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È difficile indicare una cifra chiara in merito al bilancio energetico degli alimenti e i prodotti vegani non hanno necessariamente un bilancio ambientale migliore. Per andare sul sicuro, i consumatori attenti all’ambiente dovrebbero sempre puntare su prodotti di origine vegetale, regionali e di stagione
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26.04.2020 - 13:020

L’alimentazione vegana è positiva per l’ambiente?

Gli alimenti vegetali presentano generalmente un bilancio energetico e ambientale migliore rispetto a carne, latte e uova. È possibile proteggere l’ambiente anche attraverso l’alimentazione?

Anche quest’anno, la Pasqua è stata sfruttata da vegani e ambientalisti per postare sui social media immagini di uova macchiate di sangue, pulcini macinati e polli allevati in condizioni disumane. Gli articoli sull’alimentazione vegana su 20 Minuti scatenano regolarmente accese discussioni. I vegani ritengono che solo grazie a una rinuncia completa ai prodotti di origine animale sia ancora possibile arrestare i cambiamenti climatici e spesso anche le riflessioni sull’etica hanno un ruolo importante nei loro commenti. I carnivori replicano tuttavia che perlomeno la loro bistecca è prodotta in Svizzera, cosa che non si può dire degli hamburger di soia o delle cotolette di quinoa preferite dai vegetariani. La produzione di alimenti a livello mondiale è responsabile di circa il 30 per cento dell’impatto ambientale. Come si presenta il bilancio energetico e ambientale dell’alimentazione vegana?

L’energia grigia degli alimenti è l’energia utilizzata lungo tutto il ciclo di vita di un prodotto. Di questa fa parte ad esempio il calore o l’elettricità utilizzata per la produzione o la trasformazione dell’alimento, il carburante utilizzato per il trasporto, l’imballaggio del prodotto nonché l’elettricità e il calore necessari per l’immagazzinamento, la vendita e la preparazione. Oltre ai produttori degli alimenti, anche i consumatori contribuiscono a influenzare il bilancio energetico di un prodotto ad esempio mediante la scelta del mezzo di trasporto per l’importazione, del luogo d’acquisto, dell’imballaggio e delle possibilità di riutilizzo del prodotto.

La coltivazione di mangime è l’elemento che influisce maggiormente sul bilancio energetico della produzione di carne

Per la carne, l’energia grigia deriva dall’energia totale necessaria per la produzione del mangime per gli animali, per il trasporto in camion, per la produzione dell’energia elettrica per il mattatoio e per le celle frigorifere, per l’immagazzinamento, per la produzione di plastica per gli imballaggi, per la produzione di elettricità per l’illuminazione e per il funzionamento dei frigoriferi nei negozi, per la produzione della carbonella per la griglia e per lo smaltimento degli imballaggi. La maggior parte dell’energia è tuttavia utilizzata per la coltivazione del mangime per gli animali. Sono ad esempio necessarie circa due tonnellate di latte e fieno per allevare un vitello di 200kg di peso vivo. La Svizzera importa annualmente oltre un milione di tonnellate di mangime di cui 300 000 tonnellate sono costituite da soia proveniente per la maggior parte dal Brasile. Secondo uno studio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, l’allevamento intensivo è responsabile di circa il 15 per cento delle emissioni di gas serra a livello mondiale.

Gli alimenti vegetali presentano generalmente un bilancio energetico e ambientale migliore rispetto a carne, latte e uova. Se frutta e verdura vengono prodotte in serre riscaldate, l’energia per il riscaldamento costituisce la parte più importante dell’energia grigia. La valutazione ecologica dei prodotti di origine vegetale coltivati in Svizzera al di fuori della stagione naturale in serre riscaldate a nafta è quindi peggiore rispetto agli stessi prodotti coltivati in campo aperto nel sud dell’Europa. Il trasporto con i camion pesa meno sul bilancio rispetto al riscaldamento delle serre.

