ULTIME NOTIZIE ated ICT Ticino
ATED ITC TICINO
4 gior
Autunno Digitale 2020 si accende con Visionary Day
Digital Transformation, formazione, scambio di conoscenze tra imprese, professionisti e appassionati del mondo digitale
ATED ICT TICINO
6 gior
Segway addio: esce di produzione dopo 19 anni
Doveva rivoluzionare la mobilità personale, ma è stato un flop.
MONDO
1 sett
Al via un fondo da due miliardi per l'energia pulita
Il fondo investirà in società che sviluppano prodotti e tecnologie per la protezione del pianeta
ATED
1 sett
Novità in casa WhatsApp
Il numero massimo di persone per chiamate vocali e videochiamate di WhatsApp raddoppia, passando da 4 a 8
ATED
1 sett
Come gestire al meglio il lavoro da remoto
In questo periodo di covid-19 abbiamo sperimentato il telelavoro con tutti i suoi pregi e le sue peculiarità
ARTICOLO SPONSOR
2 sett
Una piattaforma al servizio delle PMI svizzere
Si chiama Now Together e si propone come una vetrina online per presentate attività e annunci
ITALIA
2 sett
Alexa sale anche in auto
I clienti possono aggiungere tutte le potenzialità di Alexa alla propria auto
ICT ATED TICINO
2 sett
La tecnologia e le competenze da formare
ated-ICT Ticino invita le aziende del territorio a offrire opportunità di apprendistato
FOTO
ATED
3 sett
Anche Facebook per lo shopping online
Un aiuto per vendere sulla rete arriva anche dal colosso dei social
ATED
3 sett
Cybersecurity e COVID-19: le nuove minacce su rete
Sono in crescita in tutto il mondo gli attacchi informatici, ma ci sono alcune raccomandazioni per proteggersi
ATED
3 sett
Come essere sostenibili con la tecnologia
CBA assicura che i dispositivi a fine ciclo vengano riutilizzati invece che distrutti.
LUGANO
06.05.2019 - 08:300
Aggiornamento : 15:00

Noi che vogliamo sognare: e in classe ci portiamo i robot

La rivoluzione di Paola Mattioli e Valeria Cagnina, donne anticonformiste sul palco del Visionary day: la tecnologia ovunque, e in aula anzitutto, perché «il miglior modo d’imparare è divertendosi»

LUGANO - Il primo robot, Valeria se l’è costruito a 11 anni. Giura che «passavo ogni momento libero con Arduino, la sera non volevo mai andare a dormire».

Paola invece aveva già due lauree e un lavoro, docente di cinese per bambini. Ne comprò uno piccolo, lo assemblò nelle ore libere; il giorno dopo era lì che ci giocava per i corridoi con i suoi alunni. «Perché imparare piangendo ciò che si può imparare ridendo», ripete come non ci fosse punto di domanda.

Sarà per questo che non si trova una fotografia in cui sia seria, compassata; “maestra” nel modo in cui ci si aspetta. Anche lei, al pari di Valeria, segue un obiettivo: trasformare i metodi di insegnamento, rendere l’apprendimento divertente e creativo. Sfruttare la tecnologia per catturare l’interesse degli alunni nativi digitali, senza supponenza e il pregiudizio che sia solo uno sciocco passatempo.

Visionarie in due modi differenti e audaci, precursori: l’una dei tempi, l’altra dell’età che la vorrebbe sui banchi invece che in cattedra. E infatti, a ben vedere, non è lì che sta. Piuttosto sul palco, tra un premio da ricevere e un invito a raccontare di se stessa. «Dove mi chiamano, io vado».

Come quello di Palazzo dei Congressi a Lugano, che il 18 settembre vedrà entrambe ospiti del primo Visionary Day del Canton Ticino. C’è da scommettere che sarà un incontro di spiriti, fra donne senza preconcetti; refrattarie ai ruoli e alle divisioni di genere, dove scienza e innovazione sono tutto fuorché femmine. A separarle, se mai, ci sono le generazioni. Per il resto, coltivano comuni ideali: Paola Mattioli da anni a Roma, Valeria Cagnina ad Alessandria nella scuola che ha fondato con Francesco Baldassarre. Aveva sedici anni, l’anno prima era stata ammessa ai corsi di robotica del Mit di Boston.

Oggi ne ha 18 ed è già una delle cinquanta donne italiane più influenti nel mondo del tech, la più giovane nella classifica Ispiring Fifty, una delle cento Under 30 che rivoluzioneranno il Paese secondo Forbes. «Nulla è impossibile». Non fa lezioni, ma incontri; non ha studenti, ma dreamer; non è insegnante, ma mentor e in classe, per così dire, si entra tutti senza scarpe, si tratti di ragazzi o di gente in carriera ai team building aziendali.

Una rivoluzione, come quella avviata da Paola, quando però tentare di cambiar le cose era una battaglia. Cominciò a rifuggire i banchi anzitutto: troppo immobili, troppo ordinati per chi ha bisogno di sentirsi libero. Piano piano ha scardinato un sistema, con la semplicità di chi non inventa nulla, ma elimina, seleziona, sostituisce. Toglie le sedie, porta gli iPad; usa le app per un apprendimento interattivo e costruttivo, celebrando ciò che dalle istituzioni è considerato, ancora troppo spesso, poco serio.

Lei lo sa, lo ribadisce: «Il miglior modo di imparare è divertendosi». Basta barriere, rigidità controproducenti. Lo si intuisce già da come parla. Tre anni fa, speaker ai TedX, disse testuale, senza scegliere parole più finte e raffinate: «La tecnologia mi piace uno sproposito».

Non ha buttato tutto, del passato troppo inutile. È rimasta «50% carta 50% robot»; ha preso il buono di quello che c’era e di ciò che non ancora e ha trovato un trait d’union. Ha offerto la sua interpretazione di “gamification”: solo una definizione di quelle necessarie a rendere più comprensibile, magari accettabile, ciò che è guardato con sospetto. Intanto, però, si guadagna le platee.

Nella pagina dell’evento sono già presentati alcuni dei relatori che interverranno.

Fino al 31 maggio è possibile acquistare il biglietto “Early Bird”.

È possibile seguire anche l’evento anche attraverso la pagina Facebook

Paola Mattioli
Guarda le 2 immagini

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-07-07 19:57:16 | 91.208.130.89