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ENERGIA SOLARE«L’accelerazione verso il solare deve essere quadruplicata»

27.05.22 - 08:00
Il modello di Helion: un approvvigionamento energetico svizzero con il solare, senza dover edificare le superfici libere
Messa a disposizione/Helion
«L’accelerazione verso il solare deve essere quadruplicata»
Il modello di Helion: un approvvigionamento energetico svizzero con il solare, senza dover edificare le superfici libere
Noah Heynen, CEO di Helion, spiega cosa occorrerebbe.

Energia solare

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZUCHWIL - Al giorno d’oggi c’è un tema di grande attualità in Svizzera: la sicurezza dell’approvvigionamento. Situazioni di carenza di elettricità, collassi della rete e blackout: gli scenari da horror non mancano. Dall’altra parte troviamo invece i cambiamenti climatici e la svolta verso le energie rinnovabili che spesso risulta bloccata. La credenza popolare vuole inoltre che l’elettricità verde non basterà mai per caricare tutte le auto elettriche e alimentare tutte le pompe di calore.

«Sbagliato», spiega Noah Heynen, CEO e cofondatore di Helion, una delle più grandi imprese svizzere nel settore delle energie rinnovabili. Grazie al cosiddetto «modello Helion», l’impresa ha progettato uno scenario che realizza l’approvvigionamento energetico in Svizzera tramite l’impiego quasi esclusivo dell’energia solare entro il 2050.

La tesi: se un terzo di tutti i tetti, le facciate e le infrastrutture disponibili venisse dotato di un impianto fotovoltaico, entro il 2050 potremmo produrre ogni anno 53 terawattora di energia esclusivamente tramite la produzione di elettricità solare. Più che sufficiente.

Per far sì che il modello Helion funzioni, devono però essere soddisfatte alcune condizioni, spiega Noah Heynen in questa intervista.

Perché il modello Helion è necessario?

Abbiamo troppa poca elettricità e dal 2025 potrebbero verificarsi dei blackout. Il 75 per cento dell’energia viene importato dall’estero spesso anche da regioni problematiche. C’è inoltre una catastrofe ambientale alle porte. Dobbiamo quindi procedere più velocemente e più approfonditamente di quanto non auspichi la Confederazione.

Descriva brevemente il modello Helion.

Poggia su tre colonne portanti: l’aumento massiccio della costruzione di impianti solari su edifici e infrastrutture esistenti, la trasformazione dell’eccedenza in carburante sintetico e idrogeno e lo sfruttamento intelligente della mobilità elettrica. Se su un terzo delle superfici disponibili venissero installati impianti solari, potremmo produrre un rendimento annuale di 53 terawattora. Non sarebbe quindi necessario edificare le superfici libere. Uno studio della ZHAW ha confermato il potenziale.

Synfuel e idrogeno sono sufficienti per l’immagazzinamento in vista dell’inverno?

L’immagazzinamento per l’inverno servirà solo molto più tardi, a partire dal 2040 e in quantità ridotte. La creazione di una scorta aumenta ulteriormente la sicurezza di approvvigionamento grazie alle molteplici fonti di energia che vengono rese disponibili. Per questi carburanti si parla di un grado di efficienza pessimo per la produzione. Anche per le celle solari c’erano i pessimisti 15 anni fa: «gli impianti solari non funzionano. La mobilità elettrica non funziona», dicevano alcuni. Il grado di efficienza degli impianti solari cresce costantemente mentre i prezzi diminuiscono. È principalmente solo una questione di tempo prima che funzionino.

Da dove proverrà l’elettricità in inverno?

Anche nelle giornate invernali c’è luce. Parliamo di un terzo della resa. Se sono disponibili sufficienti impianti solari, anche l’elettricità è sufficiente. Le auto elettriche con le loro superbatterie da più di 100 chilowattora di capacità fungono da accumulatore intermedio e contribuiscono a stabilizzare la rete elettrica.

Quali sono le sfide maggiori?

L’installazione di impianti solari deve essere quadruplicata a partire da subito. Avremo quindi bisogno di circa 21 000 nuovi tecnici specializzati entro il 2050. L’installazione deve inoltre essere finanziata aumentando il supplemento di rete. Parliamo di 30 franchi per economia domestica all’anno. E occorre snellire la burocrazia: attualmente abbiamo un patchwork di 720 tariffe differenti. Ci vuole più tempo a riempire i formulari che a effettuare l’installazione.

C’è qualche raggio di speranza?

L’istituto di ricerca di mercato GFS ha stabilito che la popolazione svizzera vuole aumentare il ritmo. Gli esperti dicono «si può fare di più». La gente dice «vogliamo di più».

Helion

Helion è stata fondata nel 2008 ed è considerata un leader di mercato nel settore delle energie rinnovabili. Nel 2015 Helion è diventata parte del gruppo Alpiq che dal 2018 appartiene a sua volta al gruppo edilizio francese Bouygues Construction. Helion dà lavoro a 430 collaboratori in sei sedi ed è specializzata in impianti fotovoltaici, pompe di calore, accumulatori di energia e mobilità elettrica. Noah Henyen è CEO e cofondatore di Helion.

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