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17.08.2020 - 11:230
Aggiornamento : 20.08.2020 - 11:08

Gli effetti della canicola in Svizzera

Dalle frane alla perdita dei raccolti fino ai decessi nelle fasce più a rischio: la canicola ha conseguenze gravi sulla natura e sulla popolazione svizzera.

A partire dalla rivoluzione industriale alla fine del XVIII secolo, la composizione dell’atmosfera è in costante cambiamento a causa delle emissioni di gas serra: questi intensificano l’effetto serra naturale e portano a un cambiamento climatico percepibile. Il riscaldamento rilevato a partire dagli anni ’50 non è più riconducibile alle variazioni climatiche naturali e la Svizzera fa parte dei Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, il riscaldamento registrato dall’inizio delle misurazioni nel 1864 corrisponde in Svizzera a quasi 2°C ed è quindi il doppio rispetto alla media mondiale (0,9°C). Una conseguenza immediata delle temperature in rialzo è che le estati svizzere diventano sempre più calde. In futuro, il numero di giornate estive in cui il termometro rileva più di 25°C diventerà sempre maggiore, di pari passo con le notti tropicali. Sull’Altopiano in particolare, il numero di giorni di canicola è aumentato in maniera importante. A Zurigo ad esempio l’aumento dei giorni di canicola a partire dal 1960 ammonta a uno o due giorni in più ogni dieci. Qui di seguito vengono presentate le conseguenze dirette della canicola estiva.

Siccità: durante le estati torride, il livello dell’acqua scende. Le estrazioni di acqua supplementari effettuate ad esempio per rispondere al maggior fabbisogno di acqua per l’irrigazione dovuto alla calura, non fanno che abbassare ulteriormente questo livello. Se la portata di fiumi e laghi diminuisce, le riserve d’acqua sotterranee non vengono riempite e di conseguenza la nostra riserva di acqua potabile diminuisce. Secondo WWF Svizzera, anche alle nostre latitudini i periodi di siccità mettono in difficoltà il settore agricolo e aumentano il rischio di incendio nei boschi.

Meno permafrost: il riscaldamento del terreno perennemente gelato in alta montagna, il permafrost, è un processo ormai costante e che presenta effetti a lungo termine. Lo scioglimento del permafrost rende instabili i pendii e aumenta il rischio di frane e cedimenti in montagna.

Cambiamenti nei boschi: faggi e abeti costituiscono il 55 per cento delle specie di alberi presenti in Svizzera. Queste specie hanno tuttavia gravi difficoltà ad affrontare la crescente siccità. Senza sufficiente acqua le piante non possono effettuare la fotosintesi e quindi non possono crescere.
Anche gli abeti bianchi e i pini silvestri devono fare i conti con la siccità e la calura estiva.

Perdita dei raccolti: l’agricoltura soffre molto i periodi di siccità e in futuro i contadini dovranno irrigare le colture sempre più spesso. La coltivazione di specie come il frumento autunnale o le patate diventerà sempre più difficile a causa dell’aumento delle temperature.

Diffusione di organismi nocivi: le specie sensibili al freddo approfittano dei cambiamenti climatici: possono riprodursi più facilmente e lo spazio vitale adatto aumenta. Gli organismi nocivi come il tarlo asiatico del fusto, la dorifora della patata e la cimice si moltiplicano senza ostacoli grazie alle temperature più elevate e ciò presenta un rischio notevole per la fauna e l’agricoltura.

Problemi di salute: specialmente per le persone anziane, la canicola può essere fatale. La causa dell’aumento della mortalità non sono tanto le temperature diurne quanto le notti tropicali quando il termometro segna più di 20°C. Se all’esterno è più caldo del normale, di notte la temperatura corporea non può scendere di 0,5°C o addirittura 1°C come farebbe normalmente. Questo crea problemi ad addormentarsi o a dormire per tutta la notte. Il corpo delle persone più sensibili non può quindi riposare come dovrebbe. Nell’estate torrida del 2003 sono stati registrati 1000 decessi supplementari dovuti alla calura. Secondo i medici, le persone che soffrono di allergie risentono già degli effetti dei cambiamenti climatici. Gli allergologi ritengono che l’aumento della concentrazione di CO2 incrementi in modo significativo la produzione di polline delle piante e causi quindi allergie più acute.

Minore produttività: per l’attività lavorativa il caldo non è solo scomodo. Può causare vertigini, mal di testa o addirittura problemi cardiaci e circolatori. Quando le temperature si alzano, per molti lavoratori diventa difficile concentrarsi ed è quindi più probabile che commettano errori.

 

#NOISIAMOILFUTURO
Il movimento nazionale #NOISIAMOILFUTURO è sostenuto da rinomate imprese svizzere e da SvizzeraEnergia. L’obiettivo è invogliare la popolazione svizzera ad organizzare le proprie giornate in maniera più efficiente dal punto di vista energetico e ad impegnarsi attivamente per i temi dell’energia e della protezione del clima. In qualità di partner media, 20 Minuti sostiene #NOISIAMOILFUTURO con approfondimenti, reportage e quiz.


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Ultimo aggiornamento: 2020-09-27 15:46:14 | 91.208.130.87