba, in Italia, ha spesso fatto notizia per la gratificazione dei dipendenti, come un premio di produttività spalmato in quattro anni per tutti i lavoratori di uno stabilimento situato nel meridione. Ma, più di ogni altra cosa, ha avuto visibilità lo spot del 2016, “Da 70 anni la qualità prima di tutto”, che ha coinvolto, con uno stile molto realista, numerosi membri del team.
  4. Lidl: molti ricorderanno, su strade e mezzi pubblici, la pubblicità della dipendente Lidl con delle banconote svizzere in mano: era la campagna del 2013 che annunciava il salario minimo a 4.000 CHF (poi ulteriormente aumentato nel 2016). Così come fece la notizia di rinunciare all’apertura dei suoi supermercati il 24 Dicembre nel 2017. Qualcuno ha storto comunque la bocca, ma la maggior parte dei feedback sono stati positivi.
  5. Easyjet: in netta contrapposizione alla pessima fama che il suo maggior competitor si è fatta in temi di gestione delle risorse umane, la compagnia low-cost inglese ha sempre tenuto a distinguersi in maniera opposta. Oltre a trattamenti in linea con le aspettative dei dipendenti, Easy Jet, in molti aeroporti internazionali, ha affisso dei manifesti con protagonisti i componenti dell’ampia crew. In molti, quando devono scegliere con quale compagnia volare, valutano molto anche questo aspetto.

Articolo a cura di Clublab Sagl, siti web e grafica in Ticino

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