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04.09.2018 - 17:310
Aggiornamento 17:55

Rebranding: rifarsi va di moda

Negli ultimi anni, in tutti i settori, moltissime aziende hanno deciso di rifarsi il look. Ecco 5 esempi significativi

 

Il branding è l’arte di rendere un determinato segno grafico un simbolo che rappresenti un’azienda, un prodotto, un servizio. È l’arte di legare il consumatore ad una sensazione, un’esperienza, un’emozione, in maniera che egli si identifichi col marchio.

In alcuni casi, quando un’azienda decide di cambiare target, strategia di comunicazione e/o linea di prodotti, lo stesso brand può essere rimesso in discussione: in questo caso si parla di rebranding.

Il rebranding può avere diverse scale di intensità: a volte si tratta di un leggero refresh (magari per stare al passo con i tempi); in altri casi costituisce un nuovo “anno zero” della vita aziendale.

Negli ultimi anni sono tantissimi i casi di rebranding da poter citare, vediamone alcuni tra i più famosi e che si sono dimostrati esempi di successo!

1) Burberry
Burberry è un fantastico esempio di come un marchio può cambiare la sua immagine con alcune semplici modifiche di marketing.
Il marchio di lusso ed esclusivo che conosciamo oggi non è sempre stato così. Nei primi anni 2000 l'immagine aziendale era stata usata liberamente e in modo non sempre appropriato, e il controllo del marchio commerciale Burberry veniva concesso in licenza a troppi tipi di abbigliamento e prodotti. Tra l’altro, è diventato un abito di uso molto comune tra le gang giovanili inglesi dalla reputazione poco limpida. L'eredità del marchio era stata completamente sfalsata. Inoltre, Burberry sembrava un brand economico e poco attraente. Nel 2001, un nuovo direttore creativo, Christopher Bailey, prese in mano la situazione e iniziò a introdurre nuovi prodotti come costumi da bagno e trench non affiliati a precedenti immagini del marchio. Celebrità come Emma Watson e Kate Moss hanno contribuito a cementare la nuova immagine di Burberry, e ora l'azienda è un marchio di lusso importante, pubblicizzato come simbolo di alta classe e ricchezza.

2) FedEx
Federal Express ha deciso di assecondare una prassi degli utenti che abbreviavano il brand name in “FedEx”, per semplificarlo. Nel 1994 modificò quindi anche il suo logotipo, che diventò un esempio celebrato in tutto il mondo grazie anche al brillante utilizzo dello spazio negativo tra le lettere “E” e “x” che riproduce una freccia.

3) Mc Donald’s
Negli anni '90 e nei primi anni 2000, McDonald's ha cominciato ad essere considerato un marchio che vendeva cibo cattivo e malsano. Il documentario “Super Size Me” e il conseguente cattivo passaparola hanno posto McDonald's protagonista centrale dell'epidemia dell'obesità e le vendite hanno iniziato a crollare. Piuttosto che essere trascinato da questa reputazione indesiderabile, McDonald's ha deciso di evolversi, e da allora ha riversato tanto capitale e sforzi di marketing per cambiare la propria immagine. La catena offre ora opzioni più salutari, tra cui insalate e cibi più freschi e sta rivoluzionando l'aspetto dei suoi locali di lavoro per farli apparire più puliti, moderni e chic. Finora, il marchio sta avendo buoni feedback e continua a svilupparsi.
Più che di rebranding, però, in questo caso si può parlare di recolouring. La celebre “M”, infatti, è rimasta sostanzialmente la stessa; è cambiato il colore di sfondo che caratterizza ormai tutti i ristoranti della catena: un verde scuro che sicuramente risalta meno del precedente rosso acceso, ma che riesce a donare eleganza agli ambienti interni dei locali ed esprime maggiore sostenibilità.
Il packaging, invece, è stato completamente rivisto. Scritte piatte, colori uniformi e forme ben definite rendono i prodotti della linea McDonald’s sempre più distinguibili, con l’obiettivo di trasformarli in “icone” della cultura contemporanea.

4) Instagram
Le cose semplici sono le migliori.
La piattaforma di Social Media è orgogliosa di rinnovarsi in quello che viene definito da tutti un design minimalista, raffinato ed elegante. Il suo app design, piatto, colorato con un gradiente dai toni caldi, è sicuramente un grande cambiamento rispetto al classico logo della fotocamera polaroid vintage.
Gli utenti inizialmente non erano contenti del nuovo logo.
Tre mesi dopo, nessuno si ricordava davvero di come appariva la vecchia versione dell’icona di Instagram.
Ancora qualche tempo e gli Instagrammers non ricorderanno nemmeno che c'era un'altra icona.

5) Apple
Nessun articolo di rebranding sarebbe completo senza menzionare Apple, forse una delle migliori storie di rebranding della nostra era. Nei primi anni '90, la Apple soffriva di vendite basse, basso interesse da parte dei consumatori e tonnellate di concorrenza che allontanavano i clienti da loro. Il marchio non reggeva molto, e certamente non si è distinto; almeno fino a quando Steve Jobs ha nuovamente assunto guida della società nel 1997 e ha iniziato a capovolgere le aspettative dei consumatori. Con un'immagine di minimalismo e modernità, una miriade di nuovi prodotti innovativi e una serie di campagne pubblicitarie e di marketing che si concentravano su idee ed esperienze più che su prodotti o acquisti, Apple è stata in grado di attrarre una base di clienti diversificata e cementarsi come leader di pensiero nel settore tecnologico. Oggi ogni prodotto di Apple è praticamente diventato un oggetto di culto.

Il rebranding non è un’operazione semplice. Non deve essere fatto in maniera superficiale e veloce. Va affidato a dei professionisti che conoscono profondamente la situazione attuale dell’azienda e ne trasforma gli obiettivi in strategie di comunicazione complete e multicanale.

Articolo a cura di Clublab Sagl, siti web e grafica in Ticino

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Ultimo aggiornamento: 2018-12-12 04:39:22 | 91.208.130.86