La crisi nei cieli

Il volo di Darwin è si è concluso con il fallimento. Ma la storia della compagnia è ancora piena di ombre. Abbiamo raccolto le testimonianze di chi sugli aerei ci lavora

LUGANO - Le turbolenze durano ormai da tempo. E a farne le spese sono, come sempre, passeggeri e personale di bordo. Sballottati e strapazzati, su un aereo che non si sa se atterrerà, quando, e dove. Rischia di finire senza nemmeno una pista d'atterraggio il volo di Darwin Airline: decollata nel 2004, la compagnia "di bandiera" ticinese ha dichiarato fallimento il12 dicembre 2017. Ora l'esistenza stessa dell'aeroporto di Lugano-Agno è in discussione. Da terra i politici levano voci discordanti su come gestire la crisi.

Le testimonianze - Nel mezzo della tempesta perfetta, però, cosa dice chi si trova ancora a bordo? La paura - anche di parlare - non è mai stata tanta tra i lavoratori dell'aviazione in Ticino: tio.ch/20minuti ha provato a intervistarli, per capire meglio un settore da sempre poco abituato ai riflettori. Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni dipendenti, sotto garanzia dell'anonimato (tre hostess, due piloti, un comandante), ma anche dei rappresentanti dei sindacati Ocst e Ssp/Vpod e di due dirigenti d'azienda: il direttore dell'aeroporto Maurizio Merlo e il Ceo di Darwin, Klaus Platzer. Ne esce un quadro poco rassicurante, e quanto mai lontano dall'immagine idilliaca che il settore ha conservato fino a tempi recenti.  

I fatti

Darwin è fallita: il 12 dicembre durante l’assemblea del personale, il Commissario Guido Turati ha annunciato la revoca della moratoria e il decreto di fallimento. Il 27 novembre la compagnia aveva inoltrato al tribunale la richiesta di moratoria concordataria. Il giorno seguente i velivoli erano rimasti a terra per ordine dell’Ufficio federale di aviazione civile (Ufac), ma due giorni dopo il pretore di Lugano Patrizia Zarro aveva deciso di concedere la moratoria concordataria.

Ma come siamo arrivati a questo punto? - Darwin Airline viene fondata il 12 agosto 2003 dall’allora presidente Franco Mosè. Il primo volo Lugano-Ginevra decolla il 28 luglio 2004, con ai comandi l'allora pilota Maurizio Merlo. L’8 settembre 2004 viene introdotto il collegamento Lugano-Roma e l’anno successivo lo scalo luganese ha connessioni dirette anche con Parigi, Londra e Berna. Nell’ottobre del 2009 Darwin ingloba la manutenzione a Lugano e tredici mesi dopo rileva le rotte di FlyBaboo, operative da aprile 2011. Il 1. gennaio del 2012 Maurizio Merlo assume la funzione di Ceo di Darwin.

Venti di crisi - Nell’estate dello stesso anno Darwin lancia un programma di ristrutturazione aziendale: viene introdotto il lavoro ridotto per circa il 30% dei 210 dipendenti e saltano la Genova-Ginevra e la Ginevra-Lussemburgo. Il 5 novembre del 2012 viene tagliata anche la rotta Lugano-Roma.

Arriva Etihad - Un anno dopo, il 17 novembre del 2013, Darwin Airline diventa Etihad Regional. La compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti acquisisce il 33,3% della compagnia ticinese, che modifica il suo brand. Il cambiamento diventa operativo il 1. giugno 2014, quando Etihad Airways lancia il volo giornaliero da Abu Dhabi a Zurigo. L’8 agosto viene firmato un accordo strategico tra Etihad e Alitalia. 


 

La compagnia sottosopra - È il 2017 l’anno nero. Il 20 luglio Darwin diventa slovena. Il consiglio di amministrazione e gli azionisti concordano la vendita delle azioni a una società svizzera sussidiaria del vettore sloveno Adria Airways, proprietà della 4K Invest del Lussemburgo. Il Ceo Maurizio Merlo si ritira e viene sostituito da Heinrich Ollendiek, di Adria Airways. Il 1. settembre torna il volo Lugano-Roma. Il 13 ottobre vengono annunciati 20 licenziamenti, si scoprirà poi che saranno 15 i posti di lavoro tagliati. Il 23 novembre Darwin annuncia il taglio dei voli per Roma e Ginevra da gennaio 2018.

 E ora?

Il seguito è storia degli ultimi giorni. Il 12 dicembre la moratoria concordataria chiesta il 27 novembre è stata revocata e il commissario Guido Turati ne ha decretato il fallimento. Il 21 dicembre il Ministero Pubblico ha comunicato l'apertura d'ufficio di un procedimento, per ora contro ignoti, in relazione al fallimento della società. L'inchiesta intende chiarire se sono stati commessi o meno dei reati fallimentari.

