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LUGANO
02.09.2018 - 07:000

GDPR, tra dubbi e primi effetti

La GDPR europea è ormai realtà. In attesa degli effetti di lungo periodo, ecco cosa è successo fin qui nel mondo digitale

 

Sono passati ormai più di tre mesi dall’entrata in vigore della GDPR, il nuovo regolamento sulla privacy dell’Unione Europea, vincolante per tutti gli stati membri.

Come spiegato in un nostro precedente articolo, la GDPR ha effetti anche nel mondo della comunicazione digitale. In Svizzera, chi ha interessi economici verso l’UE deve adeguarsi alla normativa.

Bene dire che anche la Confederazione sta adeguando la sua legge sulla Privacy, che avrà molti punti di contatto con quella del resto del Continente.

Intanto si possono vedere le prime conseguenze dell’entrata in vigore.

Come si può vedere navigando a caso sui siti italiani e tedeschi (per non parlare di quelli elvetici), in molti non si sono adeguati, sebbene le grandi aziende (quelle potenzialmente più esposte a contenziosi) si sono tutte messe in regola.

Secondo il Reuters Institute, in Europa l’uso di Cookies di terze parti, grazie alla GDPR, è sceso del 22% circa, con un effetto maggiore in Gran Bretagna (45%) e minore in Germania (6%).

Un altro effetto tangibile, è stata la rinuncia (o l’oscuramento) di oltre 1.000 siti d’informazione statunitensi ad essere visibili in Europa. Alcuni di questi sono Chicago Tribune, New York Daily News, Dallas Morning News, Newsday e The Virginian-Pilot.

Dal punto di vista degli sviluppatori di siti web e dei Social Media Marketer, molti dei dubbi avuti all’inizio si sono dissolti.

Tutti i principali Social Media si sono messi alla pari con la GDPR (sebbene restino alcune zone d’ombra, come la co-responsabilità per il rispetto della normativa tra la piattaforma e i gestori delle singole pagine).

Chi crea siti web ormai ha tutti i tool per non avere problemi. Per esempio, i plugin di Wordpress si sono notevolmente evoluti in pochissimo tempo; anche la relativa estensione per l’e-commerce, Woocommerce, è rilasciata per ottemperare a tutti gli obblighi.

Ovviamente, chiunque voglia essere veramente in regola deve scrivere la propria Privacy Policy dettagliatamente, includendo spesso metodi di raccolta dei dati offline.

Resta obbligatoria la Cookie Policy, che diventa solo una parte della più ampia e appena citata Privacy Policy.

Al netto di molti effetti, la GDPR resta ancora poco chiara in molti punti. L’impressione è che una normativa così impegnativa comporti troppi obblighi per i piccoli publisher, poiché è pensata soprattutto per chi gestisce i big data.

Bisognerà comunque attendere altro tempo per avere chiari tutti gli effetti.

Articolo a cura di Clublab Sagl, siti web e grafica in Ticino

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