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ICT ATED TICINOHermès va contro gli NFT

04.02.22 - 08:41
Prima causa legate intentata da Hermès contro le metaBirkins, mentre Prada collabora con Adidas nel metaverso
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Hermès va contro gli NFT
Prima causa legate intentata da Hermès contro le metaBirkins, mentre Prada collabora con Adidas nel metaverso

Il mondo del lusso sta scoprendo il mondo del metaverso, ovvero, un ambiente virtuale di cui l’esperienza di Swiss Virtual Expo ideato da ated-ICT Ticino è ormai paradigma di successo.

In particolare, ci sono due storie di senso opposto che riflettono diverse sensibilità nell’approcciare le nuove frontiere digitali e virtuali. La prima vicenda riguarda Hermès e come riporta Marco Caruccio di Pambianco: «Nei giorni scorsi Hermès ha consegnato al tribunale del southern district di New York una citazione di 47 pagine nei confronti di Mason Rothschild, non-fungible token creator, descrivendolo come uno “speculatore digitale che sta cercando di arricchirsi velocemente”. Rothschild ha messo in vendita cento borse digitali che riprendono le fattezze della celebre Birkin, disponibili all’interno di alcuni marketplace segnalati nel sito metabirkins.com e a dicembre un modello è stato venduto a 42mila dollari». Si tratta di un danno d’immagine rilevante per il marchio di lusso, soprattutto perché in boutique, l’iconica borsa Birkin viene venduta a più di 10mila dollari, come chiosa Business of Fashion. L’episodio apre una serie di interrogativi sulla validità dei marchi registrati, che tutelano l’autenticità nel mondo reale, ma che potrebbero essere aggirati nel metaverso.

Invece, la seconda storia va in direzione opposta e riguarda un altro marchio del lusso, Prada. Infatti, è stata annunciata una nuova collaborazione tra Prada e Adidas Originals. I due brand, già partner per altre collezioni di abbigliamento e accessori, hanno esteso la partnership sbarcando nel metaverso con il progetto Adidas for Prada re-source, che unisce moda, design e crypto arte. Le rispettive audience sono invitate a contribuire al progetto con un’immagine, 3.000 di queste verranno scelte e coniate come NFT.

Tornando, alla vicenda relativa a Hermès, naturalmente, è stata vasta l’eco nel mondo della moda e dell’arte, visto che incrocia i due ambiti attraverso un uso creativo delle tecnologie più innovative del momento, gli NFT appunto, che rispetto all’accordo Prada-Adidas non hanno un accordo congiunto a monte. Anche perché, le borse ideate da Rothschild, seppur caratterizzate da una superficie in eco-pelliccia colorata, riprendono indubbiamente le caratteristiche iconiche della Birkin, motivo per cui Hermès sostiene che il titolo di “artista” non conferisce una licenza per “utilizzarne le fattezze in maniera calcolata, per ingannare il consumatore e indebolire l’abilità di quei segni di identificare Hermès come unica fonte di prodotti venduti sotto il marchio ‘Birkin'”.

Per chi non lo sapesse, come racconta Hermès direttamente sul proprio sito, la Birkin è una borsa iconica, che deve il nome all’attrice inglese Jane Birkin, che ne ha ispirato la foggia. Si tratta di una delle borse più ambite, con lunghe liste d’attesa per averne una, con costi che partono dai 7.000 euro, ma può facilmente superare anche i 100.000. Nel 2017 Christie's ha venduto un raro esemplare dell'iconica bag in coccodrillo bianco per 300.168 dollari, battendo ogni record per una borsa. 

La Birkin

Chi avrebbe potuto immaginare che uno degli oggetti più ambiti degli ultimi decenni fosse nato in aria, nel 1984, durante un volo Parigi-Londra?

L’attrice inglese Jane Birkin, seduta accanto a Jean-Louis Dumas, presidente di Hermès (1978-2006), si lamenta di non trovare una borsa adatta alle sue esigenze di giovane madre.

Creativo nato e dotato di un intuito infallibile, lui disegna subito una borsa capiente, di forma rettangolare, duttile e spaziosa, dotata di un profilo levigato e di cuciture a punto sellaio.

Con, in più, uno spazio dedicato ai biberon!

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