Anche gli alimenti vegani possono essere terribilmente dannosi per l’ambiente

Le alternative ai derivati animali sono davvero più sostenibili? Anche se la maggior parte dei prodotti sostitutivi della carne sono prodotti con la soia, la maggior parte di questo cereale viene impiegata come mangime per gli animali da reddito. I piatti di carne sono quindi nettamente meno sostenibili per l’ambiente rispetto a hamburger di soia e simili. Tuttavia, molti ristoranti e take-away vegani offrono menu con avocado il cui bilancio ecologico è particolarmente negativo. Nelle piantagioni più grandi del mondo, in Messico, questa euforia per gli avocado ha portato a deforestazioni illegali.
Secondo l’«Huffington Post», ogni anno vengono abbattuti tra i 1500 e i 4000 ettari di foresta per far spazio ai campi di avocado. Inoltre, vengono impiegati concimi sintetici e pesticidi e il consumo di acqua è enorme: a seconda del pozzo, della dimensione del frutto, della provenienza e del metodo di produzione, per un chilo di avocado sono necessari tra i 500 e i 1000 litri d’acqua. Il trasporto dagli Stati Uniti o dall’America centrale verso l’Europa non fa che aggravare il bilancio energetico degli avocado. Invece del latte vaccino, i vegani utilizzano spesso latte di mandorla. L’elevato consumo di acqua nelle piantagioni di mandorle è tuttavia decisamente problematico. Anche i cosiddetti superfood, come la quinoa e le bacche di acai o di goji, sono spesso tutt’altro che super per l’ambiente a causa degli enormi disboscamenti e delle lunghe distanze di trasporto.

È molto difficile quantificare in maniera precisa l’energia grigia o il bilancio ecologico di un alimento. Per calcolare gli aspetti ambientali legati all’intero ciclo di vita servono spesso cifre e informazioni che non si trovano sull’imballaggio e possono essere rintracciate solo con grande fatica. I metodi di produzione possono inoltre essere molto differenti a seconda del produttore. Per quanto riguarda gli alimenti, non esiste quindi un consenso unanime su come proteggere al meglio l’ambiente. Devono essere considerate prima di tutto le emissioni di CO2? Oppure il consumo di acqua? E il benessere degli animali? E la biodiversità? E che dire dell’impiego di sostanze chimiche, pesticidi e antibiotici?
Non esiste una risposta generale valida per tutte queste domande. Ogni consumatore è chiamato a prendere queste decisioni da sé ogni giorno.

Evitare lo spreco alimentare e non gettare risorse preziose

Gli esperti concordano tuttavia su alcuni punti ed esistono delle linee guida per un’alimentazione sostenibile. Una buona regola generale è che carne e prodotti di origine animale andrebbero consumati con consapevolezza e possibilmente dovrebbero essere Bio e prodotti nella vostra regione. I consumatori attenti all’aspetto ambientale compreranno quindi alimenti provenienti dalla Svizzera o dall’Europa poiché il trasporto aereo di prodotti freschi da altri continenti genera un consumo elevato di energia ed è quindi dannoso per il clima. Le verdure di stagione coltivate in campo aperto hanno un bilancio ecologico nettamente migliore rispetto alle verdure coltivate in serre riscaldate.

Infine, è importante considerare il cibo come una risorsa importante. Quasi un terzo di tutti gli alimenti prodotti in Svizzera vanno persi prima di finire nei piatti o vengono gettati. Ciò corrisponde ogni anno a due milioni di tonnellate di alimenti. Gettando alimenti perfettamente integri nella spazzatura, vengono utilizzate inutilmente o gettate via risorse limitate come acqua, suolo e vettori energetici fossili. Al contempo, la domanda sul mercato, che aumenta a causa dello spreco, restringe l’offerta di alimenti. Tutto ciò mentre la sicurezza alimentare di molte persone non è garantita. Si dovrebbero quindi comprare solo gli alimenti che verranno consumati nei giorni seguenti. I resti possono inoltre essere facilmente valorizzati. In questo modo non andranno perduti alimenti preziosi.

#NOISIAMOILFUTURO
Il movimento nazionale #NOISIAMOILFUTURO è sostenuto da rinomate imprese svizzere e da SvizzeraEnergia. L’obiettivo è invogliare la popolazione svizzera ad organizzare le proprie giornate in maniera più efficiente dal punto di vista energetico e ad impegnarsi attivamente per i temi dell’energia e della protezione del clima. In qualità di partner media, 20 Minuti sostiene #NOISIAMOILFUTURO con approfondimenti, reportage e quiz.


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