Il giorno X - Il 27 novembre 2017 è una data che i dipendenti di Darwin ricorderanno a lungo. Quella mattina avrebbero dovuto incassare lo stipendio del mese. Invece hanno ricevuto una mail in inglese firmata dal Ceo Klaus Platzer – che non parla italiano – in cui si spiegava che la compagnia aveva presentato al Tribunale un'istanza di moratoria concordataria. Tradotto: niente salario. E neanche gli stipendi del mese successivo (dicembre) erano garantiti. 

Volano e-mail – La comunicazione è arrivata via e-mail ad alcuni membri del personale mentre erano in servizio. Alcuni stavano volando, o erano sul punto di decollare. «Quelli in servizio sono stati avvisati dai colleghi via sms che gli stipendi non erano arrivati» spiega una hostess.

«Nessuna strategia» - Anche la notizia del grounding temporaneo, il giorno dopo, è «piovuta letteralmente dal cielo» hanno raccontato alcuni piloti a Tio.ch. «Ritengo che la compagnia abbia adottato una pessima strategia di comunicazione. In realtà, l'impressione è che non avessero nessuna strategia, né di comunicazione, né gestionale» ha raccontato un impiegato che, due giorni dopo il grounding, ha cessato il rapporto di lavoro con Darwin.

Notizie last-minute - Tutti i dipendenti intervistati, così come i sindacati, puntano il dito contro le comunicazioni «lacunose» e last-minute ricevute dalla compagnia. «Il 28 novembre avremmo dovuto volare nel pomeriggio» raccontano ad esempio due piloti con base a Lugano. «Abbiamo ricevuto notizia del grounding via sms, da alcuni colleghi. È irrispettoso». Ma Darwin avrebbe commesso leggerezze pericolose anche per la sicurezza dei passeggeri. 

Notizie pericolose

Comunicare a un equipaggio, e in particolare ai piloti, notizie delicate riguardanti la vita privata durante un volo, è una prassi quantomeno temeraria. Andreas Lubitz, il co-pilota della Germanwings che causò la tragedia del 24 marzo 2015, era stato lasciato pochi giorni prima dalla fidanzata. Quanti di noi si sentirebbero sicuri, a prendere un aereo il cui comandante sta per ricevere una mail di licenziamento a 10'000 metri d'altezza? È più o meno la situazione in cui si sono trovati i passeggeri del volo Adria Vienna-Lubiana del 24 novembre: naturalmente, non lo sapevano.

Stress a bordo - Durante lo scalo l'equipaggio di Darwin ha ricevuto una comunicazione «che ci lasciò tutti preoccupati» racconta una hostess. «Ci hanno informati che il giorno successivo non avremmo lavorato. La motivazione? L'aereo su cui volavamo doveva rientrare in Germania, per cessare l'attività». I dipendenti, che fino a quel momento erano sicuri di lavorare almeno fino alla fine del 2017, si sono trovati a volare con una grande incognita.  

L'Ufac: «Tutto in regola» - Forse proprio l'incertezza delle condizioni contrattuali ha spinto l'Ufac alla mossa (prudente) di sospendere i voli? Da noi contattato, l'Ufficio federale dell'aviazione spiega che «per quanto riguarda le comunicazioni interne di Darwin e la relativa sicurezza, l'Ufac non ha identificato azioni che sarebbero state vietate alla compagnia aerea e che avrebbero compromesso la sicurezza».

 «Mi tremavano i bicchieri in mano» - Quel che è certo, è che il clima sugli aerei Darwin in quei giorni è quanto mai teso. «Sono notizie che sconvolgerebbero chiunque. Mi cadevano i bicchieri di mano, ho fatto fatica a portare mia figlia a scuola» racconta la hostess, che a novembre ha semsso di fatto di lavorare. 

Al lavoro senza stipendio - Diversa la sorte degli equipaggi in prestito ad Adria Airways. Al personale di stanza a Ginevra il 28 novembre è arrivata un'altra e-mail, in cui la direzione chiedeva ai dipendenti di continuare a lavorare anche senza stipendio. «Dovremo volare pur non avendo ricevuto la paga di novembre» ha spiegato una hostess raggiunta al telefono a Ginevra. «È una richiesta indecente, ma non abbiamo altra scelta». La notizia è stata confermata a Tio.ch dal sindacato Ssp/Vpod, che segue il personale Darwin nella città di Calvino.

Dumping ad alta quota

A proposito di salario: non è che le cose andassero benissimo nemmeno prima, in realtà, ai dipendenti di Darwin. Gli stipendi praticati dalla compagnia ticinese sono «i più bassi del settore in Svizzera» segnala Jamshid Pouranpir dello Ssp/Vpod. Dalle interviste con i dipendenti, emerge una fotografia ben diversa dall'immagine idilliaca tradizionalmente associata al settore.

