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Lifestyle15 casi in cui il futuro immaginato da film e libri è diventato realtà

17.06.22 - 10:39
Smartphone, auto elettriche, energia solare...
#NSF
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17.06.22 - 10:39
15 casi in cui il futuro immaginato da film e libri è diventato realtà
Smartphone, auto elettriche, energia solare...
È capitato più di una volta che menti creative prevedessero correttamente le tecnologie future in storie di fantascienza, molto prima che esistessero i mezzi per realizzarle. Queste 15 visioni si sono avverate.

Ci sono momenti in cui non si crede ai propri occhi. Mi è successo ad esempio recentemente guardando «Gattaca», il classico di fantascienza del 1997. Nel film tutte le auto sono elettriche. Ma a catturare la mia attenzione non sono state tanto le auto elettriche dal design rétro, quanto il modo in cui vengono caricate: con un cavo e una stazione di carica, come oggi.

Non è l’unica visione di una mente creativa divenuta realtà: la letteratura e il cinema sono pieni di idee di un possibile futuro che, molti anni dopo, sono state tradotte in pratica. Non si sa fino a che punto gli inventori e ricercatori abbiano tratto ispirazione da queste idee o quanto le invenzioni moderne siano la conseguenza logica della ricerca.

È però stupefacente come, ad esempio, Jules Verne previde l’allunaggio decenni prima che si potesse anche solo pensare alla propulsione a razzo. O il film «Metropolis» del 1927: già allora si pensava agli uomini-macchina, gli androidi. Molto prima che fosse inventato il processore.

Chissà se un giorno diventerà realtà anche il teletrasporto. Di fatto queste 15 visioni fantascientifiche si sono avverate.

Ricarica delle auto elettriche

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Nel classico di fantascienza «Gattaca» del 1997 circolano solo auto elettriche con uno stiloso look rétro, rifornite tramite un cavo presso stazioni di carica.

 

Lo smartwatch

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Quando, negli anni ‘30, Chester Gould inventò il personaggio dei fumetti Dick Tracy e lo dotò di uno smartwatch, non immaginava nemmeno lui che, qualche decennio più tardi, un’azienda di nome Apple avrebbe effettivamente sviluppato un gadget simile.

 

Auricolari Bluetooth, schermi TV piatti e social media


«Fahrenheit 451» è una trasposizione cinematografica di François Truffaut del 1966. Nel film mancano però molti dei gadget descritti da Bradbury nel libro.

Con il romanzo «Fahrenheit 451» del 1953, lo scrittore Ray Bradbury si è dimostrato un vero e proprio visionario. Aveva previsto sia gli auricolari Bluetooth senza fili che i televisori piatti. Con il «digital wall» aveva addirittura ideato una specie di piattaforma online in cui gli amici si intrattenevano come fanno oggi su Facebook.

 

I cellulari, la stampante 3D e non solo

Screenshot

Oggi i cellulari a conchiglia sono ormai datati, ma negli anni ‘60, all’epoca della serie TV «Star Trek», erano una lontana visione futuristica. 

La serie televisiva «Star Trek» degli anni ‘60 è una miniera di gadget che ormai sono realtà: gli smartphone, gli smartwatch, la spatial augmented reality, le HoloLens (i ponti ologrammi) e la stampante 3D (replicatore).

 

L’energia solare, i viaggi nello spazio e le videochat

copertina del libro


Anche lo scrittore Hugo Gernsback era un visionario con tutti i crismi. Nel romanzo «Ralph 124C41+» del 1911 previde l’energia solare, la televisione, i film con colonna sonora, i viaggi nello spazio e le videochat.

 

Il jet pack

Ancora pura visione nel film di James Bond «Thunderball» (Operazione tuono) del 1965 e realtà 50 anni dopo: il jet pack, che permette di alzarsi dal suolo per mezzo di razzi propulsori. Nel 2016 l’inventore britannico Richard Browning ha effettuato il primo volo con una tuta jet.


L’hoverboard

 

Quando, nel 1989, il pubblico vide per la prima volta Marty McFly su un hoverboard nel film «Ritorno al futuro 2», non poteva immaginare che sarebbe diventato una realtà. Nel 2015 invece è successo: Lexus ha inventato «The Slide», un hoverboard funzionante.

 

Le auto a guida autonoma con comandi vocali

screenshot/YouTube

La serie TV «Supercar» degli anni ‘80, con David Hasselhoff, è un’altra miniera di innovazioni ormai messe in pratica: auto a guida autonoma (K.I.T.T.), comandi vocali, intelligenza artificiale, lo smartwatch. Le auto a guida autonoma appaiono tra l’altro anche in «Atto di forza» e «Io, robot».

 

I taxi volanti


Il film fantascientifico d’azione con Bruce Willis mostra una città piena di veicoli volanti. Oggi varie start-up stanno sperimentando taxi volanti ad azionamento elettrico.

 

Gli androidi

Gli androidi e l’intelligenza artificiale hanno sempre affascinato le menti creative. Come nel film «Metropolis» di Fritz Lang del 1927. Gli uomini-macchina sono stati tematizzati anche in «Blade Runner», «Io, robot», «A.I.» e molti altri. Oggi sono divenuti in parte realtà: sotto forma di robot parlanti o di Chihira Aico, una commessa artificiale sviluppata da Toshiba in un grande magazzino di Tokyo.

 

Le videochat e i robot delle pulizie

 

Anche nella serie TV animata «I pronipoti» degli anni ‘60 erano stati anticipati domestici artificiali, robot delle pulizie, veicoli volanti e la videotelefonia.

 

I comandi gestuali e il riconoscimento facciale

Il bolide del film d’azione del 2002 «Minority Report», con Tom Cruise, colpiva soprattutto per i comandi gestuali e il riconoscimento facciale. Nel 2010, con la Xbox Kinect, Microsoft ha realizzato la prima interfaccia in grado di riconoscere non solo i volti ma anche i gesti dei giocatori.

 

Gli iPad e Siri


Nella saga spaziale di Stanley Kubrick del 1968 gli scienziati comunicavano con l’intelligenza artificiale come facciamo noi con Siri o Alexa. Inoltre utilizzavano tavolette molto simili agli iPad di oggi e giocavano a scacchi contro il computer.

 

La smart home

 

Nel film di fantascienza «Generazione Proteus» del 1977 un’intelligenza artificiale assume il controllo di una casa computerizzata, trasformando la smart home in una malvagia antagonista. Le smart home di oggi sono più simpatiche.

 

La realtà aumentata


Hasta la vista, baby: nella seconda parte di «Terminator» (1991) lo spettatore vedeva attraverso gli occhi del robot killer Arnold Schwarzenegger, scoprendo per la prima volta come avrebbe potuto essere la realtà aumentata, che oggi esiste veramente. A differenza di quel genere di macchina assassina.

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