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28.12.2017 - 11:050

L'importanza delle competenze digitali nel mondo del lavoro di oggi

“Innovare è fare industria” e “investire è fare innovazione” mettendo al centro le persone.

LUGANO - Alla base della digital trasformation vi sono le tecnologie che permettono di essere soggetti attivi della trasformazione digitale. Il frutto dell’adozione di tecnologie aumentano l’interconnessione delle risorse e mettono al centro i singoli individui.

La digitalizzazione sarà la grande opportunità per il rilancio dell’industria in Ticino. Per attuarla, però, serve una politica di educazione alla tecnologia, senza dimenticare di adeguare le competenze e innovare il concetto di forza lavoro delle persone che ne fanno parte. Infatti, se la digitalizzazione di prodotti e servizi sarà un volano per le imprese, non bisogna dimenticarsi che, dinnanzi a questa rivoluzione, occorre non farsi trovare impreparati. È quindi necessario abbinare un investimento in educazione digitale nelle imprese ma anche nei dipendenti.

Le imprese avranno quindi la responsabilità di recepire il digitale come principale leva innovativa e di investimento, e dovranno fare la loro parte nella creazione e nel mantenimento delle nuove competenze.

Il grande interesse che si sta creando nel sistema produttivo per Industria 4.0, il successo delle agevolazioni per modernizzare gli strumenti produttivi, i passaggi generazionali sempre più orientati verso il merito e l’apertura al management esterno, la voglia di tanti imprenditori di operare in rete o filiera per crescere nelle dimensioni e poter competere sui mercati esteri, tutto questo denota che c’è voglia di essere più competitivi, moderni e veloci. In questo scenario, la trasmissione delle competenze e la formazione giocheranno un ruolo fondamentale. La risposta deve essere, quindi, formazione prima di entrare nel mondo del lavoro e training permanente una volta entrati nel mondo del lavoro.  Questo per colmare il reale bisogno di competenze professionali adeguate, che necessitano di una combinazione di conoscenze informatiche, di progettazione, di manufacturing e di marketing. Per queste ragioni, il tema della formazione delle competenze è prioritario. La conoscenza avanzata dei sistemi informativi, la capacità di analisi in tempo reale di Big Data, e il sapersi muovere celermente tra sistemi cyberfisici sono le fondamenta del lavoro nell’Industry 4.0.

Molti ritengono che la conditio sine qua non per trovare lavoro oggi sia possedere specifiche competenze digitali, richieste ancor più dell’esperienza, eppure così difficili da individuare tra chi è alla ricerca di un’occupazione. Se per i più giovani, che fanno di internet uno degli strumenti principali per trovare un’occupazione o anche solo ampliare il proprio network con nuovi contatti, questi sono concetti già noti, il tema delle competenze digitali nel mercato del lavoro assume un carattere ancor più complesso per la categoria dei lavoratori che non fanno parte della generazione dei millennials che talvolta si trovano d’improvviso senza un impiego e con difficoltà a ricollocarsi nel mondo lavorativo. Questo gap formativo può essere colmato da investimenti da parte delle aziende nel digitalizzare il proprio personale, in quanto un binomio perfetto per ottenere risultati è unire le competenze acquisite offline con quelle online. Ricordiamo che le macchine anche se dotate di intelligenza artificiale non possono funzionare senza l’essere umano.

E’ un dato constato da molto tempo che lavoratori soddisfatti e senza pensieri lavorano meglio e producono di più. È lungimirante chi arriva a pianificare tutta una serie di attività per aumentare la qualità del lavoro dei propri dipendenti affinché all’interno dell’azienda trovino condizioni favorevoli per venire incontro alle necessità di conciliazione lavoro-vita privata. Questo risultato può essere ottenuto non solo da grandi multinazionali come Apple Microsoft ecc…Ma questo processo può essere attuato anche da piccole medie imprese con minimi investimenti prendendo ad esempio la politica adottata da Google denominata anche Google Culture che descrive il grande spirito di collaborazione esistente tra i dipendenti, che nonostante il livello gerarchico, si ritengono parimenti importati per il successo dell'azienda. Allo stesso tempo la Google Culture vuole suggerire quanto possa essere importante la socializzazione, l'espressione di libere opinioni e lo scambio di idee, che Google riassume nell'espressione "atmosfera da piccola azienda". Ogni dipendente offre un contributo pratico e ognuno riveste svariati ruoli.

Ho trovato molto interessante questo articolo 13 modi per far felici i dipendenti. Oltre a dargli l’aumento in cui il focus principale dimostra che un’azienda florida è quella che ha dipendenti felici e produttivi. Lo confermano moltissime ricerche, da Forbes all’Harvard Business Review. Specialmente nei momenti in cui il budget si restringe, potrebbe sembrare difficile garantire che il personale sia sempre produttivo, coinvolto e fedele all’azienda. Può sembrare strano, ma non è con un aumento che si ottiene tutto questo. Molti studi hanno dimostrato che la soddisfazione sul lavoro deriva da numerosi altri fattori e che lo stipendio non è quello più importante. Un plus aggiuntivo per integrare lo stipendio aiutando i dipendenti è offrire una formazione gratuita all’interno dell’azienda per aumentare e investire sulle loro competenze.

«Portatemi via la mia gente e lasciatemi le aziende vuote e presto l'erba crescerà sul pavimento dei reparti. Portatemi via le aziende e lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò aziende migliori di prima.»

ANDREW CARNEGIE


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Ultimo aggiornamento: 2020-09-19 14:10:30 | 91.208.130.87