Un mito da sfatare - Stipendi a cinque cifre, giorni liberi, uno status sociale invidiabile. I miti sull'aviazione cadono uno a uno, parlando con gli ormai ex dipendenti della compagnia. «Quando dico che lavoro sugli aerei la gente pensa ancora a chissà quali privilegi. La verità è ben diversa» racconta una hostess assunta nel 2008 dalla compagnia FlyBaboo. Il suo salario iniziale era di 4'200 franchi. Nel 2011 è passato a 4'060 franchi, quando FlyBaboo fu acquistata da Darwin.

  

Stipendi a ritroso - «Con il passare del tempo le condizioni sono peggiorate, anziché migliorare» spiega la donna. Le sue colleghe appena assunte dichiarano un salario di 3'850 franchi lordi a tempo pieno. Nessuna ha la tredicesima. «Sono stipendi con cui in Svizzera si sopravvive appena. Ma personalmente non avevo altra scelta» ammette la hostess.

E i piloti? - Non è che ai piloti vada tanto meglio. «Il nostro salario è stato prima decurato del 10 per cento, poi bloccato per cinque anni fino al 2016» spiega un pilota Darwin con sei anni di servizio e il grado di comandante. La paga? 7'080 franchi lordi, niente tredicesima. «Un mio omologo alla Easyjet guadagna un terzo in più, lo so» si rammarica. Forse per questo il turn-over nella compagnia è sempre stato decisamente alto. «Nei 12 mesi prima dell'arrivo di Adria se ne sono andati una cinquantina di colleghi, poi sostituiti a minor costo» calcola il comandante. 


«Meglio che in Italia» -
«Quello presso Darwin è stato il primo contratto per me» racconta un 25enne trasferitosi a Varese dalla provincia di Lodi e assunto da Darwin nella primavera 2017. «Aspettavo da tre anni un'occasione. Tre anni a casa senza lavoro». Il collega italiano ha 27 anni e qualche esperienza in più, presso Ryanair. Il colosso low-cost irlandese ha importato nell'aviazione il “modello McDonald”.  Molti piloti vengono pagati solo per le ore di volo. Di recente la compagnia è finita nella bufera ed è stata costretta a cancellare centinaia di voli.Frontalieri dei cieli - Lo stipendio dei co-piloti (o primi ufficiali) partiva invece da 4'500 franchi al mese. Ma per qualcuno è un ottimo salario. «È uno stipendio superiore alla media in Italia» raccontano due co-piloti con permesso G residenti in provincia di Varese. Entrambi hanno pagato «attorno ai 30'000 euro» per la formazione da pilota oltre confine, presso istituti privati. «Dobbiamo assolutamente lavorare per rientrare della spesa, ma non è facile» spiegano. «Il mercato europeo offre poco». 

«Siamo usciti dal precariato» - Ai due piloti frontalieri Darwin aveva offerto 3 mesi di formazione gratuita e un contratto a tempo indeterminato. «Una cosa rarissima in Italia, dove ormai tutte le compagnie offrono contratti precari di uno, due anni poi rinnovabili» raccontano. «In Ticino siamo usciti dal precariato»
 

Il confronto con Swiss 

Abbiamo intervistato una hostess di Swiss (che ha una cinquantina di dipendenti in Ticino) per confrontare le condizioni salariali e di lavoro. Dopo 6 anni di lavoro, la paga della nostra interlocutrice è di 4'000 franchi lordi a tempo pieno, più «400-800 franchi di rimborsi spese, in base ai turni». Certo, è meglio che in altre compagnie: «Ma anche i nostri stipendi sono stati congelati per due anni» racconta la 30enne. Anche Swiss ha introdotto misure di risparmio in tempi recenti – come la riduzione dei rimborsi spese – ma a fare la differenza è (anche) la pianificazione dei turni.


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I piani di lavoro - Giorni e orari di lavoro sono importanti, in un mestiere dove «si è continuamente sballottati da un continente all'altro, da un fuso orario all'altro». Il jet-lag è un problema: «Ho colleghi più anziani che dormono da anni pochissime ore per notte, alla lunga il corpo ne risente» racconta la hostess di Swiss. La compagnia zurighese però gestisce la pianificazione «in modo piuttosto efficiente» ammette la dipendente. «C'è una certa flessibilità». Inoltre, aggiunge, «i giorni di volo ci vengono comunicati con un minimo di un mese d'anticipo e sono modificabili in base alle nostre esigenze». 

