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LUGANO
20.11.2017 - 07:000

La cucina vegetariana può piacere a tutti, grazie a un ticinese

Pietro Leemann, chef sopracenerino, è noto a livello internazionale per aver dato una svolta gourmet a questo regime alimentare così diffuso: conosciamo insieme la sua storia e i suoi traguardi

LUGANO - Una delle sfide più affascinanti e delicate per uno chef, e per chiunque si occupi di ristorazione, è quella di restare al passo coi tempi, di riuscire ad appagare le esigenze dei consumatori più esigenti, di assicurare ai propri clienti dei piatti che soddisfino il loro palato ma anche, in alcuni casi, che tengano conto delle loro personali scelte etico-alimentari.

In questo senso, un punto di riferimento a livello mondiale è senz'altro Pietro Leemann, locarnese, che dall’amore per il cibo sano nato nell’orto di famiglia ai primi passi compiuti in cucina a Lugano e poi in Italia, dall’influenza della collaborazione con grandi cuochi come Angelo Conti Rossini, Gualtiero Marchesi e Fredy Girardet all'ottenimento della carica di Chef Ambassador a Expo 2015, dimostra come l’impegno e la tenacia, oltre che l’esperienza e i viaggi, con relativi approfondimenti di altre culture culinarie e non solo, possano fare di un bravo cuoco non solo uno chef di fama internazionale, ma anche il precursore di un mondo, quello della cucina vegetariana, tempo fa poco conosciuto e di certo ritenuto meno predisposto alle attenzioni e alla creatività previste dall’alta cucina gourmet.

Questa sua capacità di anticipare i tempi, unita al talento, ha fatto sì che nel 1996 il suo “Joia”, ristorante aperto a Milano, divenisse in assoluto il primo ristorante vegetariano d’Europa ad ottenere una stella Michelin. Una delle più grandi soddisfazioni - forse la più grande - per il maestro ticinese che, oltre a cimentarsi tra i fornelli, ha pubblicato numerosi libri e fondato l’associazione “The vegetarian chance” e la “Joia Academy”, con la quale organizza durante l’anno diversi corsi, tutto ciò con l’obiettivo di divulgare e promuovere le ragioni della sua scelta professionale e umana.

La ricerca delle materie prime, dunque, per lui, si confonde con una ricerca della pace interiore frutto dei viaggi in Oriente e dell’avvicinamento alla cultura zen; la cura nella presentazione dei piatti si mescola con la cura del proprio corpo; la scelta di prodotti a km zero si addice al suo costante impegno per il rispetto nei confronti della natura. Se è vero che noi tutti “siamo ciò che mangiamo”, Leemann davvero “è ciò che cucina”. Ed è professionalmente un esempio di coerenza per tutti, oltre che un orgoglio per noi ticinesi.

Anche al Ciani Lugano abbiamo deciso di dedicare a chi segue un regime alimentare vegetariano, vegano o affine, diversi piatti del nostro menù, dagli antipasti ai dessert, per venire incontro a chiunque abbia deciso di seguire una alimentazione “cruelty free”, notando però curiosamente ma con piacere che, sempre più spesso, chi sceglie un poker di pomodori con tofu o una zuppa a base di sole verdure o un dolce che non contenga latticini, non è altro che un comunissimo onnivoro a cui però piace, ogni tanto, sperimentare nuovi sapori e nuovi accostamenti ideati dal nostro chef Nicola Costantini.

Questa sfida “green”, stando al parere dei nostri clienti vegetariani e non, sembra vinta, anche se siamo sempre pronti a migliorare e tenere conto delle nuove sfide che ci riserva il futuro. Per chi volesse toccare questo con mano (e con il palato) ricordiamo che, oltre ai nostri accoglienti locali, è sempre disponibile il nostro servizio di delivery Perfeat, grazie al quale, tramite il relativo sito internet, è possibile farsi recapitare in ufficio o nel proprio centro fitness dei menù bilanciati che seguono i regimi alimentari paleo e clean, ma anche quello vegan, cucinati al mattino e trasportati in confezioni che ne mantengono intatte la temperature e la fragranza originarie.

Per concludere, una domanda agli amici onnivori: partecipereste ad una cena completamente vegetariana, dall’antipasto al dessert? Fatemi sapere!

Questa rubrica è sponsorizzata dal Ciani Ristorante Lugano

Articolo di S. Santese e G. Biondo, del Ristorante Ciani Lugano

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