Nessun preavviso - Alla Darwin (che opera solo voli locali) la situazione è diversa. «Negli ultimi quattro mesi non ho mai ricevuto una volta i piani di lavoro con più di una settimana di anticipo» raccontano i dipendenti. «Con l'arrivo di Adria le cose sono peggiorate. I piani di lavoro per il mese successivo ci arrivavano anche uno, due giorni prima del volo» racconta una hostess.

I 78 dipendenti italiani

Un altro nodo problematico, nella matassa Darwin, sono i dipendenti italiani. Non i frontalieri, ma il personale assunto direttamente oltre confine, con contratto italiano. Sono 78 persone: e il loro futuro è quanto mai incerto.

 «La fregatura» - Qui gli stipendi fino a settembre 2017 si aggiravano sui 2'400-2'600 euro netti al mese (in base all'anzianità) più le diarie, per una hostess. Ma il 29 settembre Darwin ha intimato ai dipendenti con base Roma di firmare una modifica del contratto: «Implicava il passaggio a un contratto svizzero, con cambio di salario e trasferimento a Lugano» racconta una di loro. Il salario in realtà era al ribasso. 

Le condizioni di lavoro – La nostra interlocutrice, una mamma single sulla quarantina, non ha accettato il trasferimento a Lugano. La nuova “proposta” prevedeva circa 3'000 euro di stipendio, «che in Svizzera non bastano per vivere dignitosamente» afferma. La hostess avrebbe dovuto continuare a lavorare fino al 31 dicembre, ma a condizioni «durissime» spiega. A cominciare dai turni. «Facevamo anche 4-6 tratte al giorno. Era schiavismo. Lavoravamo perfino 6 giorni di fila contando anche le riserve»  racconta la donna. «Il più delle volte, nell’ultimo giorno del mio turno, scoprivo che invece sarei tornata a casa solo il giorno successivo. Per chi a casa ha una famiglia non è facile vivere così e organizzare tutto a distanza». 

Il piano (sociale) che non c'è – Per 70 dipendenti Darwin su 78, in Italia, si apre ora la porta della disoccupazione (800 euro al mese). Ma in base alla legge italiana, la filiale di Darwin oltre confine avrebbe potuto chiedere a Roma delle misure speciali (cassa integrazione e mobilità: 1'500-1'600 euro al mese). I dipendenti italiani si sono rivolti ai sindacati Uilt e Anpav di Roma. Con loro avevano mandato all’azienda la procedura di raffreddamento, invitandola ad aprire con i dipendenti un piano sociale. 

L'azienda rassicura

 C'è un "fil rouge" in tutta questa storia e ha un nome e cognome: Maurizio Merlo. L'ex pilota ticinese era al comando del primo volo Darwin nel 2004. È stato Ceo dell'azienda dal 2012 a luglio scorso, e dal 1. dicembre è il nuovo direttore dell'aeroporto di Lugano. Quando si è dimesso da Darwin Merlo ha trasmesso una comunicazione ufficiale ai dipendenti italiani rassicurandoli sul fatto che «l'impatto con la chiusura di base a Roma non sarebbe stato violento». In realtà era l'inizio della fine.

«L'azienda era sana» - Cosa dice oggi Merlo? Contattato da Tio.ch/20minuti, il manager si è detto «sorpreso» del (quasi) fallimento di Darwin.  «Io ora ho girato pagina. Ma alla 4K Invest abbiamo consegnato una compagnia pulita, senza debiti e con liquidità. Non so cosa abbiano combinato in quattro mesi».

No comment - Abbiamo girato la domanda al nuovo Ceo Klaus Platzer, nei giorni precedenti il fallimento. Sullo stato dei conti della compagnia, al momento del passaggio di consegne, Platzer si è limitato al "no comment". Sottolinea però come «da quasi subito sono emerse criticità inaspettate, che non avevamo previsto». 

Colloqui individuali - Anche sul numero di dipendenti che, a partire da dicembre, hanno abbandonato la compagnia Platzer glissa. E sugli errori di comunicazione: «Di volta in volta abbiamo comunicato ai dipendenti l'emergere dei problemi, appena ne abbiamo avuto notizia. Ero e rimango a disposizione per chiarimenti individuali, a chi voglia chiedermeli di persona». 

I sindacati: gestione fraudolenta - Non è stato possibile raggiungere i vertici dell'azienda dopo la notizia del fallimento. Il sindacato Ocst, a questo punto, lancia un'accusa pesante: «La società 4K Invest non ha mai messo un franco dentro Darwin, si è trattato di un'operazione puramente speculativa» secondo il sindacalista Lorenzo Jelmini, che aggiunge: «Siamo di fronte a un caso evidente di bancarotta fraudolenta. Ci auguriamo che la Procura di Lugano persegua d'ufficio gli autori di questa speculazione ai danni dei lavoratori». Staremo a vedere. 

 

 

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